il papa e il nuovo razzismo

scritto da massimo.sozzi il 21 agosto 2008

Ha gioito in fretta, una parte del mondo cattolico, quando giovedì 14 il Vaticano ha preso le distanze da Famiglia Cristiana che ha bollato il governo di nuovo fascismo (ANSA).

Basta fare un giro dalle parti di www.fattisentire.net (sempre che funzioni!) o leggere interviste come quella qui riportata: http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2386 .

Peccato che domenica 17, Benedetto XVI (e non la sua sala stampa) ha lanciato un duro monito contro le nuove forme di razzismo. Ma allora, chi esprime davvero le linee della Santa Sede? Mah…

carriere…

scritto da massimo.sozzi il 5 giugno 2008

Ogni tanto leggi delle notizie che ti fanno tornare indietro nel tempo. Come quella riportata dal Bollettino Salesiano: «Il XXVI Capitolo Generale dei salesiani tenutosi a Roma dal 23 febbraio al 12 marzo scorso ha eletto il nuovo consiglio generale che animerà per i prossimi sei anni la congregazione di Don Bosco. (…) dott. Claudio Marangio, economo generale, nuovo eletto (si tratta del primo salesiano laico eletto a questa carica, rompendo una tradizione che persisteva dai tempi di Don Bosco);(…)».

E ti ricordi…

Quando chiedevi perchè nella tua busta paga mancassero circa 1000 euro.

Quando ti veniva risposto che te ne avevano dati 80 in più.

Quando tu facevi presente che i dati che fornivano erano inventati.

Quando non ricevevi più risposte…

Chi non rispondeva più? Il dott. Marangio in persona? No!

Assolutamente no! Che poi, magari, mi becco una denuncia come mi aveva “promesso”, saltando in mezzo al cortile, un suo confratello!

Parlo dell’ufficio di cui lui era responsabile. Magari lui, quando mi rispondevano, non era neanche presente…

Ma si, 1000 euro cosa vuoi che siano? Cosa vuoi…

voglia di guarire?

scritto da massimo.sozzi il 6 maggio 2008

In questi giorni a Cuorgnè, sotto il patrocinio del comune, si sta tenendo «un ciclo di incontri per comprendere i concetti di malattia, cura e guarigione sotto il profilo medico, filosofico e spirituale».

Un tema apparentemente interessante. E interessante l’approccio su più versanti, peccato che tra le discipline coinvolte manchi del tutto la psicologia, materia sicuramente più vicina al malato di altre coinvolte negli incontri.

Vorrei comunque segnalarvi l’incontro di domani, mercoledì 7 maggio. Si parlerà di come combattere la depressione con l’aiuto di fede e natura. Uno dei due relatori è Eligio Caprioglio (sacerdote). Non mi risulta che abbia lavorato nell’ambiente della sanità o che se ne sia occupato in qualche pubblicazione. Ma sicuramente non sarà stato chiamato dagli organizzatori degli incontri solo per amicizia. Forse…

Io non parteciperò per evitare inutili mal di pancia. Ma se qualcuno dei miei lettori ci andrà, provi a chiedere al sacerdote se la fede aiuta anche a guarire da mobbing, bossing, straining e stalking. Le domande saranno pur ammesse? O no?…

san candidato…ora pro nobis!

scritto da massimo.sozzi il 11 aprile 2008

Oggi è l’ultimo giorno di campagna elettorale, da domani ai candidati non resta che affidarsi ai loro santi protettori. Eccone alcuni presentati da Rodari:

«WALTER VELTRONI
SAN WALTER DI SAN MARTINO DI PONTOISE
Gualtiero (detto anche Walter) nacque in Francia verso il 1030. Era un insegnate, molto incline agli studi. Come Veltroni, insomma, amava leggere e scrivere libri. Lui però, a differenza del segretario del Pd quando disse che dopo Roma ci sarebbe stata solo l’Africa, la solenne promessa di lasciare tutto per una strada di dedizione totale a Dio la mantenne da subito. Si fece monaco e poi addirittura eremita. Walter oggi può affidarsi a lui. Ma attenzione alle promesse. Con Gualtiero non si scherza. Leale.

SILVIO BERLUSCONI
SAN SILVIO E COMPAGNI
Se il vantaggio sui suoi avversari è reale, Silvio farebbe bene a non scomodare i santi. A volte, infatti, aiutano. Altre volte possono arrabbiarsi e allora son dolori. Berlusconi dovrebbe semplicemente imitare i suoi santi, ovvero san Silvio e compagni: un gruppo di martiri dell’antichità cristiana che morirono per Cristo senza tanta pubblicità. Di loro, infatti, non si sa assolutamente nulla: chi furono nella vita, come subirono il martirio, chi furono i loro giudici. Vollero dare tutta la vita per l’ideale in cui credevano. E raggiunsero l’obiettivo in silenzio. Astuti.

PIER FERDINANDO CASINI
SAN FERDINANDO III
Senza scomodare San Pier Damiani, Casini potrebbe rivolgere preghiere e invocazioni a San Ferdinando III, Re di Leon e di Castiglia. Come Casini, anche lui visse nel mezzo: nel tredicesimo secolo, tra i due regni della penisola iberica. Due regni che lui riuscì a unificare senza guerre e spargimenti di sangue e con il beneplacito delle gerarchie ecclesiastiche e dei Papi. Casini può chiedere lumi nel lavoro di bilancia tra Pd e Pdl. L’appoggio delle gerarchie ce l’ha. Quello di Ferdinando III può ottenerlo. Glorioso.

FAUSTO BERTINOTTI
SAN FAUSTO DI ALESSANDRIA
I Santi ascoltano tutti. San Fausto d’Alessandria, senz’altro, potrà avere orecchie tese per Bertinotti. Vissuto agli inizia del IV secolo in Alessandria, come Bertinotti amava gli ultimi, i diseredati, gli indifesi. Tant’è che visse vita randagia fino a che, come scrisse Eusebio, divenne «vecchio e pieno di giorni». Visse con gli ultimi testimoniando la propria fede. A questa vita, più che alla propria fede, il candidato premier della Sinistra Arcobaleno può richiamarsi chiedendo l’intercessione di San fausto. Potrebbe ascoltarlo. Pauperista.

DANIELA SANTANCHÉ
SAN DANIELE PROFETA
Ultimo dei quattro profeti detti maggiori, venne presentato al Re del Caldei dove fece ottima impressione non solo per la sua prestanza fisica (conservata con l’astinenza dal vino, dalla carne, e da altri cibi prelibati) ma soprattutto per le doti profetiche dieci volte superiori a quelle di tutti i magi e gli indovini del Re. La Santanché, quanto al fisico, non sembra avere problemi. Circa le profezie, è a San Daniele che dovrebbe affidarsi perché quelle sul prossimo successo elettorale si avverino. Se gli giura che anche lei s’è fatta il fisico grazie a digiuni e astinenze, San Daniele potrebbe aiutarla. Indovino».

E noi, poveri elettori italiani, a quale santo possiamo affidarci? Santa Speranza? Forse neanche più quella…ora pro nobis!

Pasqua di Risurrezione

scritto da massimo.sozzi il 23 marzo 2008

“La risurrezione è un evento che supera ogni aspettativa, anche la più audace… Se Gesù di Nazareth non fosse risorto, non servirebbe a nulla credere in lui, scommettere la vita sulla sua parola. I suoi miracoli, le sue parole di perdono, la sua lotta per la verità e la giustizia, sarebbero solo fatti del passato” (Vi ho chiamato amici, p. 68).

BUONA PASQUA!

(immagine tratta da www.elledici.org)

Da LaStampa.it: CITTA’ DEL VATICANO La Chiesa conferma la «linea di non coinvolgimento» in «alcuna scelta di schieramento politico o di partito» ma ribadisce che ciò non significa «disinteresse e disimpegno» verso la tutela dei valori fondamentali. Nuovo appello della Cei a rispettare i cosiddetti principi non negoziabili, quali vita, famiglia ed educazione. A ribadirlo, nel pieno della campagna elettorale italiana, è il presidente dei vescovi, il cardinale Angelo Bagnasco (…).

Peccato che non ci sia stato anche qualche richiamo ai valori della legalità, della solidarietà, della fratellanza e delle opere di carità verso il prossimo. Soprattutto, qualche parola contro mafia e corruzione.

Mi sembrano anche questi valori non negoziabili. Ma ricordandoli, forse, si davano delle vere indicazioni a tutti…

Così invece non si dice chi votare, ma si esclude chi non votare. Che i buoni cattolici si sappiano regolare: la parola d’ordine è “salvare la famiglia”…

(immagine di www.magnaromagna.it)

riflessioni a un funerale

scritto da massimo.sozzi il 12 febbraio 2008

Capita, a volte, di partecipare a funerali di persone mai conosciute, ma di cui si conosce qualche congiunto. Sono situazioni strane, si partecipa al dolore di chi ha perso la persona cara ma non si è coinvolti direttamente. E’ facile così che il pensiero si possa spostare ad osservare i tanti elementi che ruotano intorno a chi non c’è più.

Ieri mi sono trovato a pensare alla figura del sacerdote. Perchè nel paesino in cui siamo stati c’è la regola, abitudine, necessità che il rosario venga recitato solo la sera prima del funerale. Così se ti sbagli a morire di venerdì, ad esempio, il sabato è troppo presto per seppellirti, la domenica non si fa e bisogna aspettare il lunedì. Ma solo domenica sera verrà recitato un rosario per te.

Probabilmente a qualcuno non gliene fregherà nulla. Ma quando ti tocca, allora ti risenti, ti arrabbi e ti chiedi cosa ci stiano a fare la chiesa e i preti. Domanda legittima.

Ieri guardavo questo prete, non brillante, poco incisivo ma attento. Piccoli gesti, piccole attenzioni nel benedire, nell’incensare, non di corsa, non con indifferenza ma con rispetto per il morto e per il dolore dei famigliari. In contrasto con l’immagine del sacerdote che si rifiuta di recitare un rosario in più.

Mi è nata questa riflessione: ma chi aiuta il sacerdote a elaborare la sofferenza per i lutti? Perchè, diciamoci la verità, non tutti i funerali lo coinvolgeranno allo stesso modo. Tanti saranno una routine. Ma ci sarà il funerale della vecchietta che veniva sempre alla prima messa, quello del coscritto con cui sei cresciuto, quello della giovane madre i cui bambini non vanno ancora a scuola, quello del nonno dell’animatore più ribelle ma più caro…e così via, una serie di sofferenze che il sacerdote deve vivere da solo, fornendo un supporto umano e divino. E anche la routine sarà sempre contornata dalla tristezza.

Ho pensato che, forse, il non recitare un rosario in più diventa una forma di difesa, una piccola barriera per sopravvivere. Perchè, una volta tornato in canonica, il sacerdote non ha nessuno con cui condividere, con cui sfogarsi e alleggerire il peso.

ps: detto ciò, purtroppo, si sa che la pigrizia colpisce anche il clero. E se non la pigrizia, la preferenza verso altre attività più allegre.

ps 2: soluzioni se ne possono comunque inventare. Ad esempio, in un paesino prima di quello di ieri, il rosario viene guidato da una ragazzina. Non è la cosa migliore, anzi ha molti aspetti negativi in particolare, secondo me, per la ragazzina. Ma è una soluzione che permette di far incontrare e aiutare a vivere ed elaborare il lutto.

scuole private

scritto da massimo.sozzi il 18 gennaio 2008

Da più parti ho già sentito e letto questa domanda: “perchè i cattolici non fanno cadere questo governo Prodi?”.

Le risposte si possono condensare in due riflessioni. La prima è che cadendo il governo Prodi si andrebbe a delle elezioni che potrebbero riconfermare Berlusconi alla guida dell’Italia. E, anche se lui si considera unto dal Signore, non è esattamente un esempio di evangeliche virtù. E c’è ancora chi crede nel Vangelo.

La seconda non si distanzia molto dalla prima: l’idea evangelica di accoglienza dell’Uomo in quanto tale, trova, pur con notevoli limiti, più attenzione nelle forze politiche che ci stanno governando rispetto all’opposizione.

A queste due però se aggiunge un’altra, forse molto più efficace. E’ risaputo che tra i temi che stanno più a cuore alla chiesa italiana c’è la scuola privata. Ritengo che sia più che giusto in democrazia poter scegliere il tipo di educazione, culturale e morale, da dare ai propri figli. Ma penso anche che quando lo Stato offre una possibilità comune, eventuali scelte differenti debbano essere economicamente sostenute solo da chi vi aderisce.

Purtroppo però, come lo Stato sostiene i giornali che stampano copie in più da mandare al macero, così sostiene le scuole private. E tra i “grandi elettori” di queste scuole, chi ci troviamo? Leggete cosa scrive Romana Liuzzo su Panorama.it: «Dagli scranni del Parlamento o dalle poltrone dei talk-show esaltano la scuola pubblica, la celebrano come unica fonte del sapere democratico (…). Poi, però dove mandano i loro figli?». E scopriamo così che il «ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, ha fatto di tutto per inserire ad anno iniziato una delle figlie nelle splendide aule» del San Giuseppe De Merode, scuola privata, rigorosa, cattolica. Nanni Moretti, dopo aver invitato a dire “qualcosa di sinistra”, «ha iscritto il proprio bimbo in un’esclusiva scuola anglo-americana, l’Ambritt, frequentata solo da ricchi rampolli dell’alta borghesia. Idem per Claudio Velardi, ex golden boy del governo D’Alema (…). Marco Follini, neoresponsabile della comunicazione del Partito democratico, ha iscritto il proprio discendente (…) nella scuola dei fratelli salesiani in pieno centro, a Roma». Il ministro allo Sport, Giovanna Melandri «ha ritenuto adeguato l’istituto San Giuseppe di via del Casaletto (…) gestito da amorevoli suore. Istruzione a pagamento anche per Anna Finocchiaro, ex ministro per le Pari opportunità, uno dei 45 membri del comitato nazionale per il Partito democratico: le due figlie vanno in un istituto a Catania». All’elenco dei politici si aggiunge quello di giornalisti e imprenditori vicini alla sinistra: «Michele Santoro (…) Bianca Berlinguer (…) Marcello Sorgi, fino a quelli dell’ex senatore ulivista Vittorio Cecchi Gori».

E nell’attesa di trovarsi domenica mattina in Piazza San Pietro, per la già programmata festa delle scuole cattoliche, secondo voi vogliono far cadere un gruppo così sostenuto di amici?

Te Deum

scritto da massimo.sozzi il 31 dicembre 2007

Il Te Deum laudamus, più brevemente Te Deum (“noi ti lodiamo, Dio”) è un inno cristiano di origine molto antica (attorno al IV secolo). Il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento: viene anche cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell’anno appena trascorso.

Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo Sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell’assemblea dei santi.
(*)Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.

domenica, giorno del Signore

scritto da massimo.sozzi il 30 dicembre 2007

Solitamente la domenica non scrivo post, non è una regola fissa ma un piccolo proposito che mi sono dato per rendere questa giornata “diversa” dal resto della settimana!

Oggi però è l’ultima domenica dell’anno e voglio concedermi uno strappo alla regola. Anche perchè non devo scrivere molto, ma solo riportare un pezzo letto sul blog di Lizzy (che ringrazio per averlo riportato e che spero mi conceda di copiare!). E’ una piccola professione di fede che darà fastidio, ma proprio per questo dovrebbe essere letta tutto l’anno prossimo, quello dopo, quello dopo ancora e così a seguire…

La parola domenica deriva dal latino dies dominicus, cioè “giorno del Signore”. Ma chi è il Signore?

Non credo nel dio dei magistrati,
nè in quello dei generali
o delle allocuzioni patriottiche.
Non credo nel dio degli inni funebri,
o dei prologhi delle costituzioni
e degli epiloghi dei discorsi eloquenti (…)

Non credo nel dio delle feste natalizie commerciali,
nel dio delle pubblicità sgargianti.
Non credo in questo dio fatto di menzogne
fragili come la terracotta,
non credo nel dio dell’ordine stabilito
sul disordine consentito.

Il Dio della mia fede nacque in una grotta.
Era ebreo: fu perseguitato da un re straniero
e camminò errante per la Palestina.
Si faceva accompagnare da gente del popolo.

Dava pane a chi aveva fame;
luce, a chi viveva nelle tenebre;
libertà, a chi giaceva in catene;
pace, a chi invocava da Lui giustizia (…)

Il Dio della mia fede
non è altri che
il figlio di Maria,

Gesù di Nazareth.

Tutti i giorni Egli muore
crocefisso dal nostro egoismo.
Tutti i giorni Egli risorge
per la forza del nostro amore
“.

Frei Betto

(tratto da: Fr.Fernando, Fr.Ivo, Fr.Betto: “Il cantico nella fornace”, EDB, Bologna, 1981)

11 novembre: San Martino di Tours

scritto da massimo.sozzi il 11 novembre 2007

Nei miei ricordi delle elementari c’è anche la mia maestra che ci racconta la storia di San Martino, cavaliere che scende da cavallo e taglia con la spada il suo mantello, per dividerlo con un povero. Se prendete i vecchi testi scolastici non manca mai nelle pagine da leggere in novembre il racconto dell’estate di San Martino, con un caldo sole che splende simbolico a scaldare il cuore di chi ha fatto del bene. O forse non tanto simbolico, come il sole che sta rallegrando questa domenica!

Oggi a raccontare una “favola” così si rischia la denuncia. Peccato! Perchè San Martino ha ancora molto da insegnare a tutti, cristiani e non.

san Martino di Tours, vescovo (316c. – 397) (foto e notizie tratte da www.santantonio.org)

Martino, poco più che quindicenne, cavalcava, fiero della rutilante divisa di guardia imperiale, con il rosso mantello che il vento scompigliava. All’improvviso sul ciglio della strada apparve un poveraccio malvestito e tremante di freddo. A quella vista, il giovane cavaliere si fermò impietosito e, sguainata la spada, tagliò il proprio mantello in due e ne diede metà al povero. Quella notte a Martino apparve in sogno Gesù che lo ringraziava della cortesia usatagli. La leggenda racconta che a quel gesto di carità seguì un insolito mitigarsi del clima, che si perpetuò nel tempo diventando «l´estate di san Martino».

Martino era nato a Sabaria nel 316 circa, dove suo padre comandava una guarnigione posta a difesa dell’impero ai confini con l’Ungheria. Seguendo il padre, aveva trascorse la fanciullezza a Pavia, dove era venuto in contatto con il cristianesimo rimanendone affascinato. Martino chiese allora e ottenne di essere accolto nel catecumenato. A quindici anni dovette, suo malgrado, intraprendere la carriera militare nella guarnigione di Amiens. È in questo periodo che va collocato l´episodio del mantello.

Ad Amiens, nella Pasqua del 334 (a diciassette anni), Martino ricevette il battesimo. Successivamente partecipò alla campagna sul Reno con l´imperatore Costanzo, al termine della quale gli fu concesso il congedo. Libero dagli obblighi militari, si ritirò per un breve periodo a vita eremitica sull’isola di Gallinaria, sulla costa ligure e poi a Poitiers, dove il vescovo Ilario lo ordinò sacerdote offrendogli una villa a Ligugé, che egli trasformò in monastero, pensando di trascorrervi la vita in solitudine e in preghiera. Ma nel 371 morì il santo vescovo Ilario, e la città di Tours non trovò nessuno meglio di lui che potesse succedergli. E così Martino, soldato per forza, monaco per elezione, dovette fare il vescovo per dovere.

Fu un eccellente pastore. Grande evangelizzatore, convertì alla religione cristiana le tribù barbare dei galli, pacificò ariani ed eretici, resistette contro il potere civile che voleva intromettersi nelle gestioni della chiesa.

Non dimenticò neppure la vita monastica, il suo primo amore. Dopo il monastero di Ligugé, il più antico d´Europa, Martino ne fondò un altro a Marmoutier, a pochi chilometri da Tours, che divenne il primo centro di vita monastica in Francia. Morì a Candes l’8 novembre 397, fu proclamato patrono di quella nazione.

pedagogia applicata?!

scritto da massimo.sozzi il 7 novembre 2007

Da qualche settimana, su diversi giornali della zona si può leggere questo annuncio pubblico:

“SALESIANI IVREA
organizzano Stage gratuiti
di Pedagogia Applicata per insegnanti
di scuola Elementare e Media per l’inserimento
nella graduatoria delle Scuole Salesiane”.

C’è una cosa che continuo a chiedermi: perchè la scuola privata pretende i soldi pubblici pur rifiutando di sottostare alle regole della scuola pubblica?

Comunque noto con (dis)piacere che non si è persa l’abitudine di usare altisonanti termini. Ma lo stage prevede anche la sezione “assistenza al cancello” o solo il modulo “visione angolare del cortile dalla scaletta”? O solo la clausola: “dopo tre anni ingresso in cooperativa”?

1 novembre: Tutti i Santi

scritto da massimo.sozzi il 1 novembre 2007

Ieri sera, don Silvio parlava del primo novembre come della festa che unisce terra e cielo. Sul sito del Messaggero di sant’Antonio, leggiamo così:

«Oggi la Chiesa ricorda tutti i santi, che sono in numero straordinariamente grande, impossibile festeggiarli a uno a uno. Tutti insieme, allora, per dire che la santità nella Chiesa è più diffusa di quella che sembra. Ma non solo che i santi sono tanti, ma anche che siamo un popolo costituzionalmente santo, perché salvato dalla morte e risurrezione di Cristo e che dobbiamo adeguare la nostra vita a questa santità.

E’ anche un’occasione per festeggiare insieme il santo che ci è patrono e chiedergli l’aiuto per superare le difficoltà della vita, accettandola nella sua complessità con successi, eventuali sconfitte, gioie e dolori».

Buona festa e buon onomastico a tutti!

Ps: il cielo di cui ha parlato don Silvio è il luogo di residenza dei santi, non dei defunti. La commemorazione dei defunti è il 2 novembre e don Silvio, che queste cose le sa bene, non ha unito tutto in un solo calderone come troppo spesso fanno tanti suoi “colleghi”.

Cosa c’è di meglio la domenica mattina, essendo già andati a Messa il sabato sera, che dedicarsi a un test per scoprire la propria religione? Andare a fare colazione con cappuccio e brioche? Forse si, però stamattina ho letto su Pseudotecnico la recensione di un test che dovrebbe rivelare la religione giusta per te e ho deciso di provarlo.

Risultato? Al 90% cristianesimo e fin qua nessuna sorpresa (perchè manca il 10%? Forse perchè della chiesa di tanti cardinali, vescovi, suore, preti & religiosi non mi fido molto, o meglio, mi hanno fregato per benino!). E il test mi dice: “Il tuo risultato è Cristianesimo. Le tue credenze si avvicinano maggiormente a quelle del Cristianesimo. Fai qualche ricerca a riguardo e considera l’idea di diventare cristiano se non lo sei già”. Poi c’è un 70% di affinità con buddismo e confucianesimo, cosa mi rende orgoglioso anche se non so bene il perchè. Ma a seguire trovo un 60% di affinità con ebraismo e… satanismo! Che debba cominciare a preoccuparmi?!

Seriamente, l’ho fatto, mi sono divertito a fare attenzione a come le domande erano poste ma poi non saprei se puo’ essere veramente attendibile. Buona domenica!

(ps: per chi non conosce la lingua inglese e voglia tentare il test, sappia che disagree significa disaccordo e agree accordo.
psBis: per leggere ciò che c’è scritto nell’immagine, solito clik con tasto destro e visualizza immagine)

per una tv laica

scritto da massimo.sozzi il 19 ottobre 2007

E’ ora di dire basta all’interferenza della Cei nella vita pubblica italiana! Abbiamo raggiunto un livello inaccettabile per un paese civile.

Pensate che ieri sera, quasi all’ora di cena, durante il programma “Chi vuol essere milionario?” una povera fanciulla è stata costretta ad andare a casa per una domanda chiaramente imposta dal Vaticano. Qualcuno dice di aver visto addirittura Bagnasco uscire dal camerino di Gerry prima dell’inizio della trasmissione.

E nel momento clou è uscita la domanda: “qual’è l’ultimo libro della Bibbia?”. Possibili risposte: Vangelo di Luca, Apocalisse, Atti degli Apostoli, Esodo. La domanda era talmente diabolica che neanche da casa hanno potuto aiutare la poveretta. Basta, questo è veramente troppo!

Senza contare poi sto Gerry, che quasi tutte le sere ci manda di traverso il boccone con “che Dio vi benedica!”. Ma dove pensa di essere, su teleVaticano?!
Vogliamo una televisione laica e possibilmente meno impegnata!

ps: mi spiace per la concorrente, ma a sentirla rispondere “Atti degli Apostoli” e così andare a casa, ho goduto. Pensare che le sarebbe bastato qualche ricordo di catechismo. Purtroppo non mi stupirò se qualche mente “illuminata” userà le mie parole sopra. Senza ironia però!