compulsive hoarding digitale

Scritto da il 22 marzo 2007

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Siete tra quelli (che come il sottoscritto) downloadano tutto il downloadabile e sono alla continua ricerca di nuvo materiale,  possiedono ogni episodio di qualsiasi serie, ogni traccia audio di qualsiasi discografia, conservano tutte le e-mail inviate e ricevute da anni, non buttano nel cestino mai un documento, hanno una colonnina di preferiti lunga come un’autostrada, scaricano tutti i film possibili e immaginabili anche se sanno perfettamente che non li vedranno mai?Bene (o forse male?!), potete allora rientrare nella figura diagnostica di “accumulatore digitale compulsivo”. Il confine fra normale passione collezionistica e patologia è evidentemente molto complesso da tracciare. Ma se la vostra vita digitale è un inferno, fatto di ricerche di file persi in un mare magnum di byte, e lentamente annulla la vita extra-digitale, allora iniziate a farvi venire il dubbio…

Per la cronaca: il compulsive hoarding è un disturbo ossessivo compulsivo che costringe chi ne è vittima ad accumulare senza freni un grande quantitativo di oggetti, anche quando la loro conservazione impedisce e/o riduce sensibilmente la possibilità fisica di girare per casa. Leggendo su Wikipedia mi è parso di capire che non è riconosciuto ufficialmente dal DSM, ma di questo chiedo conferma a chi ama la lingua della perfida Albione. Con il termine disposofobia si intende la complementare paura di gettar via le cose.

La “versione digitale” non deve stupire, semmai è l’ennesima conferma di come tante malattie siano frutto del tempo e della cultura in cui si sviluppano. Non penso che troverete un malato di compulsive hoarding digitale in un paese senza pc!
fonte: “Vivere sommersi dai file: la disposofobia digitale” su PsicoCafé

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