che novità il PPL!

scritto da il 19 novembre 2007

In Italia siamo in 58 milioni, di cui 48 milioni con almeno 18 anni e quindi potenziali elettori. Ieri i banchetti di Berlusconi hanno raccolto le firme di 7 milioni di italiani che chiedono di mandare a casa Prodi. Quindi il 14,5% degli italiani ha chiesto con la firma ma, soprattutto, versando 1 euro a Berlusconi (ridicolo!!!!), che Prodi vada a casa.

14,5%

Nell’euforia portata dal favoloso risultato, il Berlusconi ha annunciato la nascita di un nuovo partito: il Partito Popolare Liberale, anche detto Partito del Popolo. Chiudendo così Forza Italia. Gli alleati storici, Bossi-Casini-Fini, che già si stavano rompendo di dover seguire uno che ha perso le ultime elezioni, lo mandano a stendere. Ma Berlusconi non può sbagliare e così racconta tutto alla Stampa.

Due aspetti emergono prepotentemente: la sindrome da “Peter Pan incompreso”: «Mi ha ferito di più il fatto che mi abbiano attribuito la storia di Storace. La storia della Santanchè. Ho giurato sui miei figli che non ne sapevo niente e loro mi hanno dato del bugiardo. Non parliamo poi delle polemiche su “Striscia la notizia??. Io ho telefonato a Fini: “Gianfranco sono addolorato. Questi hanno passato il segno, hanno esagerato??. E invece… sono andati a dire quando passa in Parlamento la legge Gentiloni la faremo pagare a Mediaset. Assurdo. (…) Quello che mi ha convinto a fare questo passo è il mare di gente che è con noi».

E ancora: «Sì, mi sono rotto le scatole. Sono sempre stato rispettoso, paziente con tutti e, invece… Per cui a questo punto cambiano tutte le prospettive. Vede io ho sposato il maggioritario anche per difendere i partiti della coalizione che in un sistema proporzionale non conterebbero più niente. A cominciare da An. Loro, invece, hanno assunto un atteggiamento pazzesco: voglia di dividere e accuse incomprensibili. E pensare che siamo andati vicinissimi alla caduta del governo Prodi».

Incompreso dagli alleati ma ancora guida sicura, condottiero senza macchia del popolo.

Ma soprattutto emerge l’incredibile capacità, quasi democristiana, di conservare il potere: «Io sono stato il campione del bipolarismo. Uno però non può andare al di là della realtà. Sono il primo bipolarista d’Italia e sono convinto che sarebbe un ritorno all’indietro entrare in cabina elettorale e non sapere chi sono gli alleati e chi sarà il presidente del Consiglio. Ma quando c’è una situazione che vede le due coalizioni divise e sempre in guerra al loro interno, con i protagonisti che non ragionano in termini unitari, ma pensano solo alle loro carriere e al loro successo personale, bisogna prendere atto che il bipolarismo non è realizzabile nella realtà italiana. Come fa l’attuale maggioranza a governare come si deve, quando è condizionata dalla sinistra estrema che controlla un terzo dei suoi parlamentari?».

Il 14,5% sono, come dice Berlusconi nell’intervista, per metà non sono elettori di Forza Italia. Con numeri del genere è chiaro che deve tornare indietro sul bipolarismo, altrimenti rischia di non far più sedere tanta gente in parlamento!

Non ditemi che è un genio della politica, non ditemi che è il nuovo, non ditemi che è un grande imprenditore. Perchè è solamente uno a cui, per l’ennesima volta, un reato è caduto in prescrizione!

(i dati sulla popolazione sono presi dall’Istat e fanno riferimento al 1 gennaio 2006)