tabaccheria sicura

scritto da il 12 ottobre 2007

Tg2 delle 13 di oggi: parte il servizio-documentario-denuncia sulla situazione di emergenza sicurezza a Napoli. Tra i più colpiti sembrano esserci i tabaccai, tra cui la giovane e molto carina (così la presenta il servizio) intervistata dal giornalista.

Il servizio si conclude con l’opinione di un politico che asserisce l’inutilità della presenza dell’esercito. Non sono preparati per l’emergenza criminalità, è meglio che restino a casa dice il politico tagliando netto sulla possibilità. Ma l’esercito incapace di cui parla il politico (spero di rintracciarne il nome), non è lo stesso che nelle operazioni in giro per il mondo raccoglie consensi e favori per le ottime operazioni di polizia? E non è lo stesso esercito che quando è intervenuto anche per altre emergenze, leggi criminalità organizzata, ha ottenuto risultati anche nella lotta alla microcriminalità? Ah, forse ho capito…una presenza troppo fastidiosa…

Lasciatemi però tornare alla questione tabaccherie, non solo di Napoli ma di tutto il territorio nazionale: queste vengono, ingiustamente sia chiaro, rapinate perchè a fine giornata hanno sempre una discreta quantità di denaro liquido in cassa. Quelle che non hanno soldi non vengono colpite. La soluzione non è smettere di vendere, basta invece incoraggiare l’uso di mezzi di pagamento diversi dai contanti. Perchè pochissime tabaccherie hanno un sistema di bancomat? E’ vero che pagare con il bancomat un pacchetto di sigarette può sembrare ridicolo. Ma è ridicolo anche farsi rapinare a ogni chiusura di giornata…

Ps: sia chiaro che l’uso del bancomat non annulla il problema della delinquenza, lo sposta solamente su altri fronti. Ma intanto i tabaccai potrebbero vivere un po’ più sereni.

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