Mario Soldati

scritto da il 18 novembre 2006

Il 17 novembre 1906 nasceva a Torino Mario Soldati. Scrittore, giornalista, regista e grande viaggiatore, precursore dei tempi. Fu lui a inventare l’inchiesta televisiva dedicata al ‘gusto e ai significati nostrani’.

Una vita in viaggio al cui centro c’è Torino, la città dove è nato e cresciuto: «Corso Vittorio, corso Umberto, corso Siccardi, corso Vinzaglio: i grandi portici aerati e soleggiati: i negozi ricchi, le insegne dorate, i cristalli scintillanti di cielo: i bei vialoni larghi, lunghi, diritti, all’infinito, con le quattro file parallele ed i loro alti alberi, nere colonne vive, cupole fiorite e profumate, che il vento del solstizio, scendendo dalle vicine vette e dai ghiacciai, attraversava vivificante e impetuoso.(…)».

Da leggere per approfondire: Mario Soldati su Wikipedia, le passeggiate di Soldati sulla Stampa e molto bello per chi piace la Sicilia gattopardesca Soldati in Sicilia dell’Espresso.

Ieri ho litigato con il blog per tutto il giorno, forse a causa di un plugin simpatico ma dispettoso! Sottovoce forse, in modo ignoto, è tornato tutto in ordine… E così posso con un giorno di ritardo rendere il dovuto e rispettoso omaggio a Mario Soldati. Anche nel consigliare un vino.

Perchè in occasione del centenario della nascita di Mario Soldati, l’editore Mondadori ha pubblicato una nuova edizione del libro ”Vino al Vino” nella collana Oscar Grandi Classici (pagine 600, euro 15,80). In questo volume Soldati racconta i suoi tre viaggi compiuti nel 1968, 1970, e 1975 attraverso tutta l’Italia alla ricerca dei vini genuini, alcuni famosi, altri noti, altri ancora ”scoperti” dallo scrittore stesso. In tutto oltre duecento esempi del buon bere italiano descritti con passione da un sommelier d’eccezione.

Ma ”Vino al Vino” non e’ una semplice guida enologica: e’ un libro che parla di paesaggi, di uomini, di case, ville e castelli, incontrati e osservati alla ricerca di una civilta’ autentica, legata alla terra e al clima, che ha nel vino uno dei suoi prodotti piu’ sinceri, frutto di un meraviglioso equilibrio tra natura e cultura. Non solo deliziose e “vive?? descrizioni dei vini ma sono anche e soprattutto i ritratti degli osti che gli hanno servito un Picolit, le descrizioni degli scorci che ha ammirato sorseggiando un Chianti, i racconti dei contadini da cui ha acquistato un fiasco di Lambrusco o i pensieri ispiratigli da un ombra di Merlot. (fonti: Adnkronos.com e viaggioadagio.it)

Dirò subito che mi considero anch’io, del vino, un amatore inesperto. È vero, i “viaggi d’assaggio??, che racconto nelle pagine seguenti, mi hanno istruito un pochino: ma il loro risultato più apprezzabile è stato di misurare, dopo anni di esperienze enologiche, quanto sia vasta ancora la mia ignoranza, e l’arte del vino quanto difficile…(Mario Soldati)

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