Oggi la Consulta dovrebbe emettere la sentenza sul legittimo impedimento. Ovvero dirci se è costituzionale, o meno, la legge che permette al premier di schivare per diciotto mesi i suoi processi.

Come scrive Diego, la carta costituzionale parla chiaro e ciò a cui stiamo assistendo è solo un incasinamento delle questioni più ovvie.

Ma non date la colpa al diretto interessato: come ha più volte ribadito, non è stato lui a volere tutto ciò.

Da interpretare: se quindi la Consulta dovesse emettere la sentenza “sbagliata”, lui è comunque autorizzato, da se stesso, ad andare avanti.

Fino al referendum, che dovrebbe svolgersi in primavera, per abrogare la legge stessa. Chissà se almeno in quella occasione, gli italiani sapranno recuperare un po’ di buon senso? Speriamo…

Renzi sta con Marchionne…io no!

scritto da il 11 gennaio 2011

Matteo Renzi (PD), sindaco di Firenze, ai microfoni del Tg la7: “Io sono dalla parte di Marchionne”.

Finalmente! Il simpatico (si fa per dire) giovanotto è uscito allo scoperto e ha rivelato la sua vera natura.

E’ vero che in tanti nel PD la pensano come lui. Non c’è una linea ufficiale del partito (tanto per cambiare) ma sicuramente, tra operai e padroni, gli eredi di falce e martello non stanno dalla parte dei primi!

Perchè Renzi mi da fastidio più degli altri? Perchè continua a strizzare l’occhio ai suoi coetanei, come chi scrive: sparge veleni con proclami di rottamazione, ma non è capace a proporre un progetto per il futuro.

Mi è sempre stato antipatico perchè trasudava falsità ad ogni apparizione. Adesso ne abbiamo anche le prove.

le amnesie di Alemanno

scritto da il 18 dicembre 2010

“Sono costretto a protestare a nome della città contro le decisioni assunte dalla sezioni II e V del tribunale di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti imputati degli incidenti del giorno 14″. Gianni Alemanno, sindaco di Roma, se la prende con i magistrati.

“C’è una profonda sensazione di ingiustizia – insiste Alemanno – perché i danni provocati richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati. Non è minimizzando la gravita di certi fatti che si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città”.

L’arringa accusatoria viene da chi ha vissuto da protagonista ben altre stagioni della violenza politica. I casi in cui è rimasto impigliato l’attuale sindaco sono tre:

Novembre 1981 per aggressione di uno studente di 23 anni. (Ansa, 20/11/1981)

Nel 1982 viene fermato per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi 8 mesi di carcere a Rebibbia. (Ansa, 15/05/1988)

Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente Usa George H. W. Bush (Ansa 29 e 30/05/1989).

(da PeaceReporter)

guerriglia romana

scritto da il 15 dicembre 2010

barricate a Roma dopo la fiducia a Berlusconi

Alla fine anche questa volta ce l’ha fatta: tre voti e avanti con la fiducia.

Ma mentre alla camera si votava, ci si fischiava, qualcuno faceva anche finta di menarsi, fuori la violenza era reale: «Guerriglia urbana in pieno centro a Roma. Dopo la fiducia alla Camera è esplosa la violenza di “black block” e militanti dei centri sociali che in mattinata si erano aggregati ai cortei studenteschi. Per la capitale è stata una giornata da incubo con barricate nelle vie del centro, auto date alle fiamme e cielo oscurato dal fumo nero».

Eppure, a vedere le immagini dall’interno del palazzo, nessuno sembrava preoccuparsene. Le notizie alla corte non sono arrivate? Gli insorti alle porte della Bastiglia e i nobili tranquilli a mangiare le brioche che Maria Antonietta voleva dare ai poveri?

Strano…

Scrive Mario Calabresi: «La politica chiusa nel Palazzo consuma la resa dei conti che aspetta da mesi: grida, si insulta, si conta e poi festeggia. Fuori la città brucia. Le porte del Palazzo vengono sprangate, a separare due mondi che sembrano vivere in galassie lontane anni luce.

Le colonne di fumo, le esplosioni, il clangore degli scontri, i sampietrini che volano, i caschi, le mazze, ci parlano naturalmente del passato, ci fanno pensare agli Anni Settanta, ma non è lì che dobbiamo andare per capire. Meglio guardare a Londra, ai ragazzi che assaltano le banche, che colpiscono l’auto di Carlo e Camilla, alla Grecia dei fuochi in piazza, a tutti i giovani fuori controllo che non hanno più nessun rapporto con i partiti e le loro mediazioni ma puntano allo sfascio, convinti di avere il diritto di sfogare in piazza la rabbia per una vita che si preannuncia precaria.

Le immagini di Roma fanno spavento e raccontano in modo esemplare la distanza tra una politica rinchiusa in se stessa, nei suoi riti più deteriori, e un Paese che sbanda, si incattivisce e non ha più né sogni né una direzione. I ragazzi che giocano alla guerra col casco, la benzina, il passamontagna e i bastoni non rappresentano certo gli italiani, ma la politica dovrebbe saper guardare oltre quei fuochi per vedere una maggioranza silenziosa e sfinita che non è più nemmeno capace di illudersi.

Invece la politica si blinda, si preoccupa di costruirsi una «zona rossa» per stare al sicuro, per lasciare fuori non solo i facinorosi ma tutti gli italiani, e poi dentro litiga, sbraita, eccita gli animi e non sembra in grado di produrre alcuna soluzione».

Scrivo io: e se gli scontri fossero stati organizzati e coordinati? Fino all’ultimo si è fatta la conta dei voti: il governo si è salvato per tre voti, ma per tre voti avrebbe potuto cadere. Allora meglio organizzare un po’ di caos fuori. Così, se per caso i tre voti andavano dall’altra parte, si era autorizzati a decretare lo stato d’assedio. Si faceva intervenire la polizia, sempre fedele a chi governa. Magari gli si affiancava l’esercito. E, per sicurezza, si estendevano i provvedimenti al resto d’Italia.

Naturalmente giustificati dalle necessità di ordine pubblico. E poi…

Condivido l’opinione di Mario Calabresi: è una persona seria che, purtroppo, sa di cosa parla. Io affianco solo un’ipotesi senza fondamento.

(immagini e citazioni da laStampa.it)

cade o non cade?

scritto da il 14 dicembre 2010

Oggi cadrà il governo? Oppure no?

Sorvoliamo sui ridicoli richiami al senso di responsabilità lanciati da Berlusconi e i suoi: se chi siede in parlamento avesse un minimo senso di responsabilità, lui sarebbe già a casa da un po’…se non direttamente a San Vittore.

Cadrà? Forse alla camera, ma non al senato, dove Fli (il partito di Fini), vigliaccamente sembra volersi astenere.

O forse, alla fine, qualcuno all’interno dello stesso Pdl, o della Lega, voterà in modo non allineato. E così cadrà.

Ammesso che cada, sapranno cambiare la legge elettorale e, cosa di cui nessuno parla più, varare finalmente la legge sul conflitto di interessi?

Se cadrà o meno, lo scopriremo tra qualche ora.

Sul cambiare le cose, sappiamo già da ora la risposta: NO.

la camera chiude

scritto da il 2 dicembre 2010

Gli operai della Fiat dovranno lavorare 365 giorni all’anno.

Gli operai delle cooperative, in tanti casi, già lo fanno.

La camera dei deputati chiude per una settimana, perchè il 14 dicembre i parlamentari dovranno votare la fiducia.

E’ una cosa faticosa, bisogna che si preparino adeguatamente.

Mah…

Forse è davvero ora di fare pulizia…

il male della sinistra

scritto da il 16 novembre 2010

Io ho sempre pensato che Berlusconi è ancora libero e al potere solo perchè è amico con D’Alema…e viceversa.

«In un clima del genere, la loro unica speranza di sopravvivenza è la dissociazione da se stessi. Fassino potrebbe fare il sindaco di Torino solo se Fassino gli togliesse pubblicamente il suo appoggio. E per ottenere l’investitura a candidato premier, Bersani dovrà mettere molto bene in chiaro che lui e D’Alema sostengono Vendola» (da “Nun te reggae più” di Gramellini).

un manifesto che piace

scritto da il 8 novembre 2010

Ognuno la pensi come vuole, ma a me il manifesto di Futuro e Libertà piace.

Le perplessità non mancano, visto che per vent’anni hanno permesso a Berlusconi di vincere.

Però, se ieri non fossero stati alleati, oggi (o domani, o magari mai) non potrebbero farlo cadere. E restano davvero la nostra unica speranza, visto che dall’altra parte, proprio non sono capaci di farlo…

«Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante ed accogliente; una Nazione di cittadini liberi, che credono nell’etica della responsabilità.

Noi vogliamo un’Italia in cui i cittadini che fanno il loro dovere godano di diritti certi, garantiti da uno Stato più efficiente e meno invadente, senza burocrazia e clientele.

Un’Italia protagonista e competitiva nel mondo, aperta al mercato e alla concorrenza.

Un’Italia intransigente contro la corruzione e contro tutte le mafie, che promuova la legalità, l’etica pubblica e il senso civico.

Un’Italia del merito, senza privilegi, caste e rendite di posizione, dove tutti abbiano uguali opportunità e vengano premiati i più capaci.

Un’Italia solidale, attenta ai più deboli e agli anziani, fondata sulla sussidiarietà, che valorizzi l’associazionismo e il volontariato.

Un’Italia rispettosa della dignità di ogni persona, cosciente della funzione educativa e sociale della famiglia, garante dei diritti civili di ognuno.

Un’Italia che difenda e valorizzi l’ambiente, il paesaggio, le bellezze naturali, il suo straordinario patrimonio culturale e storico.

Un’Italia che rimetta in moto lo sviluppo economico puntando sulle imprese, sui giovani e sulle donne, sull’economia verde, sullo sviluppo della rete, un’Italia che produca più ricchezza e garantisca una maggiore qualità della vita.

Un’Italia che investa nella cultura, nella formazione e nella ricerca, nella scuola e nell’università: un’Italia che promuova l’innovazione, le infrastrutture immateriali e dove arte, cinema, musica e teatro siano motore della crescita.

Un’Italia severa con chi vìola le leggi, attenta alla sicurezza dei cittadini; un’Italia con un fisco equo, che sanzioni l’abusivismo e l’evasione fiscale, che combatta parassiti e furbi e premi la dignità del lavoro.

Un’Italia in cui la politica non sia solo scontro e propaganda, ma si ispiri a valori e programmi per garantire l’interesse nazionale e il bene comune.

Un’Italia che abbia un futuro di libertà.

La nostra Italia».

L’Italia è fuori dal mondiale. C’è di peggio.

4 anni fa abbiamo vinto. Oggi non superiamo la prima fase. C’è di peggio.

Anzi, francamente trovo ridicoli e leggermente fastidiosi i commenti conditi di insulti (o forse è più vero il contrario) che stanno intasando facebook.

Perchè la gente non si scalda così tanto di fronte a situazioni che davvero lo richiederebbero?

C’è di peggio!

C’è la sedicesima assegnazione del premio intitolato a Ilaria Alpi, uccisa insieme a Miran Hrovatin, di cui nessuno parla. Nessuno parla più di Ilaria, nessuno parla più dello schifo accaduto in Somalia. Nessuno parla più: perchè il telegiornale deve durare al massimo 10 minuti!

C’è un tizio sotto processo che viene fatto ministro, Aldo Brancher: fatto ministro per scansare la giustizia.

Eppure, di fronte a queste cose, nessuno si lamenta.

Volete sapere come la penso? 4 anni fa si diceva: il paese che vince i mondiali vedrà crescere notevolmente la sua economia… visto com’è andata, sono contento di evitare il rischio della vittoria!

E’ così incredibile?

scritto da il 16 giugno 2010

- 120 ore di straordinario obbligatorio (40 nel CCNL);
- deroghe dalla legge, che garantisce pause e riposi in caso di lavoro a turno;
- riduzione delle pause dagli attuali 40 minuti a 30 per ogni turno;
- possibilità di straordinario nella mezz’ora di pausa mensa per i turnisti;
- sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali, che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che vi aderiscono, fino al licenziamento;
- facoltà di non applicare le norme del CCNL, che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa (da iriospark).

Vi sembra così “incredibile che ci sia un no” a un accordo di questo tipo, come sostiene Miss Marcegaglia?

E’ così “straordinario”? E’ la “rivincita dei riformisti”? E dov’è tutta questa “convenienza”?

Oh, come chiosa il trio Brunetta-Sacconi-Tremonti!

Senza parlare di chi ha firmato e accettato…tanto poi non sono loro a doverci sottostare. Evitiamo poi di chiederci quale rappresentatività numerica hanno i sindacati che si sono messi a 90…

Concludiamo ancora con Miss Marcegaglia: ““davanti ad una azienda che va contro la storia, prende produzioni dalla Polonia e le riporta in Italia” SBAGLIATO! La frase giusta è: “fa diventare l’Italia la nuova Polonia”…

legge bavaglio

scritto da il 11 giugno 2010

Il Buongiorno di Gramellini oggi esce in bianco, per abituarsi a quando la legge sulle intercettazioni impedirà di affrontare gli argomenti che nutrono da sempre i corsivi di satira e di costume.

In bianco è anche la prima pagina di Repubblica.

La Repubblica Italiana invece dovrebbe essere in nero: per lutto.

Italiani, popolo di ignoranti! Tutti a disquisire intorno alla proposta rilanciata dalla Gelmini, che ricordiamo essere ministra della regia monarchia di Arcore: riprendere la scuola a ottobre così da allungare il tempo per il turismo.

E si levano cori: nonni che ricordano come loro tornassero a scuola sempre il 1 ottobre, mamme che chiosano domandosi dove parcheggeranno i figli, padri che…piangono solitari mourinho e aspettano i mondiali.

Italiani, popolo di ignoranti! Aveste fatto più attenzione alle lezioni di letteratura, ora non sareste a perdere tempo in inutili considerazioni!

Perchè la natura della proposta risiede tutta nella Divina Commedia del padre Dante: «Così s’osserva in me lo contrapasso».

La legge del contrappasso: cari ragazzi, fate pure tanta vacanza oggi. Tanto di ferie, domani, non ne farete più di due settimane.

Sempre che troviate un lavoro, perchè senza non sarete mai in ferie ma disoccupati.

NB: nel concreto, il problema di chi guarderà i bambini a casa, considerato il numero di disoccupati e cassaintegrati, mi pare che sia il meno. Piuttosto vorrei sapere chi riuscirà ad andare in ferie. Ma questo potrebbero spiegarcelo le due esperte: Gelmini & Brambilla, premiata ditta, già fornicatrice della real casa…ops!

Vi ricordate lo sbarco del padrone di Arcore su Facebook di qualche settimana addietro?

No. Poco male: non era niente di interessante.

Anche perchè da quelle parti, di Internet (e non solo di Internet) ne capiscono veramente poco…anzi, direi proprio nulla!

E così possiamo sentire Google diventare “gogol”: lallazioni da bambini, beatamente ignoranti ed etero centrati.

Volete sentire? Vi dobbiamo avvertire che il tono di voce è da voltastomaco: laStampa.it (oppure da qui)..

Suvvia, può capitare a tutti di sbagliare. Non si tratta invece di un errore la “Bozza definitiva” di “Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete Internet” presentata lo scorso 12 maggio dal Ministro degli Interni Maroni ed dal Viceministro alle Comunicazioni Romani agli operatori Internet.

Scrivono Paolo De Andreis e poi Guido Scorza:

«Non si possono spezzare le reni alla libertà di espressione affrontandola frontalmente come fosse una spedizione militare, la debacle è pressoché sicura. Tocca circumnavigare con pazienza il suo nocciolo, saltellare tra casi di cronaca, presunta sacralità della privacy e discutibili decisioni della magistratura per definirne un perimetro che appaia ragionevole. Da qui la decisione di Maroni di presentare, come già i Governi nostrani han provato a fare altre tre volte in cinque anni, un codice di auto-regolamentazione dei servizi Internet. Con una novità: questa volta si invita chiunque operi su Internet a cancellare tutto quello che ritenga ledere “la dignità umana”, locuzione che nella migliore tradizione dell’ambiguità giuridica italiana non ha alcun significato. Il tutto sulla sola base di una “opportuna segnalazione” e non di un provvedimento della magistratura».

«Si tratta della prosecuzione dell’iniziativa già lanciata, nel dicembre dello scorso anno, dal Ministro Maroni, a seguito dei fatti di Piazza del Duomo a Milano:(…) c’è da chiedersi quale sia il senso di dettare regole speciali per la “Rete italiana”, mentre il resto d’Europa e del mondo prosegue sulla sua strada. (…) non si può non rilevare che è una curiosa forma di “autoregolamentazione” quella che sta andando in scena nel nostro Paese: due Ministri della Repubblica predispongono una “bozza definitiva” di codice e la “propongono” agli operatori, auspicandone una rapida – un mese al massimo – adozione. A mia memoria è la prima volta che l’autoregolamentazione di un settore vede la luce da una penna di Palazzo Chigi!».

Così ci viene il dubbio che “gogol” non sia stato uno sbaglio, ma una scelta precisa: il Governo, nella persona del suo padrone, di Internet non ne capisce nulla, dormite perciò sonni tranquilli…illusi!

Scajola: perchè ti dimetti?

scritto da il 5 maggio 2010

Tutti a stupirsi e a domandarsi il perchè Scajola si è dimesso.

Tutti a dire: ma non è indagato, perchè lo fa?

Eppure è così semplice: risiede proprio nel non essere indagato il motivo delle sue dimissioni.

Perchè se non è neanche indagato, non ha bisogno dell’immunità!

Magari è meglio lasciare il posto a qualcuno più a rischio!

Poi si potrebbe aggiungere che il “non sapevo” è quantomeno ridicolo, ma anche che Scajola non è nuovo a dimissioni, come scrive Leonardo: vi ricordate chi era ministro dell’Interno durante il G8 di Genova?

Il rogo di Gomorra

scritto da il 17 aprile 2010

di Massimo Gramellini

Sono d’accordo con l’Amato Premier. La mafia italiana è appena la sesta nel mondo (il prossimo anno non parteciperà neanche alla Champions), la sua fama è tutta colpa di «Gomorra». Che in realtà parla di camorra ed è pubblicato dalla casa editrice dell’Amato. Ma sono quisquilie. Piuttosto: perché fermarsi a Saviano, dico io. Si chiami il ministro fuochista Calderoli e gli si commissioni un bel falò per buttarci dentro altri libri disfattisti. Comincerei dai «Promessi sposi»: tutti quei bravacci e signorotti arroganti, che agli stranieri suggeriscono l’immagine fasulla di un Paese senza regole, dove la prepotenza e la furbizia prevalgono sul diritto. E «Il fu Mattia Pascal»? Vogliamo continuare a diffondere la favola negativa dell’uomo che cerca un legittimo impedimento per potersi fare i fatti suoi? Nel fuoco, insieme con «La coscienza di Zeno», un inetto che non riesce nemmeno a liberarsi del vizio del fumo, quanto di più diseducativo per una gioventù che ha bisogno di modelli positivi come il vincitore di «Amici».

Porrei quindi rimedio alla leggerezza sconsiderata del «Gattopardo». «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Hai trovato la formula segreta del potere e la spiattelli in giro così? In America nessun romanzo ha mai raccontato la ricetta della Coca-Cola. Nel fuoco anche Tomasi di Lampedusa: con quel cognome da nobile sarà di sicuro comunista. E poi «Il nome della rosa». Morti e sesso torbido in un monastero. Di questi tempi! Il nome della Rosa è Pantera. Il resto al rogo. Su con quelle fiamme e linea alla pubblicità.