Camillo Olivetti di Laura Curino

scritto da il 18 novembre 2008

Non c’era solo Vittorio Pasteris domenica sera alle Officine H! C’eravamo anche noi, forse anche qualche posto più avanti del 300. C’erano tante persone…

E Laura Curino ci ha regalato un’interpretazione davvero emozionante

C’erano tante persone in piedi ad applaudirla.

Grazie Signora Curino!

Grazie Camillo!

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29 ottobre 1908

scritto da il 29 ottobre 2008

«Una buona storia non stanca mai. Hai voglia di riascoltarla(…).

Giusto cento anni fa, esattamente il 29 ottobre del 1908, Camillo Olivetti espose sul tetto il cartello “Prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere”, suscitando la disapprovazione dei suoi concittadini: “L’Olivetti ha fatto il passo più lungo della gamba! Che idea strampalata! Non funzionerà…”. E invece quello fu il nucleo di quel fenomeno straordinario che è stata la cultura Olivetti: fabbriche belle, integrate nella bellezza del luogo dove sorgevano, che creavano macchine utili, ma anche belle, che producevano utili sostanziosi, ma anche innovazione, secondo una filosofia che poneva al centro del processo produttivo la persona e non il profitto.

Tutto è partito da Ivrea ma si è proiettato in tutto il mondo(…)».

di Laura Curino su To.7 n°997

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Ieri sera c’è stato un incontro molto interessante con il Professor Campanini, sul tema di Adriano Olivetti e il Comunitarismo. Due ore che sono volate ma che hanno lasciato un bel pò di materiale.

Riportare tutto sarebbe impossibile, ma ci posso provare almeno con le conclusioni. Che sono state due:

1) evitando di fare amarcord, come ha giustamente sottolineato il Vescovo Miglio, ma ricordando e riconoscendo che Olivetti è stato l’unico imprenditore di una grande azienda capace di portare l’idea di Comunitarismo nella sua impresa, bisogna prendere atto che una parte del messaggio di Adriano Olivetti oggi non è più riproponibile. Sono troppo cambiate le realtà lavorative e aziendali.

2) oggi ci troviamo di fronte a una realtà che ha privilegiato la felicità individualistica a scapito di qualsiasi aspetto comunitario. Una felicità che però si rivela molto limitata. Che porta a sacrificare, a cedere le soddisfazioni in campo sociale, professionale per piccole autogratificazioni, come una partita in tv. Sembra che di questa situazione ci sia chi se ne avvantaggi e, quindi, si può dire che ci troviamo di fronte a un “disordine strutturato” della società. Per reagire e cambiare questa situazione, il messaggio e lo spirito del Comunitarismo di Adriano Olivetti continua ad essere molto valido. Ed è nostro compito recuperarlo, a rischio dell’idealismo. Che, comunque, in dosi controllate non può che fare del bene!

Se per qualcuno il concetto di comunità fosse sconosciuto, vi rimando alle parole, anche se non citate ieri sera, di Amerio: «il concetto di “comunità” designa un collettivo molto unito (spesso delimitato territorialmente e umanamente in uno “spazio locale” definito) i cui membri, intensamente partecipando di questo sentimento unitario, orientano il loro agire non solo, e non tanto, in funzione del loro interesse particolare quanto di quello comune. Anche per questo motivo i rapporti che intrattengono tra loro sono improntati non a ragini meramente utilitaristiche ma alla reciproca comprensione, al piacere della relazione in sé anche sul piano affettivo, al mutuo aiuto ove necessario: con questo favorendo i processi di auto ed etero identificazione» (Amerio P. (2004) Problemi umani in comunità di massa, Einaudi, pag. 3).

Venerdì prossimo, 10 ottobre, presso l’Oratorio San Giuseppe di Ivrea ci sarà l’ultimo incontro del Convegno.

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HISTORY Duel

scritto da il 14 giugno 2008

Si presentano così le due serate di spettacolo:

“Abbiamo immaginato il vero cuore di Ivrea, via Jervis, chiuso al traffico per due sere. Abbiamo scelto filmati, spot, cartoni, documentari che raccontano la storia industriale di Torino e Ivrea, di Fiat e Olivetti… Abbiamo messo a confronto due modelli di sviluppo. Abbiamo scelto dei grandi musicisti. Abbiamo chiesto loro di venire a Ivrea, a eseguire dal vivo una colonna sonora di questi filmati.

Poi però abbiamo chiesto loro di sfidarsi e… hanno accettato!

Il 13 e 14 giugno, due grandi storie, bellissime immagini, otto artisti e una strada speciale.

E sarà il pubblico a decretare il vincitore”.

Ieri sera c’è stata la prima serata dedicata alla Fiat, stasera, 14 giugno, in gara c’è l’Olivetti: “1950, Ivrea: uno splendido sogno in bianco e nero”.

Sito ufficiale: www.pubblico-08.it

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