l’assegno mensile

scritto da il 27 novembre 2009

Lei chiede 3 milioni e mezzo di euro al mese.

Lui ne offre 200 mila, trattabili fino a 300.

Così dice La Stampa.

Vogliamo tradurre? Una persona che guadagna 1000 (mille) euro al mese, per soddisfare la richiesta di un mese di lei, dovrebbe lavorare, considerata anche una tredicesima, 269 anni e qualche mese.

1 mese = 269 anni.

Se vince lui, basterebbero (sempre con tredicesima) 15 anni e un pezzo.

1 mese = 15 anni.

Possiamo fare una supposizione? Lei chiede 10 per ottenere 5, lui offre 1 perchè può arrivare a 2 senza svenarsi. E alla fine ci si accorda su 1 milione di euro al mese.

Traduciamo? 76 anni, quasi 77.

Considerato che solo i poveri cristi si trovano a pagare assegni di mantenimento superiori alle loro possibilità, 1 milione di euro non toglierà di certo il sonno a lui.

1 milione di euro = 1.000.000 euro = 76 anni di lavoro a 1.000 euro al mese.

….

Per favore, almeno smettiamola di fare la vittima dei magistrati.

Per favore.

C’è chi, oggi, 1.000 euro al mese non li prende.

l’immunità? Già c’è!

scritto da il 26 novembre 2009

Accusato di concorso esterno in associazione mafiosa eppure a piede libero.

Latitante? No, semplicemente deputato, ovvero appartenente a quella casta che in Italia non sono può fare ciò che vuole, ma sceglie anche per gli altri e non prova mai vergogna.

Non si straccino le vesti i politici che oggi sono all’opposizione, perchè la Giunta per le Autorizzazioni, che ha respinto la richiesta di carcerazione di Cosentino, ha sempre mantenuto la stessa linea da destra a sinistra: ben difficilmente concede.

Ancora c’è da discutere sull’immunità?

ps: a chi la pensa come Quagliarello: «Non possiamo mettere il governo nelle mani dei pentiti», ma è ancora capace di ragionare, consiglio di leggere Storia di Giovanni Falcone scritto da Francesco La Licata. Troveranno il perchè.

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L’altro Piemonte 2009

scritto da il 25 novembre 2009

Dal sito AIS Piemonte: «Assaggi trasversali tra le varie denominazioni hanno confermato ancora una volta la tendenza che vuole una crescita qualitativa che questi vini stanno avendo negli ultimi anni. Abbiamo riscontrato con piacere, ricordando e confrontando le degustazioni delle annate precedenti, una svolta decisa mirata a ottenere prodotti più equilibrati e piacevoli, senza però snaturare le caratteristiche fondamentali dei vini, mantenendo la forte impronta caratteriale e territoriale che li ha sempre contraddistinti».

E qui potete vedere l’intervista a Mauro Carosso, delegato AIS di Torino.

L’altro Piemonte 2009 from Massimo Sozzi on Vimeo.

Giovanni Impastato a Ivrea

scritto da il 24 novembre 2009

Stasera a Ivrea ci sarà Giovanni Impastato, con il co-autore Giovanni Vassia, a parlare del libro scritto su Peppino Impastato, il fratello ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.

«Vassia, “poco incline – come lui stesso afferma – all’agiografia??, raccoglie la testimonianza di Giovanni e ci restituisce quindi un quadro molto più intimo, in cui Peppino Impastato non emerge soltanto come l’eroe che è stato, come colui che denunciava la mafia e i mafiosi e sbatteva sulle facce, nelle case, sulle tavole dei suoi compaesani la loro stessa paura di parlare e ribellarsi, ma viene fuori anche come “elemento di rottura?? nel contesto di una famiglia di chiara estrazione mafiosa verso la quale perfino Giovanni stesso aveva un atteggiamento di tacita sopportazione.
Emblematico in questo senso è uno dei tanti aneddoti inediti che Giovanni tiene a ricordare: ai funerali del padre, Peppino si rifiutò, a differenza del fratello e della madre, di stringere la mano ai parenti collusi con la mafia, attirandosi ulteriori antipatie. Questo ha aperto in Giovanni una ferita che forse potrà rimarginarsi solo informando le persone e raccontando storie come quella di suo fratello e proprio per questo lui e Franco Vassia da settimane girano in tutt’Italia per presentare il libro» (da radio aut).

ABCinema alle 20:30 con la proiezione del film “I cento passi”.

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2° Festival di Antropologia

scritto da il 19 novembre 2009

Inizia domani il 2° Festival di Antropologia di Ivrea.

Programma, orari e ulteriori informazioni le trovate sul sito del comune.

2 Festival Antropologia Ivrea from Massimo Sozzi on Vimeo.

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Fondazione per lo Storico Carnevale

scritto da il 19 novembre 2009

Con quest’anno si cambia: addio al Consorzio per una Fondazione. Speriamo in bene!

Fondazione Storico Carnevale d’Ivrea from Massimo Sozzi on Vimeo.

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Salassa e i suoi abitanti

scritto da il 19 novembre 2009

A Salassa hanno deciso di appendere ai muri le foto di famiglia. Però non sulla parete del salotto, ma sul muro di cinta!

Salassa (TO) e i suoi abitanti from Massimo Sozzi on Vimeo.

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separazione delle carriere

scritto da il 16 novembre 2009

Io sono assolutamente favorevole: è ora di separare le carriere di chi opera nella giustizia!

Perciò, se vuoi continuare a fare l’avvocato, non potrai scegliere di fare il parlamentare, deputato, senatore, di destra, di sinistra, di centro, di nessuno, ma dovrai separarti dalla tua carriera professionale almeno per la durata della legislatura.

Altrimenti sorge il dubbio che tu possa far passare in parlamento delle leggi che ti permettano di vincere le cause dei tuoi clienti.

E poi sorge il dubbio su chi ti sta pagando: lo stato (cioè noi) come parlamentare? O il tuo cliente in base alla parcella? Forse, visto l’ambiente, la domanda è retorica: entrambi.

Prendiamo un esempio a caso: il deputato Ghedini l’avete mai visto intervistare nelle vicinanze della Camere dei Deputati? Sempre e solo in aule di tribunale! Mi spiegate quando si guadagna lo stipendio che io gli pago?

Basta! Viva la separazione delle carriere…

No? Non è così che viene intesa? Ah…

ps: se vi interessa qualche dato sull’esempio a caso, guardate qui.

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ancora su Vespa

scritto da il 13 novembre 2009

Io l’ho anticipata, ma anche Luciana se n’è accorta:

«Finalmente una bella notizia. Tra l’altro è un’anticipazione. Un’esclusiva. Bruno Vespa ha scritto un libro. Che gioia. Mi viene da fare i salti mortali, le stirubacule. Compriamolo, vi prego, subito tutti perché se no quello lì ci frolla come la cacciagione. Ci fa due balle come quelle dei tori da corrida. Due melanzane viola da caponata. Compriamolo, vi scongiuro, che se no poi ce lo ritroviamo a far la promozione anche da Tonio Cartonio alla Melevisione. Lo troviamo che ce lo spiega vestito da farfalla al posto del logo Rai o su un documentario del National Geographic che ne parla con un fermento lattico. Appello: Bruno sta sereno. Lo compriamo tutti. Non andare a Uno-mattina, dormi. Quello capace che fa la promozione su autostrade per l’Italia punto it in mezzo alla Milano- Roma sventolando il libro tra i Tir».

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la donna e la fogna

scritto da il 12 novembre 2009

di Massimo Gramellini:

Non conosco il disegnatore Alessio Spataro, autore del libro di fumetti «La ministronza» che narra le avventure del ministro Giorgia Meloni (ribattezzata Mecojoni) nelle fogne di Roma, fra topi, scarafaggi e acrobazie erotiche con sconosciuti. Ma immagino che come artista di sinistra sarà giustamente sensibile ai diritti degli esquimesi e sosterrà le campagne ambientaliste per la difesa dell’upupa. Soprattutto si batterà contro lo sfruttamento delle donne e la volgarità con cui il «sistema» turbo-consumista, incarnato in Italia da Berlusconi, le utilizza per vendere prodotti e dare sfogo a istinti primordiali non mediati da educazione e cultura.

Eppure la sensibilità di Spataro si arresta di fronte a forme di vita diverse da sé. Il suo bersaglio è una giovane politica incensurata, sgobbona e talmente al di sopra di ogni sospetto che nemmeno la sua nomina a ministro fu accompagnata dalle battute maliziose che si riservano di solito alle donne in carriera. Viene dal popolo, ma per uno di sinistra non dovrebbe essere un difetto: almeno non lo era fino a qualche tempo fa. Agli occhi di un ultrà dell’ideologia, Giorgia Meloni però ha una tara irredimibile: è di destra e questa appartenenza la fa decadere dai suoi diritti di donna e di essere umano. Il rispetto che meritano le upupa non vale per lei. La si getti dunque nelle fogne, la si trasformi in una ninfomane che non si lava e parla in romanesco triviale coi sorci. Naturalmente trincerandosi dietro il diritto di satira, parolina magica che serve a coprire la mancanza di talento e prima ancora, come sempre, di autoironia.

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laico fino in fondo

scritto da il 12 novembre 2009

Per un vero stato laico:

1- via il crocifisso dalle aule;

2- via il burqa dalle donne;

3- si alle trasfusioni ai TdG;

4- si ai biglietti per entrare in chiesa per chi non è cattolico (e ‘fanculo se il turismo “culturale” in Italia è rappresentato al 90% da opere non laiche);

5- si a condanne per oltraggio ai vignettisti che fanno soldi sfottendo tutti i non-laici.

Si potrebbe andare ancora avanti. E magari qualcuno imparerebbe la differenza tra laico e laicista.

E imparerebbe anche che uno stato laico non è uno stato in cui non si crede a nulla, ma uno stato in cui il primo e unico credo è nello stato stesso. Quindi, in un’ultima analisi, una religione di stato che, spesso, rasenta il nazionalismo.

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il nuovo libro di…

scritto da il 3 novembre 2009

…Bruno Vespa: sinceramente comincio a prudere ogni volta che lo sento citare. Che tradotto in soldoni: guardando un qualunque tg inizi a grattarti con le anticipazioni e non finisci più! Pure leggendo i vari quotidiani gratuiti ti viene l’orticaria!

Non solo ci tocca subire il berlusconesimo, ma pure il suo più fedele (del Fede) cantore: che pretende di essere esempio di giornalismo.

Indro e Enzo non riposano più in pace.