:-)

scritto da il 19 settembre 2007

Era il 19 settembre 1982 quando il trentaquattrenne professore Scott E. Fahlman della Carnegie Mellon University, inviò a una bacheca elettronica dell’università un messaggio destinato a passare alla storia: “Propongo i seguenti caratteri per indicare le burle:
:-)
Leggeteli ribaltati su un lato”.
Era nato lo smiley! Il boom di internet negli anni Novanta l’ha reso universalmente noto, affogandolo in un mare di varianti: il punto e virgola simbolo dell’occhiolino, la D simbolo della risata a bocca aperta, la P simbolo della linguaccia.

la camorra non esiste?!

scritto da il 18 settembre 2007

Nel 1991, durante una puntata speciale della trasmissione televisiva Samarcanda condotta da Michele Santoro in collegamento con il Maurizio Costanzo Show e dedicata alla commemorazione di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia, era presente in studio, tra gli altri, Giovanni Falcone. Ad un certo punto, dal pubblico un tizio si scagliò contro conduttori ed intervistati, dicendo che la trasmissione e le attività di chi era presente avevano fatto un danno alla Sicilia.

Ieri, a un anno dall’anatema «Non valete niente» lanciato contro i boss dei clan dei Casalesi, lo scrittore Roberto Saviano è tornato nel suo paese, Casal di Principe, per una nuova iniziativa anticamorra assieme al Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico in Campania. Alcune persone, definitisi “giovani imprenditori”, dal fondo della piazza dove si svolgeva la manifestazione, hanno contestato lo scrittore anticamorra e applaudito ironicamente alcuni passaggi del discorso di Bertinotti. Ai giornalisti, davanti alle telecamere, questi “imprenditori” hanno detto: «La camorra non esiste».

Il tizio del 1991 si chiama Totò Cuffaro, all’epoca era deputato regionale, oggi è per la seconda volta presidente della Regione Sicilia. Gli “imprenditori” di Casal di Principe potremmo eleggerli direttamente alla Camera.

E ieri dov’erano Grillo e il Partito Democratico?

No Pants Day

scritto da il 17 settembre 2007

Cosa c’è di meglio che iniziare la settimana con un post un po’ pruriginoso? E poi, visto che oramai tutti organizzano e propongono il loro “day”, perchè non possiamo anche pubblicizzare questo?

Il “No Pants Day”, ovvero il “giorno senza pantaloni”! Siete interessati a questa giornata dedicata alla “gioia di stare senza pantaloni”? Allora segnatevi la data del prossimo: 2 maggio 2008.
E per altre informazioni esiste il sito www.nopantsday.com. Buona settimana a tutti!

ps: ma con tutti questi “day”, non è che ci siamo persi il senso del giorno? Mah…

ma tu sei…

scritto da il 15 settembre 2007

L’altro giorno sono passato dall’Università (o meglio, nella zona universitaria perchè a Torino le varie aule, uffici, palazzi dell’Università sono vicini tra loro ma non sono in un ambiente unico), comunque stavo uscendo da un palazzetto quando dietro di me vedo una giovane signora. Mi sembra di conoscerla. Lei pure, uscendo dietro di me, mi guarda e sbotta: “ma noi ci conosciamo?!”.

Si…ma dove? Quando? Psicologia? Si, certo…ok allora…tu hai seguito il corso di Tizio? No, forse quello di Caio…

In che anno hai iniziato? Tanto tempo fa…anch’io… Statistica? Possibile, con chi? Bo (nel senso del Professor Bo, evitate inutili sarcasmi perchè a me come prof non è dispiaciuto). Allora si, era a statistica! A che punto sei?

Intanto ci incamminiamo verso il Dipartimento. A un certo punto lei mi dice: “ma tu ti chiami Massimo?”, sì da quando sono nato! “Ah, ma allora tu sei quello della mailing list e dei lucidi!”. Mi aveva veramente riconosciuto!

Ci ripensavo dopo a quanti anni sono passati, bisognava distribuire nel modo più veloce possibile dei lucidi e io mi ero inventato un grezzo sistema di distribuzione via email. Non mi sembrava di fare nulla di strano. Invece chissà per quante altre persone io sono rimasto, simpaticamente, “quello dei lucidi e della mailing list”?!

Ricordi d’infanzia…

problemi con i commenti

scritto da il 15 settembre 2007

Mario mi ha segnalato che ci sono problemi nel commentare sul blog. Grazie alla sua segnalazione ho scoperto che veniva ingiustamente classificato come spam. Il problema penso dipenda da un’errata interpretazione del plugin Askimet. E spero che sia solo temporanea.

Se notate che i vostri commenti non appaiono, segnalatemelo via email o dal form di contatto. Grazie!

il maiale sacrificale

scritto da il 14 settembre 2007

(ANSA) – BRUXELLES, 11 SET – La polizia belga avrebbe fermato l’eurodeputato della Lega Mario Borghezio prima della manifestazione anti-islam. Lo ha riferito lo stesso Borghezio, il quale ha spiegato di parlare da un mezzo delle forze dell’ordine e ha denunciato di essere stato malmenato dalle forze dell’ordine. L’esponente leghista sarebbe stato fermato con un’altra ventina di persone.

(ANSA) – BOLOGNA, 13 SET – Un ‘maiale-day’ per evitare la costruzione delle moschee: e’ la proposta del vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli. Calderoli, che annuncia anche di aderire allo sciopero della pasta e che mangera’ maiale per far dispetto agli islamici che seguono il Ramadan, dice di mettere il suo maiale a disposizione del comitato contro la costruzione della moschea di Bologna, per ripetere quello che aveva fatto a Lodi dove il terreno venne considerato infetto e non piu’ edificabile.

(me stesso) – CUORGNE’, 13 SET – Ma vuoi vedere che il Borghezio in realtà, venuto a conoscenza dell’iniziativa del suo amico di partito e non sapendo qual’era questo maialino che Calderoli vuol mettere a disposizione per la manifestazione, aveva deciso di riparare all’estero mettendosi sotto la protezione della polizia belga?

il Parlamento del vino

scritto da il 13 settembre 2007

Dovrebbe essere uscito ieri il quinto libro di Andrea Scanzi, dal titolo “Elogio dell’invecchiamento”.
Secondo il suo autore, come scritto anche nel sottotitolo, si tratta di un viaggio alla scoperta dei 10 migliori vini italiani (e di tutti i trucchi dei veri sommelier). Un libro che vuol essere divertente ma anche serio, un “saggio” meticoloso sulla realtà ampelografica contemporanea ma, dice l’autore, senza l’aria plumbea e barbosa dei saggi didattici…mah! Me lo segno, lo compro, lo leggo e poi vi farò sapere.

Nell’attesa leggetevi il pezzo in cui Scanzi propone un “Parlamento del vino”. Lo trovate per intero su LaStampa.it. Per intanto vi lascio alcuni pezzetti…ops! assaggi da degustare!

«Il nebbiolo è sabaudo, monarchico. Al referendum del ’46 non avrebbe votato Repubblica, e in più di sessant’anni non ha mai cambiato idea.

Il sangiovese, non me ne voglia, è democristiano. Ha sempre la maggioranza. Piace a tutti, lo trovi ovunque e il suo governo (alla Toscana) non cade mai, a conferma del vecchio detto per il quale moriremo democristiani.

Il Lambrusco è proletario, fa l’operaio da una vita, crede ancora negli scioperi e si illude che l’Emilia sia rimasta ai tempi del Novecento di Bertolucci (e che D’Alema, prima o poi, dirà qualcosa di sinistra).

Il Prosecco è leghista, danaroso, poco incline alla multirazzialità.

L’uva di Troia è il re dei mediani. E’ un altro vitigno operaio, che non ha mai smesso di lavorare in miniera e che si sente dimenticato dal Nord. Per questo, alle elezioni, non vota.

Il primitivo è mastelliano. Lo so che è forte come associazione, ma il primitivo è un vitigno facile e un po’ bagascia, ingentilito, che a seconda del luogo – e della discussione – cambia nome e schieramento: primitivo, zinfandel, plavac mali. Non so perché ma il primitivo, il merlot degli autoctoni italiani, secondo me era d’accordo con l’indulto.

Il syrah è di destra e non ha mai digerito la svolta di Fiuggi. È un vitigno nazionalista, patriottico, che vota Alleanza Nazionale in mancanza di meglio. Virile, austero. E’ un balilla cresciuto, è il cuoco di Salò.

Il Negroamaro è missino, per pura associazione semantica.

Il Picolit, malato com’è di acinellatura, di aborto spontaneo, non può che essere radicale. Sempre in minoranza, sempre pro-aborto.

Il Muller Thurgau vota Forza Italia. Nato da un esperimento di laboratorio, per mere esigenze personali (di un ricercatore, in quel caso), non è né carne né pesce. Non ha il fascino del Riesling, né la rusticità del Sylvaner.

Il Tocai Rosso è Rifondazione Comunista. Un vitigno sufficientemente elitario (cresce solo a Vicenza) per piacere a Bertinotti.

L’uva rara, lo schioppettino e il tazzelenghe sono il gruppo misto al Senato, le minoranze etniche, quelli di cui ci si ricorda solo quando va eletto il Presidente della Repubblica o salvato un governo di centrosinistra.

Il moscato è diessino, più esattamente veltroniano. Dolciastro, zuccheroso, sussiegoso. Interlocutorio, trasversale, contraddittorio. Più buonista che buono. Al primo sorso sembra piacerti, al secondo ti ha già stuccato.

La barbera ha fatto il Sessantotto e nell’invecchiare si è fatta assumere da Italia 1.

La democrazia italiana? Un novello, un beaujolais. Giovane, ineffabile, ballerina. Petillant. Senza pretese».

NB: il pezzo l’ho scritto ieri, 12 settembre, per lo Spillo, quindi l’uscita del libro dovrebbe essere stata il giorno 11.

il mio undici settembre

scritto da il 11 settembre 2007

Non me ne voglia nessuno perchè non intendo mancare di rispetto a chi è morto senza motivo; e non voglio che si dimentichi una assurda violenza senza motivo. Ma non posso pensare che le parole di Tiziano Terzani scritte il 14 settembre 2001, appena tre giorni dopo l’abbattimento delle due torri, siano rimaste carta straccia. Scriveva: “Questa è l’occasione per pensare diversamente da come abbiamo fatto finora, l’occasione per reinventarci il futuro e non rifare il cammino che ci ha portato all’oggi e potrebbe domani portarci al nullaâ€??

Parole al vento. Allora il mio undici settembre è quello del 1906, quando Gandhi, nel Teatro Imperiale di Johannesburg in Sud Africa, davanti a una grande assemblea di immigrati indiani proponeva di intraprendere una campagna di disobbedienza civile alle leggi discriminatorie del cosiddetto Black Act. Quell’evento fu l’atto di nascita del satyÄ??graha, cioè di un modo nuovo di lottare che sostituisce alla forza fisica una “Forza più grande, generata dalla Verità e dall’Amore”. Una lezione troppe volte dimenticata…

“Sostengo che il satyÄ??graha
sia un completo sostituto
della violenza e della guerra.
È progettato, cioè,
per raggiungere i cuori
sia dei cosiddetti “terroristi”,
sia dei governanti che cercano
di sradicare i terroristi
castrando un’intera nazione”.
M.K. Gandhi

a scuola camminando

scritto da il 10 settembre 2007

Per chi ancora non se ne fosse accorto, dopo il martellante tam-tam di tutti i mezzi d’informazione, oggi in Italia cominciano a riaprire le scuole dopo la lunga pausa estiva.

Visto che sembrerebbe essere la notizia del giorno, non posso esimermi dal parlarne! L’idea più originale in questo settembre è quella proposta da un’associazione di albergatori, cioè di “restituire il mese di ottobre agli italiani”. Ovvero: riaprite le scuole al primo di ottobre, così speriamo che gli italiani riempano ancora i nostri alberghi. E (aggiungo io) noi possiamo far diventare anche settembre un mese di “alta stagione”.

E’ chiaro che ci sia un grande interesse verso il nuovo anno scolastico. La speranza è che le nuove leve vengano istruite e formate un po’ meglio, giusto per evitare in futuro altre idee sensazionali!

Forse per iniziare meglio è più utile l’iniziativa Piedibus.it, dove si legge che «Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola.
E’ un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri�? e da due o più adulti “autisti�? e “controllori�?.
Il Piedibus è un progetto che nasce in Danimarca. E’ attivo in Nord Europa e negli Stati Uniti e si sta diffondendo in moltissimi altri paesi. Anche in Italia si inizia a parlare di Piedibus».

Documentatevi e fate partire un Piedibus anche nella vostra città, perchè tra i vantaggi possiamo leggere che per il bambino che cresce, la possibilità di fare esperienze autonome è una esigenza fondamentale e muoversi fuori da casa sviluppa l’autostima, contribuendo a un sano equilibrio psicologico. Mandando i figli a scuola da soli a piedi, le scuole non vengono prese d’assalto dalle automobili e diminuisce il traffico. Promuovere l’andare a scuola a piedi è un modo per rendere la città più vivibile, meno inquinata e pericolosa. E per combattere quella patologia in continuo aumento a ritmi preoccupanti nel mondo infantile che è l’obesità.

So che una scuola elementare statele di Ivrea lo scorso anno l’aveva proposto. Speriamo che altri in Canavese seguano!

Beh, buon anno scolastico a chi inizia! Ai miei figliocci e alla mia cuginetta in particolare: in prima elementare, in prima media e in prima superiore!

otto settembre…v-day

scritto da il 8 settembre 2007

E alla fine è arrivato il V-Day. Oggi è l’8 settembre, la data simbolica (chissà quanti ne conoscono il valore simbolico, che nulla c’entra con il V-Day della Normandia?) scelta da Beppe Grillo per una grossa manifestazione di piazza.
Iniziativa che non mi ha coinvolto emotivamente più di tanto fin dal principio. Sarà perchè ne dico anche troppe, ma non penso che la scelta della parolaccia, per lanciare l’iniziativa, serva veramente a farsi capire meglio
Iniziativa lodevole, anche se in altri tempi si sarebbe organizzata una presa della Bastiglia. Oggi mi pare più una presa della pastiglia digestiva. Digestiva perchè di cose che non vanno ce ne sono. Ma meglio così, perchè dopo la Bastiglia ci furono ghigliottina e Terrore. Sostantivi che non traggono in inganno.
Speriamo che alla giornata di oggi segua un reale impegno politico. Già la scelta di promuovere delle Leggi popolari mi sembra significativa da parte di chi, finora, aveva solo elencato i mali senza proporre rimedi.
Se le leggi passeranno, ci sarà bisogno di controllare che non vengano disattese. Se anche ciò verrà fatto allora questo sarà l’anno di Beppe Grillo. Altrementi il V-Day sarà un bel girotondo di morettiana memoria. O, peggio ancora, un Rex al largo di Capodistria…

Ps: sia chiaro che porto il massimo rispetto per chi si è impegnato e si impegnerà nel promuovere le leggi popolari proposte oltre che nell’organizzare la manifestazione.

Leggo su Localport che, da quest’anno, nelle scuole medie di Cuorgnè e Valperga i ragazzi dovranno usare un diario uguale per tutti. Non sarà proibito tenere l’agendina preferita per segnare frasi e pensieri, ma per le comunicazioni ufficiali tra scuola e famiglia ci sarà solo questo strumento.

La memoria torna ai miei anni delle medie. Quella che oggi è una novità per noi era già un’antica tradizione. Con il dovuto corollario di firma genitoriale obbligatoria ogni giorno. Anche nelle pagine vuote. E divieto assoluto di far sfoggio di capacità artistiche per decorare le anonime pagine.

Poi i primi anni delle superiori, in cui due volte l’anno il direttore chiamava a controllo il diario di ogni studente. Fino alle ultime esperienze lavorative, dall’altra parte della barricata, in cui a inizio anno veniva consegnato con grandi proclami il diario da far firmare obbligatoriamente…quando uno ne aveva voglia.

Dico in bocca al lupo al preside che ha deciso di introdurre il diario unico. Gli auguro di ricevere l’appoggio di tutti i docenti. E, soprattutto, che i genitori collaborino. Altrimenti sarà carta straccia in tutti i sensi!

Ah, ancora una riflessione: è vero che il diario unico può essere un utile strumento per un dialogo continuo tra scuola e famiglia. Ma quanta libertà di crescita è lasciata allo studente, quanto impegno gli viene lasciato nel presentare a casa anche gli insuccessi? E quanto si liberano i genitori dalla responsabilità di interessarsi ai figli in quanto tali e non per obbligo?

Big Luciano

scritto da il 6 settembre 2007

Non sono mai stato un estimatore di Pavarotti. Forse, anzi sicuramente, più per la mia personale ignoranza. La sua persona non mi hai ispirato simpatia, anzi forse più un sentimento di antipatia. E ancora qualche giorno fa, quando gli è stato conferito l’ultimo riconoscimento, ho pensato a lui come all’evasore…

Che sbaglio!

Che differenza dagli evasori ignoranti di oggi. E che vergogna adesso, dopo aver rivisto com’erano andate le cose, pensare di averlo avvicinato a un Rossi qualunque. Speriamo che Big Luciano mi perdoni, magari con il suo sorriso pensieroso, da artista, ma anche da uomo, da uomo profondamente attaccato a questa terra.

Oggi l’ho scoperto. Oggi è tardi.

Eppure, mentre la sua Modena e il mondo intero, dagli Usa all’Arabia, passando dalla Cina, lo piange; mentre al cambio della guardia a Londra suonano il “Nessun Dorma” in suo onore; mentre la Francia lo onora pubblicamente per prima; l’Italia apre i suoi telegiornali ma per non più di dieci minuti. Anzi, per molto di meno.

Forse perchè Big Luciano in tante sue interviste riconosceva di non essersi fatto da solo, ma ringraziava Colui che gli ha donato la voce. Una posizione fastidiosa, da sinistra a destra. Scusaci Maestro e riposa in pace!

12 ottobre 1935 – 6 settembre 2007

 

tanti Auguri don Silvio!

scritto da il 4 settembre 2007

Oggi don Silvio Faga festeggia il 25° anniversario di sacerdozio. Venne infatti ordinato il 4 settembre 1982 a Maglione, il suo paese natale. Lui dice che si invecchia, secondo me è più una crescita giorno dopo giorno.
Oggi è Vicario Generale della Diocesi di Ivrea e curato della parrocchia della Cattedrale.
Perchè ve lo racconto? Non per i suoi titoli, seppure importanti, ma perchè è una persona che suscita simpatia, un sacerdote che nella Messa ti racconta e ti spiega la Parola, senza farti annoiare ma senza ricorrere alle storielle. Perchè sorride sempre, accogliendo chi entra. Perchè lo incontri in giro per Ivrea e capisci che non è li per caso.
E poi perchè lui non si è auto-organizzato la festa, neanche nella preghiera dei fedeli di sabato sera c’era un accenno, e allora mi sembra giusto fargli tanti Auguri anche dal web!

Grande pomeriggio enoico, quello di ieri ad Aymavilles per la decima Esposizione dei Vini Doc della Valle d’Aosta. Una manifestazione biennale che già nel 1977 festeggiava il decennale (ma non era ancora dei vini Doc), ma che non mostra i segni del tempo.

Eravamo io, Federica di quel di San Martino, l’Emanuela da Piossasco in un fugace incontro con il mitico maestro Mauro da Castellamonte, e in fila per acquistare il nostro bicchiere, passepartout per ogni degustazione…

Stop! Abbandoniamo Minà e cerchiamo di essere seri… Iniziamo con le note negative: la scelta del Castello di Aymavilles offre sicuramente una cornice più prestigiosa del tendone in piazza ad Aosta, purtroppo però le due sale dedicate ai produttori valdostani sono proprio un po’ piccole e il caos in certi momenti è quasi insopportabile. Per fortuna c’è il parco in cui uscire a fare due passi. Due amici dell’Ais valdostana ci hanno però detto di essere molto contenti della scelta di spostarsi ad Aymavilles, perchè c’è stata una scrematura del pubblico a vantaggio della qualità dell’Esposizione. Altro? Direi niente perchè ancora quasi alle 22, i servizi igienici erano perfettamente usufruibili e penso che sia un segnale non da poco.

Passiamo ai vini? Non vogliamo annoiare e non sono capace di scrivere relazioni di degustazione. Penso sempre più che il vino deve piacere, da subito nel senso che non devi sforzarti di trovargli un pregio ma devo comunicartelo lui.  Noi ci siamo dedicati a due vini in particolare più qualche extra. Io ve li racconto alla buona, divisi per produttore nell’ordine in cui si presentavano in sala.

Pavese Ermes: il suo Vin Blanc de Morgex et de La Salle 2006 ti invoglia a berlo, il Nathan 2005, cioè la versione barricata, ci è parso…diciamo inutile.

Di Barrò: vince di gran lunga il Torrette Superieur 2005, passato sapientemente in botte, rispetto al Torrette 2006. Mentre il Torrette Superieur Vigne de Torrette 2004 non riesce a giustificare il suo prezzo rispetto ai fratelli “minori”. Due bottiglie in cantina del 2005 le vorrei avere.

Grosjean: un Petite Arvine 2006 dai grandi profumi e dal bel colore, un Torrette Superieur 2006 che affascina per la franchezza del profumo di vino. Un Petite Arvine Vendenge Tardive 2004 da ribattezzare, purtroppo, “profumo vs gusto” e non in positivo. Rimangono i primi due come ottimi!

Chateau Feuillet: due anni fa il suo Petite Arvine era stato, per noi, il migliore. Quest’anno il 2006 continua ad essere un grande vino, fatto con attenzione e con cura. Purtroppo, o per fortuna, anche altri hanno migliorato e si avvicinano. Ma il Petite Arvine 2006 di Chateau Feuillet continua ad essere il migliore.

Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle: un Metodo Classico Brut 2005 che porta al naso il miele. Poi un vino particolare, estremo nel modo di farlo e di concepirlo, proposto in versione ferma (non in commercio) e Metodo Classico.  Ma ci vorrebbe un post a parte.

Les Cretes: Petite Arvine 2006…mah?!

Rosset – Quinson: Pierre Quinson è enologo per Rosset ma poi è anche viticoltore e produttore di suoi vini. Di Rosset il Cornalin 2005 è un vino da tutto pasto (non a base di crostacei!). Quinson con il Gamay 2006 non ci ha convinto, mentre molto più interessante è stato il Vin de Table Rouge. Da rividere.

La Crotta di Vegneron: un Cornalin 2006 dall’acidità troppo elevata. Un Muller Thurgau Vendemmia Tardiva 2005, premiato al concorso del Cervim, che abbiamo trovato un po’ debole. E poi due fuoriclasse: Nus Malvoisie Fletri 200, il nome non inganni è un Pinot Gris, il cui gioco dolce/acido è spettacolare. E il re: Chambave Moscato Passito 2005…non stanca mai!

Les Granges: un Cornalin 2006 interessante ma la signora aveva difficoltà a comunicare. O forse gli stavamo antipatici?

Institut Agricole Regional: un Petite Arvine 2006 dai grandi profumi anche a bicchiere fermo. Un Cornalin 2006 brillante, un vino dai profumi erbacei che piace. Di tutti i Cornalin sicuramente il più elegante!

Bregy et Gillioz: Podium, un Petite Arvine passito molto particolare. Qualità continua come due anni fa a un prezzo onesto.

Feudo di San Maurizio: etichette sempre molto belle.

Poi ci sono stati anche i vini del concorso del Cervim, ma questi le vediamo un altro giorno! Ci siamo fatti una bella panoramica sul Petite Arvine, un vino fatto sempre meglio, dai profumi piacevoli ma dal quale, secondo me, non bisognerà pretendere troppo. Pena lo snaturarlo. Belle le esperienze con i passiti. Interessante il vitigno Cornalin, anche se con differenze non piccole tra produttori.

Abbiamo anche degustato: La Kiuva, Petite Arvine 2005; Maison Agricole D & D, Petite Arvine 2006; La Source, Petite Arvine 2006

speranze per l’anno nuovo

scritto da il 2 settembre 2007

Ieri dicevo che per l’anno iniziava in autunno e lo facevo iniziare con il primo settembre. Anche se per me non ci sono novità in vista, questo non mi toglie il diritto e la speranza di sognare. E, sperando che non sia vera la credenza che i sogni non bisogna rivelarli se no poi non si avverano, voglio rendervi partecipi di alcune delle mie speranze per l’anno che inizia.

Nel nuovo anno spero che Prodi inizi a dire qualcosa di sinistra, magari alzando anche un po’ il volume in modo che tutti lo sentano. Spero il nostro Presidente del Consiglio prenda un po’ di più l’esempio da Bertinotti, che ha imparato molto bene a svolgere il suo lavoro istituzionale ma senza mai scordare i valori che l’hanno guidato fin’ora.

Nel nuovo anno spero che Berlusconi, continuando ad andare in giro con la camicia aperta super tamarra, si prenda un’influenza che lo tenga lontano dalla politica per i prossimi 40 anni…via, anche solo 35 bastano! Nel frattempo potrebbe tornare a fare l’imprenditore, l’Italia gliene sarebbe doppiamente grata.

Spero che alla Michelina Brambilla si smaglino tutte le calze e il personale di servizio si licenzi in blocco. Così che lei rimanga bloccata in casa per il tempo necessario a salvare l’Italia. Si, a salvare l’Italia dalla nascita del suo partito! Capisco ancora dare il voto a Berlusconi, uomo-televisione e imprenditore di successo, ma alla Brambilla che tra nome e foto sembra uscita da un film dei Vanzina?!

Spero invece che sia l’anno di quelli come Giorgia Meloni.

Oggi vicepresidente della Camera, ma già sedicenne era impegnata in politica attaccando manifesti e distribuendo volantini per Fini sindaco di Roma, mentre la Brambilla sopracitata a 18 anni si preoccupava di sfilare per Miss Italia. Come dire? Una certa differenza nell’impegno politico!
Travaglio, che non è un buono, definisce la Meloni come “precisa e preparata”. E sembra che, come già fece Almirante con Fini, Fini le voglia lasciare la guida del partito. Un altro grande salto generazionale in vista?

Se considero poi che è mia coscritta, quasi potrei tornare a votare a destra… Perchè il Partito Democratico mi puzza troppo di vecchio e di fregatura!

E se entrano le nuove generazioni in campo, spero e sogno e voglio che tutti i vecchi riciclati da sempre se ne vadano in pensione. Perchè ho la strana sensazione che questi non vogliano il bene dell’Italia…

Ho solo sogni e speranze politiche per il nuovo anno? No, ma come dicevo c’è il rischio che i sogni rivelati non si avverino. Allora quelli personali li tengo per me. E poi quelli sopra sono utopie…

Per dovere di citazione, l’immagine di Prodi è di Franco Bruna e l’ho trovata su www.museosatira.it, è coperta da copyright perciò resto a disposizione dell’Autore per ogni chiarimento.