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	<title>Massimo Sozzi blog &#187; Chiesa</title>
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	<description>La libertà non puo&#039; essere imbavagliata...e la dignità calpestata! &#34;Non faccia la vittima, è uno degli artefici del clima violento&#34; Viva la Bindi!</description>
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		<title>grande silenzio e solitudine</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 06:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Sabato Santo]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine.</p>
<p>Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano.</p>
<p>Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.</p>
<p style="text-align: right;">(da un&#8217;antica Omelia sul Sabato Santo)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tettamanzi, la guerra e la miseria</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 06:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrigo Miglio]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Tettamanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbe riduttivo riportare solo le parole di Tettamanzi sulla giustizia, perchè ieri l&#8217;arcivescovo di Milano ha toccato altri due punti molto forti: «Perché ci sono uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come &#8216;guerra&#8217; le loro decisioni, le scelte e le azioni violente? (&#8230;) Perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei Paesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe riduttivo riportare solo le parole di Tettamanzi sulla <a href="http://www.massimosozzi.it/blog/2011/04/18/ingiusti-non-vogliono-essere-giudicati/" target="_blank">giustizia</a>, perchè ieri l&#8217;arcivescovo di Milano ha toccato altri due punti molto forti: «Perché ci sono uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come &#8216;guerra&#8217; le loro decisioni, le scelte e le azioni violente? (&#8230;) Perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei Paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?».</p>
<p>Una sintonia con il vescovo di Ivrea, Arrigo Miglio, che ricordava come oggi si continui a vivere la Passione nelle acque del Mediterraneo e nei paesi in guerra.</p>
<p>La risposta, Tettamanzi la trova in Gesù come re «umile e mite, e insieme come il re che dona tutto se stesso per amore e che, proprio così, annuncia la pace». «Siamo allora chiamati a interrogarci sull’unica vera potenza che può realmente arricchire e fare grande la nostra vita, intessuta da tanti piccoli gesti. La vera potenza sta nell’umiltà, nel dono di sè, nello spirito di servizio, nella disponibilità piena a venerare la dignità di ogni nostro fratello e sorella in ogni età e condizione di vita».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ingiusti non vogliono essere giudicati</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 06:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tettamanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;omelia di ieri, Domenica delle Palme, l&#8217;arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha posto questa domanda: «Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni?». Ieri, a Milano, nel Duomo di Milano. A Milano dove qualcuno, nelle stesse ore, sosteneva che la magistratura ce l&#8217;ha solo con lui, che povero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;omelia di ieri, Domenica delle Palme, l&#8217;arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, ha posto questa domanda: «Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni?».</p>
<p>Ieri, a Milano, nel Duomo di Milano.</p>
<p>A Milano dove qualcuno, nelle stesse ore, sosteneva che la magistratura ce l&#8217;ha solo con lui, che povero non ha mai fatto niente di male.</p>
<p>Che combinazione!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>5 miti sul nucleare</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 06:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrigo Miglio]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Passati i primi giorni dal disastro di Fukushima, anche l&#8217;onda emotiva sul nucleare si è un po&#8217; affievolita. O forse, nelle stanze dei bottoni, si è deciso che era meglio non parlarne più e distrarci puntando i riflettori sull&#8217;immigrato brutto e cattivo. Ma il problema resta. L&#8217;altra sera ho potuto scambiare due parole con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passati i primi giorni dal disastro di Fukushima, anche l&#8217;onda emotiva sul nucleare si è un po&#8217; affievolita. O forse, nelle stanze dei bottoni, si è deciso che era meglio non parlarne più e distrarci puntando i riflettori sull&#8217;immigrato brutto e cattivo.</p>
<p>Ma il problema resta. L&#8217;altra sera ho potuto scambiare due parole con il mio vescovo, che sull&#8217;argomento nucleare ci ha detto: attenzione a mettere dei limiti alla scienza. Non una promozione e non una bocciatura; ma l&#8217;invito a non chiudersi a priori e a cercare le informazioni da fonti autorevoli in materia.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di affrontare l&#8217;argomento informandosi e valutando. Alle parole del vescovo, penso si possano affiancare quelle di Michael A. Levi, il direttore del programma sulla sicurezza energetica e il cambiamento climatico del Council on Foreign Relations americano: in un articolo sul <a href="http://www.washingtonpost.com/opinions/5-myths-about-nuclear-energy/2011/03/15/AB9P3Oe_story.html" target="_blank">Washington Post</a>, ha rivisto i 5 miti più diffusi sul nucleare:</p>
<p>1 – Il problema maggiore è la sicurezza.<br />
La sicurezza è certamente un problema critico; ma correlato c&#8217;è il costo per costruire la centrale, mantenerla, proteggerla, trattare le scorie e smantellarla un giorno. Uno studio del MIT, realizzato nel 2009, è arrivato alla conclusione che l’energia prodotta, ammortizzando questi costi, è più cara del 30% di quella proveniente dal carbone e dal gas.<br />
2 – Le centrali nucleari sono obiettivi facili per i terroristi.<br />
Un attacco ben organizzato può avere effetti simili a quelli di Fukushima, ma non è facile superare i sistemi di controllo. Restano vulnerabili però le piscine, che contengono le barre di combustibile.<br />
3 – I Democratici sono antinuclearisti, i Repubblicani favorevoli.<br />
Gli ambientalisti hanno posizioni differenti sul nucleare, in confronto agli effetti più inquinanti del carbone e del gas. Questo punto in Italia, forse, non trova riscontro.<br />
4 – Il nucleare assicura l’indipendenza energetica.<br />
Il nucleare serve principalmente per l’elettricità. Non riduce l’impiego del petrolio per il trasporto, né riequilibra la bilancia energetica, finchè non si trovano i modi di soddisfare i bisogni di energia per la produzione industriale.<br />
5 – Il progresso tecnologico può aumentare la sicurezza.<br />
I reattori di Fukushima sono vecchi. Le prossime generazioni di reattori saranno più sicure. Ma eventi imprevedibili o mal controllati ci potranno sempre essere e tutte le forme di produzione energetica presentano pericoli: le dighe possono crollare, le piattaforme estrattive del petrolio possono affondare.</p>
<p>(la traduzione dei 5 punti è ripresa da <a href="http://iriospark.splinder.com/post/24328754/5-miti-sull-amprsquoenergia-nucleare" target="_blank">iriospark</a>)</p>
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		<title>il ritorno della vecchietta!</title>
		<link>http://www.massimosozzi.it/blog/2011/02/22/il-ritorno-della-vecchietta/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 10:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[8 x mille]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ricordate la nonnina che scippava i giovinastri? Eccola che ritorna&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate la nonnina che scippava i <a href="http://www.massimosozzi.it/blog/2011/01/28/attenti-alla-vecchia/" target="_blank">giovinastri</a>?</p>
<p>Eccola che ritorna&#8230;</p>
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		<title>Pasqua 2010: Cristo è risorto!</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 09:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[don Tonino Bello]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[«Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E’ la festa del terremoto. La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro. Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center"><img title="Pasqua Cristo risorto" src="http://www.massimosozzi.it/img/pasqua_risorti_con_cristo.jpg" alt="" width="400" height="472"></p>
<p>«Pasqua è la festa dei macigni rotolati.</p>
<p>E’ la festa del terremoto.</p>
<p>La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.</p>
<p>Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro.</p>
<p>E’ il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell’odio, della disperazione del peccato.</p>
<p>Siamo tombe alienate.</p>
<p>Ognuno con il suo sigillo di morte.</p>
<p>Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo».</p>
<p style="text-align:right">don Tonino Bello</p>
<p style="text-align:center">Buona Pasqua!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sindone, occhialini e marketing ElleDiCi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 14:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Torino eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’idea dei pellegrini davanti alla Sindone come se fossero a vedere Avatar, mi era sembrata quantomeno eccentrica. Per fortuna al Cardinal Poletto proprio non è piaciuta. E così ha stoppato l’editrice dei salesiani, ElleDiCi. Per fortuna c’è ancora chi mette dei paletti a certi elementi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea dei pellegrini davanti alla Sindone come se fossero a vedere Avatar, mi era sembrata quantomeno eccentrica.</p>
<p>Per fortuna al Cardinal Poletto proprio non è piaciuta.</p>
<p>E così ha <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/ostensione/articolo/lstp/171452/">stoppato</a> l’editrice dei salesiani, ElleDiCi. Per fortuna c’è ancora chi mette dei paletti a certi elementi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>don Carlo Chenis</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 08:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[don Carlo Chenis]]></category>
		<category><![CDATA[salesiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Già, il dipinto della cappella dei Salesiani… Leggo e copio da Diego: «Don Carlo Chenis, Salesiano, era nato a Torino nel 1954, aveva studiato filosofia e teologia, ma anche architettura e scienze artistiche, era docente di filosofia teoretica presso l’Università Salesiana di Roma e dal 1995 è stato Segretario della Pontificia Commissione per i Beni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già, il dipinto della cappella dei Salesiani…</p>
<p>Leggo e copio da <a href="http://www.lospillo.it/?p=5643">Diego</a>:</p>
<p>«Don Carlo Chenis, Salesiano, era nato a Torino nel 1954, aveva studiato filosofia e teologia, ma anche architettura e scienze artistiche, era docente di filosofia teoretica presso l’Università Salesiana di Roma e dal 1995 è stato Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e Membro della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Ma le sue tante esperienze lo avevano portato anche a essere parroco di frontiera a Roma, a Ponte Mammolo, in anni difficili, e a portare costantemente il suo sostegno pastorale nell’amata parrocchia di Borore, in provincia di Nuoro. Dal 2006 Vescovo ordinario della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia era uno dei migliori amici che l’arte contemporanea avesse all’interno della Chiesa cattolica.</p>
<p>Ho potuto incontrarlo da prete solo in due occasioni: ma ricordo da ragazzo soprattutto gli anni di oratorio a Cuorgnè dove i salesiani andavano in gioiosa fibrillazione all’annuncio di una sua visita. Don Carlo Chenis, arriva don Carlo… E allora giù a spiegare a noi giovani il bellissimo dipinto nella cappella feriale dove si iniziava la scuola del mattino con la preghiera o la messa di classe: quel catechismo disegnato dove ogni dettaglio faceva emergere una passione per Cristo non comune e geniale.</p>
<p>Capita ancora, per fortuna, di incontrare persone di cui non si riesce a parlare male. Don Carlo era così: venerato dai suoi confratelli e superiori per il suo essere “semplicemente ma interamente salesiano”. Davanti alle varie crisi della Chiesa di questi tempi sono figure del genere che cancellano le delusioni per tante altre: sono sacerdoti come lui che fanno ancora sperare nella ricchezza interiore del popolo di Dio, che don Carlo sapeva comunicare anche con la ricerca e l’amore per il Bello: primo segno del Divino.</p>
<p>Don Bosco diceva ai suoi figli che “non si va in paradiso in carrozza” e che “ci riposeremo in Paradiso”. Sono frasi che con la sua passione e il suo lavoro don Chenis aveva reso la sua regola di vita e che ora, sono certo, sono le prime che il suo amato Padre gli ha detto accogliendolo nel Regno dei Cieli».</p>
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		<title>Quaresima 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 22:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arrigo Miglio]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Ivrea]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>

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		<description><![CDATA[(…) C’è bisogno di vita nuova nell’ambito dell’avere, dell’uso dei beni materiali: economia e finanza, mercato e mondo del lavoro. Quasi tre anni di crisi economica, con ricadute sempre più pesanti sulla vita dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani senza un vero lavoro, rendono quanto mai attuale il messaggio del Papa nell’enciclica Caritas in Veritate: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(…) C’è bisogno di <strong>vita nuova nell’ambito dell’avere, dell’uso dei beni materiali</strong>: economia e finanza, mercato e mondo del lavoro. Quasi tre anni di crisi economica, con ricadute sempre più pesanti sulla vita dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani senza un vero lavoro, rendono quanto mai attuale il messaggio del Papa nell’enciclica Caritas in Veritate: il mondo dell’economia ha bisogno di un’etica solida, per non schiacciare l’uomo che è il primo vero capitale da difendere e per non distruggere l’economia stessa.</p>
<p>Fraternità, dono, gratuità devono perciò entrare e trovare posto nel complesso mondo economico(…).</p>
<p>La Vergine dell’Annunciazione e il suo sposo San Giuseppe, le due figure luminose che accompagnano il tempo della Quaresima, intercedano per noi e ci aiutino a fidarci sempre pienamente della Parola del Signore e del suo Amore fedele.</p>
<p>Ivrea, 17 febbraio 2010<br />
<em>Mercoledì delle Ceneri</em></p>
<p style="text-align:right">+Arrigo Miglio<br />
Vescovo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Epifania: annunzio del giorno della Pasqua</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 13:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo.sozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Epifania]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[sequenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza. Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.<br />
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.<br />
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 4 aprile.<br />
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.<br />
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:<br />
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 17 febbraio.<br />
L’Ascensione del Signore, il 16 maggio.<br />
La Pentecoste, il 23 maggio.<br />
La prima domenica di Avvento, il 28 novembre.<br />
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.</p>
<p>A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.<br />
Amen.</p>
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