Massimo Sozzi blog
Scritto da massimo.sozzi il 9 maggio 2007

Il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia, il corpo di Aldo Moro, crivellato di proiettili, viene fatto ritrovare in via Caetani a Roma, nel bagagliaio di una Renault rossa.
Il prossimo anno, il 9 maggio sarà celebrata la prima ricorrenza del “Giorno della memoria” delle vittime del terrorismo e delle stragi. Il 2 maggio infatti la Camera dei deputati ha approvato il provvedimento che istituisce la ricorrenza, purtroppo con 420 voti a favore ma anche 1 contrario e 46 astenuti! Il provvedimento era già stato approvato al Senato ed è così diventato legge. Il progetto di legge era stato presentato dalla senatrice dell’Ulivo Sabina Rossa, figlia del sindacalista della Fiom-Cgil Guido Rossa, ucciso dalle BR nel 1979 per aver denunciato un complice dei brigatisti che affiggeva in fabbrica volantini terroristici.
Pesantemente significativo trovo il commento del Presidente Napolitano che ha scritto ai famigliari delle vittime: “(…) desidero sottolineare il significato e l’importanza che attribuisco alla decisione del Parlamento: essa colma un vuoto di memoria storica e di attenzione umana e civile, che molti di voi avevano dolorosamente avvertito”.
E le parole di Agnese Moro, una delle figlie dello statista ucciso dalle Br: ricorda che quello che “può fare più male” e’ che le vittime del terrorismo ed i loro parenti “vengano dimenticati”. Favorevole al “ritorno nella società” degli ex terroristi ma ricorda il “buon gusto” e quanto alle polemiche sulla presenza di ex terroristi in Parlamento, in televisione a conferenze, per Agnese Moro “varrebbe la pena che avessero sicuramente le vittime almeno altrettanta voce se non di più”.
E’ vero c’è stato 1 voto contro e 46 astenuti, e queste 47 persone dovrebbero rendere conto della loro posizione, ma c’è voluto un presidente comunista e un governo di centro-sinistra per arrivare a istituire questa ricorrenza. Negli anni prima, forse, si era troppo impegnati a ricordare le vittime altrui.
Penso che mai come oggi sia importante che si faccia una memoria condivisa e conosciuta di quegli anni, una memoria che non nasconda il sangue e il dolore come aspetto cardine, oggi che troppe situazioni potrebbero favorire il ritorno di momenti veramente tragici.
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