trentatrè

scritto da massimo.sozzi il 6 marzo 2010

Trentatrè trentini entrarono in Trento tutti e trentatrè trotterellando.

tre storie da mal di pancia

scritto da massimo.sozzi il 5 marzo 2010

Quando le cose le scrivono bene gli altri, non resta che copiare e attribuire la paternità.

Tre storie è il post che trovate qui sotto, scritto da don Diego. Il mal di pancia è il mio quando ho visto, prima di leggere il post, la storiella dell’imprenditore.

«– Un imprenditore che rischia di perdere tutto quello che ha per permettere al figlioletto di frequentare la figlioletta del dipendente.
- Due amiche e una convince l’altra ad una vita di inferno per riaprire l’asilo dove sono cresciute.
- Un ricercatore affermato all’estero che per nostalgia degli spaghetti torna in Italia per un progetto precario. Dimostrando che solo i cervelli davvero fuggono e non tornano.
Tre storie che vengono sparate in onda negli spazi pubblicitari e che hanno quella nota di poesia e quel tono di speranza di cui forse abbiamo bisogno.
Peccato però che alla fine non appaia il logo di Pubblicità Progresso, che magari le giustificherebbe con tutto quel miele in sovrappiù; ma quello di una banca che ha per motto: “sempre al tuo fianco”.
Con la pistola alla fronte?».

Scrive, come sempre molto bene, Massimo Gramellini nel Buongiorno di oggi: «Si può ancora vivere senza Grandi Eventi? La risposta l’ha data ieri sera al Tg5 il grandeventista Bertolaso: no. Egli intende proporre l’Abruzzo terremotato come sede delle Olimpiadi invernali 2018(…).

Il Cile dovrebbe affrettarsi a chiedere i prossimi campionati del mondo di calcio e Haiti la sede permanente dell’Onu, prima che la stessa venga trasferita accanto a un inceneritore di Napoli. Nessuno mette in dubbio la bellezza delle montagne abruzzesi. A lasciare esterrefatti è l’ideologia del Grande Evento aspira-soldi come unica soluzione per risolvere i piccoli e grandi disastri della vita.

Solo la fiaccola olimpica potrà togliere le macerie dal centro dell’Aquila? Parrebbe di sì(…). Si proceda quindi con il decreto Bertolimpionico. Articolo 1: l’Italia è un Grande Evento permanente. Articolo 2: Balducci e Anemone sono nominati commissari straordinari fino a esaurimento dei fondi».

Non condivido in pieno l’analisi di Gramellini: il problema non è nel centrarsi sul Grande Evento come unica soluzione per risolvere i disastri della vita.

Il problema è che ci sono dei personaggi seguaci delle teorie di Milton Friedman, il quale sosteneva: «Solo una crisi, reale o percepita, porta a cambiamenti reali. Quando capita questa crisi, le azioni che vengono compiute dipendono dalle idee che corrono. Questa, credo, è il nostro ruolo fondamentale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, tenerle in vita ed a disposizione finché il politicamente impossibile diventa politicamente inevitabile» (da qui).

Mi sembra una bella frase? Provate a rileggerla: noi proponiamo delle soluzioni moralmente inaccettabili, perciò, per metterle in atto, dobbiamo attendere, magari anche sperare e, perchè no, spingere in modo tale che capiti qualcosa di grosso (una tragedia); così da rendere accettabile l’inaccettabile.

Racconta Naomi Klein che, una settimana dopo la devastante alluvione di New Orleans, «Richard Baker, un importante membro repubblicano del Congresso nonché loro concittadino, aveva detto a un gruppo di lobbisti: “Siamo finalmente riusciti a ripulire il sistema delle case popolari a New Orleans. Noi non sapevamo come fare, ma Dio l’ha fatto per noi”. Joseph Canizaro, uno dei più ricchi costruttori di New Orleans, aveva da poco espresso sentimenti analoghi: “Credo che abbiamo di fronte una tabula rasa da cui ripartire. E grazie a questa tabula rasa abbiamo grandi opportunità”» (22passi).

Il problema non è centrarsi sul Grande Evento per creare qualcosa di bello, il problema è spingere affinché ci sia il Grande Evento e, soprattutto, creare un sistema subito pronto a specularci sopra. Il signor Friedman è riuscito a prendere il nobel, altri si “limitano” a costruire casette all’Aquila sperando di vincere le elezioni: ma la lezione dell’economista l’hanno appresa molto bene.

Se volete capirne un po’ di più, vi consiglio lo spettacolo di Laura Curino e Natalino Balasso: Viaggiatori di pianura.

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?

Primo Marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.

Collegato e ispirato al francese La journée sans immigrés: 24h sans nou, il movimento Primo Marzo 2010 nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli.

Nel manifesto programmatico c’è scritto: «Siamo consapevoli dell’importanza dell’immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all’approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione.
Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l’utilizzo stumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione.
Ricordiamo che il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che la storia umana è sempre stata storia di migrazioni: senza di esse nessun processo di civilizzazione e costruzione delle culture avrebbe avuto luogo. La violazione di questo e di altri diritti fondamentali danneggia e offende la società nel suo complesso e non solo le singole persone colpite».

Su www.psicologiadellavoro.com trovate un mio approfondimento sul rapporto tra la psicologia e lo sciopero.

L’immagine della manifestazione è dell’artista Giuseppe Cassiba.

Adriano Olivetti

scritto da massimo.sozzi il 27 febbraio 2010

Una sola volta il Carnevale di Ivrea venne sospeso: il 28 febbraio 1960 il Generale Ermanno Ozino emanò la seguente ordinanza (tratta dal sito dello Stato Maggiore):

Il giorno prima, 27 febbraio 1960, era morto Adriano Olivetti.

Oggi ricorre il cinquantenario.

Richiesta iscrizione anagrafica

scritto da massimo.sozzi il 25 febbraio 2010

Città di Ivrea

Ricevuta di richiesta iscrizione anagrafica e comunicazione di avvio del procedimento

Pratica n° 115 del 25/02/2010

L’ufficiale d’anagrafe

ATTESTA

che il Sig. SOZZI MASSIMO

ha chiesto in data 25/02/2010 l’iscrizione in questa Anagrafe della Popolazione Residente ecc…

Adesso dovrò risistemare i link al mio paese: da Cuorgnè a Ivrea. Piccoli grandi grandissimi cambiamenti!

«Fred Buscaglione, popolare cantante di musica leggera è morto stamani a Roma, in un pauroso incidente stradale alle sei e venti, all’incrocio di via Rossini con via Paisiello». Così apriva il giornale radio, la mattina del 3 febbraio 1960 (Barbonaglia et al.).

Ricorrono quest’anno i 50 anni dalla morte di Fred Buscaglione (Torino, 23 novembre 1921 – Roma, 3 febbraio 1960). Sono sue canzoni come: Buonasera (Signorina), Che Bambola!, Che Notte!, Come Pagliaccio, Eri Piccola Così, Guarda Che Luna, Il Dritto Di Chicago, Love In Portofino, Teresa, Non Sparare!, Voglio Scoprir l’America, Whisky Facile e tante altre!

Torino ricorda Fred Buscaglione from Massimo Sozzi on Vimeo.

Una fine precoce e ingiusta per Ferdinando, detto “Fred dal whisky facile”, figlio di un imbianchino di Torino, l’uomo che Giuseppe Marotta aveva definito “fenomeno trionfante del circo della vita”. Nel Roxy Bar di Vasco e in Certe notti di Ligabue c’è qualcosa di lui (Innocenti).

La sua Torino lo ha ricordato con il Festival Sotto il cielo di Fred.

buon compleanno Fabrizio!

scritto da massimo.sozzi il 18 febbraio 2010

Chissà se ti arriverà anche lassù? Penso di si: buon compleanno Fabrizio!

(Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999)

Carnevale 2010: una settimana dopo

scritto da massimo.sozzi il 18 febbraio 2010

Esattamente una settimana fa, il Generale saliva a cavallo per la prima volta: dando così inizio ai giorni centrali e finali dello Storico Carnevale di Ivrea.

E’ passata una settimana e tutto si è concluso.

Così, a caldo ma non più tanto, provo a raccogliere qualche pensiero…

Non mi è piaciuto:

- lo Stato Maggiore: in troppe occasioni sembravano una banda di paese;

- l’Aiutante della Mugnaia che martedì sera si puliva il naso invece di passarle i garofani;

- i credendari accoppiati agli Abbà nelle domeniche delle alzate: presenti solo sul programma…per fortuna;

- la sfilata del sabato sera: che da tempo non è più una sfilata;

- i tempi troppoooooo lunghi della premiazione;

- il dito medio di alcuni Diavoli verso gli Scacchi: era un’offesa personale che non ci meritiamo;

- le poche arance e il poco vin brulè di martedì pomeriggio.

Mi è piaciuto:

- la Mugnaia Elisa Gusta in Zanetta e il Generale Alberto Alma: semplicemente eleganti! Bravi!

- il Sostituto Gran Cancelliere Carlo Ardissono: arguto e preparato! Ritiro quanto detto in precedenza e spero di rivederlo il prossimo anno!

- gli Arduini che non ci hanno tirato arance;

- gli Scacchi che non hanno provocato gli Arduini;

- la sfilata organizzata degli Scacchi;

- la tantissima gente presente ai momenti “storici”: perchè lo Storico Carnevale di Ivrea non è solo la battaglia delle arance;

- partecipare al Carnevale. Ho vinto. Ma non ho fatto festa per quello. L’importante è partecipare.

Quaresima 2010

scritto da massimo.sozzi il 18 febbraio 2010

(…) C’è bisogno di vita nuova nell’ambito dell’avere, dell’uso dei beni materiali: economia e finanza, mercato e mondo del lavoro. Quasi tre anni di crisi economica, con ricadute sempre più pesanti sulla vita dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani senza un vero lavoro, rendono quanto mai attuale il messaggio del Papa nell’enciclica Caritas in Veritate: il mondo dell’economia ha bisogno di un’etica solida, per non schiacciare l’uomo che è il primo vero capitale da difendere e per non distruggere l’economia stessa.

Fraternità, dono, gratuità devono perciò entrare e trovare posto nel complesso mondo economico(…).

La Vergine dell’Annunciazione e il suo sposo San Giuseppe, le due figure luminose che accompagnano il tempo della Quaresima, intercedano per noi e ci aiutino a fidarci sempre pienamente della Parola del Signore e del suo Amore fedele.

Ivrea, 17 febbraio 2010
Mercoledì delle Ceneri

+Arrigo Miglio
Vescovo

la Zappata degli Scarli

scritto da massimo.sozzi il 16 febbraio 2010

Non mi era piaciuto il Sostituto nelle domeniche degli Abbà.

Ma ieri, alle Zappate per gli Scarli, è stato davvero molto bravo!

«Se n’è andata una giornata iniziata “su per i brich, la matin ad bun ora”, per la Zappata degli Scarli, nel corso della quale il Sostituto Gran Cancelliere ha voluto riprendere l’usanza di affidare il piccone allo sposo e la pala alla sposa, a differenza di quanto hanno fatto quasi tutti i suoi predecessori, ad eccezione di Piercarlo Broglia: «Ho riletto i verbali – spiega Carlo Ardissono – e soprattutto il suo libro “Ivrea e ‘l nos carlevè”, dove spiega le ragioni, che si rifanno alla metafora della riproduzione , per cui è giusto che gli “strumenti” siano affidati così, quindi mi sono adeguato a una spiegazione che condivido». E, affinchè anche il “popolo” fosse informato sul perché di questa novità, in piazza di Città, per la Zappata di San Salvatore, il Sostituto, assistito dall’immancabile Giancarlo Spagna (che è ormai da annoverare tra i “personaggi” della Zappata), ha dato una dotta spiegazione, prima di dare lettura del tradizionale verbale» (di Federico Bona).

Viva gli Sposi!

Viva il Sostituto Gran Cancelliere Carlo Ardissono nominato per la prima volta!

«Gli aranceri del carro da getto Imperatori tornano ad essere protagonisti della battaglia delle arance dello Storico Carnevale di Ivrea. Obiettivo è partecipare alla grande festa eporediese e onorarne la tradizione, ma anche proporre uno speciale progetto di solidarietà a favore di Casainsieme.

L’Associazione Casainsieme che ha realizzato ed attualmente gestisce il Centro di cure palliative – Hospice di Salerano, ha chiesto aiuto agli amici Imperatori per la realizzazione di una nuova stanza di degenza, necessaria per migliorare la recettività e l’assistenza alle persone in malattia e ai loro famigliari (…).

Grazie alla preziosa e sempre originale collaborazione dell’artista Eugenio Pacchioli è nato un nuovo carro.
Coloratissimo ed emozionante, come nello stile di Pacchioli, il carro propone in una serie di pannelli un’immagine di Ivrea, anzi di quattordici diverse ‘Ivree’ magiche e sognatrici, sospese in un paesaggio fantastico. Protagonista e presente su tutta la base del dipinto è il popolo frigio, vera anima della festa».

Per raccogliere i fondi, oltre a vendere le bellissime litografie create da Eugenio Pacchioli per il Carnevale 2010, vengono messi all’asta i singoli pannelli del carro, insieme ai due grandi pannelli dipinti nello
scorso mese di novembre a Montalto Dora da Eugenio Pacchioli e da Francesco Corni in occasione della
Sagra del Cavolo Verza. «Il Carnevale di Ivrea diventa quindi l’occasione per riunire le energie e i territori locali a vantaggio della solidarietà sociale».

Per saperne di più, visionare i singoli quadri e partecipare all’asta: www.imperatoridiivrea.it.

NB: il testo virgolettato e l’immagine sono stati “rubati” dal sito degli Imperatori, che ne sono i soli proprietari.

io compro solo la Diana

scritto da massimo.sozzi il 10 febbraio 2010

Non compro la Sentinella (anche detta Cretinella)

Non compro la Voce (della vergogna)

IO AMO IL CARNEVALE

Compro solo La Diana per ingrassare Gioana!

ps: sperando che non continui ad aumentare il prezzo di 1 euro all’anno!

venerdì: giorno di mercato

scritto da massimo.sozzi il 5 febbraio 2010

A Ivrea il venerdì è il giorno del mercato. C’è anche il martedì, in cui però c’è solo una parte del mercato alimentare.

Il venerdì è il giorno del mercato grosso. Anche stamattina, nonostante la neve mista pioggia, i banchi erano presenti.

E così ho potuto fare un po’ di spesa: carciofi, olive, carote e barbabietola.

A me il mercato piace!

Domenica prossima, 7 febbraio, l’aria di Ivrea sarà decisamente frizzante!

Si inizia al mattino con la presentazione dei Carri da Getto e la Vetrina del Carnevale (ex mercatino dell’arancere…ma quest’anno è tutto cambiato!).

Alle 12, sul Ponte Vecchio, la Cerimonia della Riappacificazione degli abitanti dei Rioni di San Maurizio e del Borghetto. E nell’homepage se ne sono dimenticati…quest’anno si fa attenzione alla storicità!

E nel pomeriggio: seconda alzata degli Abbà. Nel programma per ogni Abbà, novità 2010, compare sempre il nome di un Credendario. Come sono stati scelti? Perchè sono stati messi? Chi ne sentiva la necessità? Mah…non è che via un’élite, avanti un’altra?!

Il programma, le sviste, le novità le trovate sul sito dello Storico Carnevale di Ivrea.

E dopo domenica, non ci resta che aspettare giobia ‘n bot.