Orco beach

scritto da il 7 luglio 2007

Quando avevamo 14-15 anni, nei pomeriggi estivi liberi dall’Estate Ragazzi ci si organizzava e si raggiungevano le rive del torrente Orco. C’era chi portava qualcosa da bere, si cercavano le biciclette per tutti e si partiva. Un po’ più in su, in po’ più vicini all’acqua o un po’ più al centro del torrente, il posto variava come variava la portata dell’Orco che proprio perchè torrente non è molto regolare.

In alcuni periodi si potevano trovare dei punti in cui la quantità d’acqua consentiva dei tuffi per noi spettacolari. E la trasparenza permetteva di vedere tranquillamente il fondo.

Non c’eravamo solo noi ragazzini, perchè l’Orco da sempre come tutti i torrenti attira chi non può raggiungere, magari solo per qualche ora, un’altra località balneare. Ma già nell’irrazionalità della nostra adolescenza si diceva, con aria divertita e rassegnata, che si sarebbe andati a “Orco beach”. Un termine coniato per dare dignità di spiaggia a un luogo che molto lontanamente la ricordava ma conservando la consapevolezza che era un ripiego, un uso inconscio del termine inglese per riderci sopra ancora di più.

Gli anni sono passati, le alluvioni con frequenza hanno variato l’aspetto del torrente. Passandoci vicino si continua a vedere gente che vi passa qualche ora a prendere il sole.

Poi qualcuno cominciò a dire che la giunta comunale avrebbe voluto creare un’area attrezzata, e l’avrebbe chiamata “Orco beach”… E ieri (venerdì 6 luglio) leggo sulla Stampa, nella sezione “Ivrea e Canavese” un articolo dedicato a questa nuova iniziativa. Spiaggia attrezzata con tavoli per pic-nic, barbecue e campi da gioco. Tutto pronto (forse) per l’estate 2008 alla modica cifra di 120 mila euro.

Giusto ieri si sentiva al telegiornale che il 51% degli italiani non sarebbe andato in ferie quest’anno, mentre altri (di cui però il telegiornale non parla) dicono che non si trova più un posto libero. Cosa c’è di meglio che creare una spiaggia attrezzata per il 51% di cuorgnatesi che vorranno passare le ferie all’Orco. Magari in compagnia della giunta comunale che festeggerà con loro, ammirando il disfacimento dell’appena ristrutturata Manifattura, in attesa della prima piena dal costo di 120 mila euro…

Massimo Gramellini, il 3 luglio raccontava una “strana” storia americana: quella dell’amante della signora Friedman di Chicago, portato dal signor Friedman in tribunale e condannato dal giudice a pagare 4802 dollari per «furto d’affetto».
Scrive Gramellini: «L’idea che l’affetto si possa rubare come un motorino, e costi più o meno lo stesso, appartiene a una concezione dell’esistenza tipica degli americani, per i quali anche un bene immateriale soggiace alle leggi che tutelano la proprietà privata. Ma si può onestamente affermare che l’affetto di un coniuge sia un valore che la società deve proteggere? E che debba proteggerlo persino quando i primi a lasciarlo deperire sono i diretti interessati?».
La mente vola veloce alle parole di un grande Poeta, che nel 1967 cantava: «una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
“il furto d’amore sarà punito-
disse- dall’ordine costituito”».
Ma ricordatevi: «Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio».
Ne sono passati di anni, 40 giusti giusti, e quella che una volta era una canzone è divenuta realtà. Oggi si invoca la privacy ma poi, quando ci trova in difficoltà, si chiama la legge anche in camera da letto. Ascoltando sempre i suggerimenti delle persone più indicate!

(pubblicato il 06/07/07 su LoSpillo)

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