il lupo non perde il vizio…

Scritto da il 17 giugno 2008

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Vi eravate illusi che Silvio Belusconi da Arcore fosse cambiato? Vi eravate fatti fregare dal fumo negli occhi del dialogo a tutti i costi? Pensavate che davvero avesse risolto il suo conflitto edipico-comunista?

Bene, è arrivata la dimostrazione che era tutto un bluff. Tutto il buonismo serviva solo a preparare il terreno per il colpaccio. Che è poi l’unico motivo per cui continua a stare in politica: eliminare ogni forma di controllo della Giustizia e chiudere, con un colpo di spugna, tutti i processi attivi e attivabili.

Prima mossa: impedire le intercettazioni. Snocciolando numeri impressionanti quanto FALSI. Come denuncia Mimmo Candido sulla Stampa: «(…) numeri che il ministro della Giustizia aveva fornito per accreditare la necessità di un provvedimento urgente sulle intercettazioni. Erano numeri FALSI. Si diceva che ci sono un milione di intercettazioni, che siamo TUTTI intercettati; le intercettazioni sono in realtà su circa 80mila utenze (per ogni indagato ci sono spesso più utenze, dunque circa 30 mila intercettati) e l’80 per cento di queste riguarda casi di sospetta mafia e criminalità organizzata. Il numero reso pubblico dal ministro era basato sulla presunzione di circa 30 connessioni per utenza e di circa 100.000 utenze, arrivando così a 3 milioni di intercettati. Bell’esempio di disinformazione».

Ma perchè impedire le intercettazioni? Lo spiega in un articolo Marco Travaglio (via Alessandro): «Ora che il cosiddetto “caso intercettazioni?? si rivela per quello che è, cioè l’ennesimo “caso Berlusconi??, forse persino l’opposizione potrebbe dire come stanno le cose: e cioè che la privacy, le fughe di notizie e le spese di giustizia non c’entrano nulla. C’entra il solito Berlusconi che tenta di far saltare i suoi processi. (…) Ma i fatti parlano da soli, anche per chi non li vuol vedere.

Tre settimane fa, l’on. avv. Ghedini infila nel decreto sicurezza un codicillo che sospende i processi per 1-2 anni (poi ridotti a qualche mese) con la scusa di consentire agl’imputati di scegliere se patteggiare o no. Maroni lo blocca, ma i berluscones annunciano che ci riprovano con un ddl. Intanto il Cainano spara sulle intercettazioni e annuncia che non si faranno più per i reati sotto i 10 anni: quelli per cui è imputato lui. Basta una norma transitoria retroattiva e il processo di Napoli per la corruzione di Saccà si svuota per abolizione delle prove. Ieri Repubblica rivela che l’on. avv. Ghedini prepara un lodo Maccanico-Schifani bis per rendere invulnerabili le alte cariche, ma soprattutto quella bassa: è incostituzionale, la Consulta l’ha già detto una volta, ma intanto ci riprovano, sospendono i processi per 1-2 anni (quelli di Milano per Mills e Mediaset sono prossimi alla sentenza), poi se arriva un’altra bocciatura si inventeranno qualcos’altro. Il cerchio si chiude.

(…) Lui ha un problema: uno o più processi da bloccare. Comincia a strillare che non siamo più una democrazia, che dai sondaggi risulta che il 102% degli italiani sta con lui, insomma il problema non è suo ma nostro. E chi non è d’accordo è comunista(…)».

Se poi Travaglio non vi piace molto, potete comunque attingere ad altre fonti, come Leonardo: «Su questa storia delle intercettazione sarei tentato dal dare ragione a Livefast: se quelli che devon comprare due stecchette di libanese son vent’anni che al telefono ci parlano il meno possibile e senza mai nominare le due famose stecchette, si può sapere perché i politici maramaldi, i medici assassini, i principi puttanieri eccetera non possono semplicemente piantarla di vantarsi via filo delle loro imprese criminali?

Poi mi riscuoto e mi ricordo che il problema è ben più serio. Le intercettazioni, anche quando non penalmente rilevanti, possono avere un ruolo importante nell’influenzare l’opinione pubblica di una nazione. A tal proposito mi viene in mente quello che è successo l’anno scorso in un Paese europeo (quale?)

Dunque, se ricordo bene alcuni giornali uscirono con il testo di una lunga telefonata tra il leader dell’opposizione parlamentare e il direttore della tv nazionale. Senz’altro una lesione alla privacy di entrambi, ma questo passò subito in secondo piano, perché il contenuto di questa telefonata era agghiacciante. Badate bene che nessuno dei due, parlando, fece accenno a qualsiasi tipo di attività criminosa: no, era tutto perfettamente legale, e tuttavia indecente. Si parlava infatti di soubrettes, e non è un reato parlarne. Il leader dell’opposizione fece i nomi e i cognomi di quattro soubrettes, accennò alla necessità di sistemarle, e di una in particolare fece presente che “le poteva essere utile?? per “far cadere il governo??.

Voi italiani vi chiederete come facesse in questa nazione di cui non mi viene in mente il nome una semplice soubrette a far cadere il governo, ebbene è presto detto: il governo aveva una maggioranza risicatissima in parlamento, in pratica stava in piedi soltanto per un seggio in più, e si dà il caso che un parlamentare avesse una passioncella per quella soubrette. Insomma, non ci voleva molto a capire, e l’opinione pubblica di quella nazione capì immediatamente: invece di contrastare la maggioranza in parlamento con gli strumenti della democrazia, il leader dell’opposizione stava cercando di corrompere qualche singolo parlamentare con offerte che rasentavano il mercimonio sessuale (…)».

Ecco da dove nasce tutto l’interesse per la privacy degli italiani. Se poi ci aggiungiamo che stanno per partire faraoniche opere, come ponti-di-messina & centrali-nucleari, opere che facilmente richiamo accordi sottobanco e corruzione, allora è meglio bloccare in fretta tutto…se no come nascono gli affari?!

3 Commenti per “il lupo non perde il vizio…”

  1. Intercettazioni scrive:
    30 agosto 2008 at 18:50

    I have a dream. Modifichiamo la legge quando il tasso di corruzione è pari a quello di USA e UK

  2. Intercettazioni scrive:
    30 agosto 2008 at 18:51

    P.S. sempre meglio di I have no dream …

  3. massimo.sozzi scrive:
    2 settembre 2008 at 09:11

    Certo…non capisco solo il link. Mi sembra che vada per un’altra strada…