Big Luciano

Scritto da il 6 settembre 2007

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Non sono mai stato un estimatore di Pavarotti. Forse, anzi sicuramente, più per la mia personale ignoranza. La sua persona non mi hai ispirato simpatia, anzi forse più un sentimento di antipatia. E ancora qualche giorno fa, quando gli è stato conferito l’ultimo riconoscimento, ho pensato a lui come all’evasore…

Che sbaglio!

Che differenza dagli evasori ignoranti di oggi. E che vergogna adesso, dopo aver rivisto com’erano andate le cose, pensare di averlo avvicinato a un Rossi qualunque. Speriamo che Big Luciano mi perdoni, magari con il suo sorriso pensieroso, da artista, ma anche da uomo, da uomo profondamente attaccato a questa terra.

Oggi l’ho scoperto. Oggi è tardi.

Eppure, mentre la sua Modena e il mondo intero, dagli Usa all’Arabia, passando dalla Cina, lo piange; mentre al cambio della guardia a Londra suonano il “Nessun Dorma” in suo onore; mentre la Francia lo onora pubblicamente per prima; l’Italia apre i suoi telegiornali ma per non più di dieci minuti. Anzi, per molto di meno.

Forse perchè Big Luciano in tante sue interviste riconosceva di non essersi fatto da solo, ma ringraziava Colui che gli ha donato la voce. Una posizione fastidiosa, da sinistra a destra. Scusaci Maestro e riposa in pace!

12 ottobre 1935 – 6 settembre 2007

 

4 Commenti per “Big Luciano”

  1. mario scrive:
    7 settembre 2007 at 11:33

    “La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
    perché io sono parte dell’umanità.â€??

    Due premesse, oltre all’ormai immancabile citazione.
    1. sono totalmente ignorante per quanto riguarda lirica e musica classica (e non solo in quello);
    2. a un acuto di Pavarotti (o chi per lui) ho sempre preferito quello della chitarra di Hendrix.
    Da quello che ho sempre letto/sentito il nostro era in possesso di una voce straordinaria, oltretutto non incrinata dal tempo e dall’usura.
    Quello che mi ha sempre infastidito di Pavarotti – dovuto probabilmente a un mio limite e al mio essere a volte troppo intransigente ed estremista – è stato il suo svendersi: certi duetti patetici con U2 e compagnia avrebbe potuto tranquillamente evitarli, e non solo quelli. Mi si potrebbe obiettare che erano fatti a fin di bene, ma credo ci siano molti modi per dare un po’ di quello che la vita ci regala a coloro a cui la vita ha tolto tutto, esponendo o meno la propria immagine. E poi, e lo dico sapendo di essere tremendamente cinico, negli ultimi anni Pavarotti era ormai la caricatura di se stesso, un patetico ciccione alla mercè di guitti che non hanno un miliardesimo del suo talento.
    Se a te, Massimo, ha dato fastidio il fatto che se ne sia parlato poco (ma sei sicuro sia così?), a me – come sempre accade in queste occasioni – da terribilmente fastidio la santificazione che viene fatta delle persone, confermando l’ormai trito luogo comune che i morti sono tutti buoni. Ricordiamo pure un grande, che sicuramente ha regalato e continuerà a regalare emozioni e felicità a molti, ma non lasciamo che la morte cancelli, suprema amnistia, gli errori che si compiono in vita.

  2. massimo.sozzi scrive:
    7 settembre 2007 at 12:07

    Direi che ci accomuna l’ignoranza in materia di musica lirica, ma a livello musicale sicuramente tu ne capisci molto di più di me!
    Fino a ieri penso che avrei abbracciato in pieno il tuo pensiero. Ieri, guardando i vari servizi, ho avuto un’impressione un po’ diversa. Forse anche mediata dal processo di amnistia che (quasi) sempre avviene con la morte di chiunque.
    Forse non se n’è parlato poco in Italia ma mi è parso ben diverso il modo (più solenne, più ufficiale?) con cui l’hanno commemorato all’estero.
    A me ha colpito il suo ringraziare Dio per il dono ricevuto con la voce, prima di mettere avanti i suoi meriti. Cosa che in un mondo di uomini che si credono autocostruiti è ben rara. E’ un aspetto che ha colpito me, forse non condivisibile.
    Hai ragione che si è esposto negli ultimi anni in maniera anche grottesca. Ma quando è stato ora di prepararsi alla morte si è ritirato in famiglia. Senza flash e senza telecamere. Altri avrebbero s-venduto anche quello.
    Poi concordo che la morte non rende e non deve rendere tutti buoni e belli.

  3. MariCri scrive:
    14 settembre 2007 at 00:08

    Posso dire una parola da “esperta” (meglio dire fanatica) di musica lirica? Io Pavarotti non l’ho mai amato troppo, era bravo solo nel fare il repertorio italiano del 900, non era un gran conoscitore delle partiture, in Italia la sua figura ha messo in ombra interpreti molto più meritevoli che hanno avuto fortuna all’estero. Però gli rendo grazie di avermi fatto scoprire la musica lirica e di essermene così innamorata (infatti a casa di mia nonna, all’età di 8 anni trovai delle cassette di arie celebri incise da Pavarotti e Mirella Freni). Per un cetrto periodo ho anche apprezzato il suo intento di rendere più popolare la lirica, creando contaminazioni con altri generi, ma era un personaggio portato ad esagerare in ogni sua apparizione. Gli riconosco però, la discrezione con cui ha vissuto la sua malattia, lontano dai riflettori. Mi sembra che comunque la sua figura sia stata più che degnamente celebrata, anche in Italia, anzi, io non sono del tutto discorde con il parroco che ha giudicato eccessive le esequie in Duomo, in fondo era un uomo, forse un grande artista, ma non certamente un santo, un martire o un esempio di virtù, tanto da allestire dei funerali con tanta solennità.

  4. massimo.sozzi scrive:
    14 settembre 2007 at 08:05

    A posteriori si riflette meglio e mi prendo la libertà di rivedere alcune posizioni.
    A posteriori, ho trovato anch’io esagerate certe manifestazioni come le Frecce Tricolori all’uscita dal Duomo.
    A posteriori, viste le notizie quotidiane su eredità e liti, confermo la mia ammirazione per come Pavarotti ha saputo “gestire” i suoi ultimi giorni. A conferma che quelli che si lamentano perchè sono “perseguitati” dai paparazzi, è perchè lo vogliono.