Olivetti oggi

scritto da il 30 novembre 2006

“Non sento più parlare dell’Olivetti. Che fine ha fatto? Esiste ancora?” Così scriveva qualche giorno fa Beppe Grillo. E continuava dicendo “Camillo Olivetti, giovane ingegnere, il fondatore, partì per gli Stati Uniti all’inizio del 1900. Al suo ritorno progettò la migliore macchina da scrivere del mondo. Camillo passava la domenica con i suoi operai. Costruì per loro una città a misura d’uomo. Anticipò di anni le conquiste sindacali. Un’utopia che fu poi anche di suo figlio Adriano. Negli anni ’80 l’Olivetti faceva concorrenza nel mondo a IBM, HP, Bull. Aveva laboratori di ricerca in California. Sedi ovunque. Migliaia di tecnici e ingegneri. Dirlo oggi sembra un sogno ad occhi aperti. Ma è successo ieri, appena ieri.
Cos’è oggi l’Olivetti? Chi la dirige? Che cosa produce? Quanti dipendenti ha?” E finiva con proporre: “Se l’Olivetti, una delle poche aziende italiane il cui marchio è ancora conosciuto nel mondo, è morta, se ne celebrino i funerali. Funerali di Stato. In pompa magna. Per ricordare qualche grande italiano e qualcuno meno grande che l’affossò. E che i funerali servano anche per riflettere sul futuro. Se quello che vogliamo sono ponti, supermercati, strade, viadotti, marciapiedi, catrame, mattoni, parcheggi, l’unico futuro comprensibile a questa sottospecie di politici e di industriali. Se questo è quello che vogliamo, seppelliamo insieme all’Olivetti anche lo sviluppo tecnologico del Paese. Va fatto però in modo ufficiale, almeno questo all’Olivetti è dovuto.”Purtroppo la situazione delineata da Grillo è quantomeno aderente alla realtà e forse della grande scuola Olivetti non si recupererà niente ma almeno ad Ivrea qualche pezzo si cerca di salvare. Il 23 novembre, Vodafone Italia ha inaugurato la recuperata ICO Centrale (Industrie Camillo Olivetti) Centrale di Ivrea, primo edificio a rinascere grazie al progetto di restauro conservativo e riqualificazione interna del comprensorio ex-Olivetti. La ICO ospiterà un importante Call Center di Vodafone Italia.

Progettata dagli architetti milanesi Luigi Figini e Gino Pollini, famosa in tutto il mondo per l’imponente facciata vetrata, la ICO Centrale fu realizzata tra il 1939 ed il 1948, e rappresenta uno dei risultati più celebri dell’architettura Italiana del XX secolo, oltre ad essere un simbolo della storia e della tradizione industriale di Ivrea. Destinato alla produzione di macchine da scrivere e da calcolo, a partire dagli anni ’70 è stata adibita a uffici riducendosi fino ad essere completamente abbandonata. Nel 2004, Vodafone Italia ha deciso di recuperare gli spazi del complesso ex-Olivetti, composto da ICO Centrale e Nuova ICO. Un’area di 20.000 metri quadri. I lavori, iniziati il 6 luglio 2005, è previsto che finiscano nell’aprile 2009.

L’intervento voluto da Vodafone Italia ha comportato il restauro conservativo delle famose facciate, effettuato secondo la normativa per la tutela dell’architettura moderna del Comune di Ivrea. Trasformato internamente e reso adatto ad un uso moderno grazie alle nuove dotazioni impiantistiche e tecnologiche, l’edificio non ha smarrito la propria personalità. Al contrario ha recuperato alcuni aspetti formali e cromatici originali persi col passare del tempo e la scarsa manutenzione degli ultimi decenni. Le intenzioni progettuali hanno trovato una straordinaria comunione di intenti tra i luoghi di lavoro voluti da Olivetti e i nuovi spazi del call center, destinati al lavoro, ma anche alla socializzazione, al ristoro veloce e al relax.

Pietro Guindani, a.d. di Vodafone Italia, ha ricordato che 2 anni fa si sono trovati di fronte all’alternativa se abbandonare o ristrutturare le sedi dell’ex Olivetti. “Abbiamo scelto la seconda ipotesi” ha dichiarato “per ragioni funzionali ed economiche ed in ossequio alla nostra storia. Prima di essere Vodafone, eravamo Omnitel, un’azienda in cui si sono riversati spirito ed idee della cultura olivettiana”. “Con quella esperienza storica unica, ha aggiunto Guindani, condividiamo il senso della sfida, il gusto dell’innovazione, la sensazione che si conquista uno spazio di mercato solo se si e’ di qualita’”.

Adesso c’è da sperare che si recuperi anche la grande storia della cultura Olivetti…

Link utili: articolo di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/2006/11/la_olivetti.html

architettura olivettiana di Ivrea momoneco.kotka.fi e www.archland.it

Olivetti: la storia

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Don Diego Goso è sacerdote della diocesi di Torino e viceparroco di Leinì (To), dove segue le attività giovanili. Dirige il più famoso multiblog cattolico d’Italia – www.lefenici.com.

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