Si svolgeranno stamattina, nella cappella dell’Ospedale Mauriziano a Torino, i funerali di Lia Varesio.

Nel 1980 un amico era morto di freddo, rannicchiato su stracci e cartoni nel centro storico. Si chiamava Bartolomeo e fu questo il nome che diede all’associazione da lei creata, la Bartolomeo & C. «È questa l’occasione – raccontava – che ci ha fatto maturare la scelta, fino a quel momento incerta e disorientata, di offrire compagni ed accoglienza a chi ne ha bisogno. Sono molte le tragiche realtà della vita metropolitana con cui veniamo a contatto: gente scappata di casa, dimessi da ospedali psichiatrici, tossicodipendenti, ex carcerati».

Ricorda Pier Luigi Dovis, direttore della Caritas torinese: «Anche a lei non era sfuggito il crescente divario sociale. La scorsa estate, nella città svuotata dalle vacanze, mi aveva telefonato: ’sono sola, viene da me sempre più gente che manifesta con rabbia il proprio disagio. Nella società c’è qualcosa che non funziona, mi aveva detto» (su LaStampa.it e TorinoClick).