1° aprile: 5 anni di Gmail

scritto da il 31 marzo 2009

L’Ansa, con un giorno di anticipo, lancia la notizia del 1° aprile: «NUOVA GMAIL PER GOOGLE, TASTO ANNULLA EVITA GAFFE».

Leggetevela tutta: «BRUXELLES – Nuovo volto per Gmail, la posta di Google, che il primo aprile compie cinque anni: per il suo compleanno regalerà ai suoi utenti il servizio in 49 lingue e una serie di nuovi strumenti come quello che impedirà di inviare email per sbaglio. Circa una decina le nuove applicazioni di Gmail, presentate oggi a Bruxelles dallo staff europeo dell’azienda di Mountain View.

Già testate dagli utenti americani, tra le più apprezzate c’è il ‘tasto annulla’, che può riparare all’eventuale invio involontario di una email: entro sei secondi si può recuperare la missiva senza tracce per il destinatario. E per evitare di inviare posta sconveniente sotto l’effetto di una bevuta, Google ha inventato una sistema che testa le facoltà mentali dell’utente: prima di confermare l’invio, Gmail chiede di risolvere cinque operazioni matematiche.

E solo se il risultato è giusto, procede con la spedizione. Dal primo aprile, inoltre, la casella di posta sarà disponibile anche off line: se quindi siete sul treno, e avete dimenticato di stampare il biglietto elettronico, niente paura, perché lo recupererete dal vostro pc portatile anche senza connessione ad internet».

Quale sarà il primo telegiornale che abbocca? Scommettiamo su un berlusconiano come il Tg2?

Elogio della pirateria

scritto da il 30 marzo 2009

«La classica frase “non regalare un pesce, ma insegna a pescare??, che spesso viene adoperata per aggirare il problema della restituzione e nascondere tutti i pesci, le materie prime, le risorse naturali e le vite umane che abbiamo rubato ai paesi impoveriti, non viene utilizzata mai nella sua variante farmaceutica: “non regalare una pillola, ma insegna a produrla, e non denunciare i poveri che non pagano il pizzo ai detentori dei brevetti??».

Ho quasi finito di leggere “Elogio della Pirateria” di Carlo Gubitosa, da cui ho preso la frase sopra. Leggetelo, leggetelo per capire qualcosa chi sono i pirati dell’era moderna. Nulla a che fare con quelli che ancora compiono azioni nei mari asiatici. Ma contadini che cercano di resistere alle multinazionali, musicisti che cercano di svincolarsi dalle major, persone che ancora vogliono pensare e creare cultura.

Leggetelo e capirete che loro sono il futuro.

E capirete che nessuno di loro domenica scorsa era a Roma, intorno a un cavaliere senza valore e senza onore.

Leggetelo e capirete perchè il futuro è lontano dall’ottica del “produrre-produrre-produrre-solo-produrre” che ci viene proposta come cura alla crisi.

Compratelo, ma se volete potete anche leggerlo gratis e l’autore sarà contento lo stesso.

Le ali della sfinge

scritto da il 13 marzo 2009

“Le ali della sfinge” di Andrea Camilleri.

Iniziato ore 6:10.

Terminato ore 19:15.

E con poco ritardo del treno.

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La vampa d’agosto

scritto da il 12 marzo 2009

“La vampa d’agosto” di Andrea Camilleri.

Iniziato alle 6:10 di stamattina. Finito alle 22:05.

Era da un po’ che non mi capitava!

Viaggiare in treno ha i suoi vantaggi. A volte anche i ritardi.

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sconfitto il Fuan, vince il PdL

scritto da il 10 marzo 2009

Ieri mattina Palazzo Nuovo, per chi non è torinese sappia che è la sede dell’Università, è stato teatro di guerriglia e scontri.

I fatti sembrano essere abbastanza chiari, tant’è che vengono riportati in modo più o meno simile da diversi giornali di vario colore politico:

Il Giornale: «Prima il lancio di una dozzina di uova, poi sono arrivate due bombe carta, scagliate contro le forze dell’ordine che tentavano di impedire la carica dei facinorosi del Cua (Collettivo universitario autonomo) contro gli studenti del Fuan – Azione universitaria, che avevano allestito un banchetto nell’atrio dell’università per raccogliere le firme a sostegno delle liste per le prossime elezioni in ateneo».

Repubblica: «La polizia cerca di controllare la situazione. (…) Per ore si cerca di mediare. (…). Dalle ultime file parte il lancio di uova che non riesce a raggiungere il banchetto del Fuan. Segue il lancio di un petardo mentre i militanti di destra invitano gli avversari a farsi sotto. La pressione dietro lo striscione aumenta, i funzionari faticano a tenere a freno i loro uomini poi inspiegabilmente parte la prima carica. Ne seguiranno altre «di contenimento», effettuate per sgombrare l´atrio».

l’Unità: «Il banchetto del Fuan, gli studenti di destra di Azione Universitaria, dentro Palazzo Nuovo non ci può stare. E così, gli studenti dei collettivi dell’Università di Torino questa mattina hanno detto la loro: «Fuori i fascisti dall’università». Dopo pochi minuti la polizia è arrivata a caricarli.
La tensione è restata alle stelle per qualche ora: a scatenare la reazione delle forze dell’ordine pare ci sia stato il lancio di un fumogeno nell’atrio della Facoltà. A lanciarlo sono stati gli studenti antifascisti (…)».

www.dazebao.org: «Dopo una prima parte di mattinata scandita dai cori di protesta degli studenti antifascisti nei confronti del banchetto messo in piedi dai ragazzi di Azione Universitaria (…). La protesta degli studenti di sinistra, infatti, si è fatta sempre più accesa proprio a causa della presenza massiccia della polizia all’interno dell’ateneo ed è sfociata in un lancio di uova all’interno dell’atrio in direzione delle stesse forze dell’ordine, ree di essersi frapposte , in tenuta antisommossa, tra gli studenti in protesta e il banchetto del Fuan – Azione Universitaria.
Dopo una primo tentativo di mediazione, le due fazioni sono quasi riuscite ad entrare in contatto, ma sono state separate nuovamente da Polizia e Carabinieri, che hanno cominciato a manganellare unilateralmente(…). Le forze di polizia sono state fatte successivamente oggetto di un fitto lancio di oggetti da parte di alcuni ragazzi che, essendo frequentatori del vicino centro sociale Akatasuna, si sono uniti al corteo del Cua in seguito all’inasprirsi dello scontro . Dalle uova si è purtroppo passati al lancio di tre bombe carta, di cui una esplodendo ha ferito al volto un agente».

Il Fuan raccoglieva firme. Il Fuan può anche starmi antipatico. Altri lanciano uova, oggetti e bombe carta. Per qualcuno sono facinorosi studenti di sinistra, per altri sono eroici antifasciti.

Io mi fermo agli autonomi e penso che non lo siano così tanto. Siano piuttosto ben manovrati. O, quanto meno, ben sopportati e, a volte, supportati.

Si protesta e si impedisce di raccogliere le firme, sperando così, magari anche riuscendovi, di vincere le elezioni universitarie.

In realtà, molto più semplicemente, non si partecipa alla competizione.

Non ci si allena. Non ci si prepara alla politica più adulta. Non ci si prepara alla politica fatta di ideali da concretizzare, di proposte da avanzare, di uomini da curare nel senso più nobile del termine.

Ci si illude di essere rappresentativi. E ci si dimentica che la politica vuol dire gestire e costruire insieme.

Non sarebbe meglio lasciare che il Fuan raccolga le sue firme e poi sconfiggerlo in ambito elettorale? Sconfiggerlo presentando un programma convincente, presentato da persone convincenti. Persone che un giorno, speriamo non troppo lontano, potrebbero far andare in pensione i burocrati obsoleti del Pd, e presentarsi così per guidare il paese.

Se no, poi arrivano le elezioni politiche e continua a vincere Berlusconi.

NB: leggevi l’ultima parte dell’articolo di Repubblica: «È il momento degli arresti: vengono portate via tre persone. Solo una di loro però sarà arrestata in serata. È Germano Luca, 31 anni, non è nemmeno iscritto all´Università. È accusato di lesioni a pubblico ufficiale (è stato riconosciuto come l´aggressore che ha colpito violentemente un giovane funzionario di polizia spedendolo al pronto soccorso), resistenza e violenza». Tante sono le forme di baronia…

libere e sole

scritto da il 2 marzo 2009

Sono tornate in Italia venerdì sera (27 febbraio), finalmente libere dopo 102 giorni di prigionia, le due suore di Cuneo:Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo.

Già nei giorni della prigionia non avevano ricevuto grandi attenzioni. Poi sono state liberate il 19 febbraio ma fino a venerdì nessun aereo le ha riportate a casa. Sarà che il loro ordine “professionale” non ha gli stessi canali di altri ordini, tanto per fare un esempio: quello dei giornalisti?

Comunque, tutto bene quel che finisce bene e venerdì le due suore sono tornate in Italia, sbarcando all’aereoporto di Caselle.

All’arrivo, ad accoglierle, c’erano fiori, cioccolatini, parenti ed amici. Manca qualcuno? Non c’era nessuna autorità.

Nessun sindaco, presidente di provincia, governatore di regione, nessun ministro, segretario, sottosegretario del governo. Nessun Silvio (che ricordiamo beato tra le Simone) nella notte di Caselle. Nessuno.

Qual’è stata la loro colpa?

Non aver detto? Non aver detto grazie ai loro rapitori. Non aver detto grazie al governo. Non aver detto grazie a Frattini.

O aver detto? Aver detto grazie a chi ha pregato per loro. Aver detto che i rapitori le davano da mangiare ma le tenevano prigioniere, rimarcando la superiorità dei valori spirituali rispetto a quelli materiali.

Tra detto e non detto sono riuscite a inimicarsi destra e sinistra, che sono sempre pronte ad impegnarsi e a manifestare ma solo per chi poi li regala un po’ di pubblicità.

Quello che mi chiedo è chissà cosa ha dato più fastidio,  visto che non c’era neanche il loro vescovo?!

NB: per inciso, il vescovo Giuseppe Cavalotto ha celebrato una Messa di ringraziamento con loro alla domenica.

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