Profumo? Io sento solo puzza…

scritto da il 27 settembre 2012

E’ più facile organizzare una lotteria o sistemare la burocrazia della scuola italiana?

Il vostro stesso pensiero lo ha avuto l’ex magnifico rettore Profumo. E così ha dato il via al concorso per la scuola, assente dalle scene dal lontano 1999.

Peccato che alcuni vincitori di quel concorso siano ancora senza posto fisso. Peccato che ci siano vincitori del concorso 1992 ancora senza assunzione.

Ma vuoi mettere che ritorno di immagine?

Caro Profumo, ho da farti qualche domanda:

– perchè le competenze di informatica si basano su word ed excel? Quelli sono applicativi a pagamento, le domande le devi fare su software libero. Se non sbaglio, oltre al buon senso, lo impone la legge.

– invece di perdere tempo a organizzare ‘sta buffonata, non sarebbe utile riformare il sistema scolastico in modo tale che a luglio le classi e gli insegnanti siano definiti?

– infine, mi spieghi perchè uno che vinmcerà il concorso per una botta di culo (e non voglio pensare che sia invece un calcio in culo…) potrà passare davanti a persone che vengono sfruttate da anni dallo stato, con infiniti contratti a tempo determinato che nel privato obbligherebbero all’assunzione?

Profumo? Io sento solo puzza di mer…

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«La settimana bianca è sempre stata un cavallo di battaglia dell’esponente della giunta Cota. Così ieri il suo staff si è presentato alla Conferenza regionale per il diritto allo studio e ha presentato a sindacati, scuole e famiglie un calendario scolastico per certi versi rivoluzionario. (…) una novità: una settimana di riposo “extra”, tra il 12 e il 18 marzo, che le famiglie potranno sfruttare come vogliono, per esempio facendo una settimana bianca. (…) Ieri l’assessore all’Istruzione non era presente alla conferenza (…)» (da Repubblica.it).

Ma come, assessore Cirio, il tuo staff presenta una rivoluzione e tu non ci sei? Mica avevi paura delle domande?

Perchè io avrei voluto chiederti questo: gli insegnanti potranno fare questa settimana bianca? Così, tanto per sapere…

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Italiani, popolo di ignoranti! Tutti a disquisire intorno alla proposta rilanciata dalla Gelmini, che ricordiamo essere ministra della regia monarchia di Arcore: riprendere la scuola a ottobre così da allungare il tempo per il turismo.

E si levano cori: nonni che ricordano come loro tornassero a scuola sempre il 1 ottobre, mamme che chiosano domandosi dove parcheggeranno i figli, padri che…piangono solitari mourinho e aspettano i mondiali.

Italiani, popolo di ignoranti! Aveste fatto più attenzione alle lezioni di letteratura, ora non sareste a perdere tempo in inutili considerazioni!

Perchè la natura della proposta risiede tutta nella Divina Commedia del padre Dante: «Così s’osserva in me lo contrapasso».

La legge del contrappasso: cari ragazzi, fate pure tanta vacanza oggi. Tanto di ferie, domani, non ne farete più di due settimane.

Sempre che troviate un lavoro, perchè senza non sarete mai in ferie ma disoccupati.

NB: nel concreto, il problema di chi guarderà i bambini a casa, considerato il numero di disoccupati e cassaintegrati, mi pare che sia il meno. Piuttosto vorrei sapere chi riuscirà ad andare in ferie. Ma questo potrebbero spiegarcelo le due esperte: Gelmini & Brambilla, premiata ditta, già fornicatrice della real casa…ops!

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30 per cento

scritto da il 8 gennaio 2010

Da LaStampa.it: «Dal prossimo anno scolastico scatterà il tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi. Lo prevede una nota inviata dal ministero dell’Istruzione a tutte le scuole».

E il motivo? «Stabilire un tetto – ha spiegato Mariastella Gelmini – è un modo utile per favorire l’integrazione, perchè grazie a questo limite si evita la formazione di “classi ghetto?? con soli alunni stranieri».

Ottimo! E per chi non rientra nel 30%? Una cinquantina di anni fa avevano inventato un’alternativa al ghetto: non è che qualcuno ha deciso che si possono riaccendere?!

Paradossi a parte, con quale coraggio il ministro della (d)istruzione sostiene che «I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo»? Al massimo ne accoglie il 30%, preferibilmente belli, puliti, ricchi e intelligenti. Magari intelligenti non è il caso, se no poi da grandi non votano PdL.

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ricomincia la scuola

scritto da il 14 settembre 2009

Oggi non c’è giornale, telegiornale, pseudo-organo-di-informazione che oggi non ci dedichi almeno un terzo del suo spazio: ricomincia la scuola!

E così possiamo sapere che il ministro Gelmini ha una precisa missione: lavorare nei prossimi anni per eliminare i precari.

Io ho pensato: speriamo che per te non ci siano prossimi anni.

Federica ha detto: eliminarli? Che cosa vorrà dire?!

Avrei due domande da fare:

1- chi sono questi precari? Perchè non ci sono solo coloro che prendono le supplenze annuali, ci sono anche tutti quegli insegnanti che di settimana in settimana corrono a coprire supplenze brevi. E ho la sensazione che di loro non si parli.

2- visto che ce ne sono troppi, avete pensato, se non di bloccare, almeno di calmierare il numero di coloro che intraprendono questa strada (verso la rovina)?

Buon anno scolastico…

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smentita?

scritto da il 25 ottobre 2008

Mi avevano fatto schifo le parole di Berlusconi in conferenza stampa di mercoledì. Le avevo riportate in un post. Ma sono finiti i tempi dei “cavalieri” senza paura. E così è arrivata la smentita:

«”Non ho mai detto nè pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Pechino torna sulle polemiche suscitate dalle sue parole di ieri» (da www.rainews24.rai.it).

Mai detto? Valutate voi…

ps: a Mariella Venditti bisognerebbe dare un premio! Che donna!

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Italia 1977: gli studenti protestano, lo stato schiera le forze dell’ordine. L’11 marzo muore Francesco Lorusso. Il 12 maggio Giorgiana Masi.

Cina 1989: gli studenti protestano in piazza Tian’anmen, lo stato schiera l’esercito e ordina di aprire il fuoco. La Croce Rossa riferì 2600 morti e 30.000 feriti.

Italia, Roma oggi, 22 ottobre 2008: gli studenti protestano. Silvio Berlusconi dice: “Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare. (…) Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere” (da Repubblica.it).

La Storia, tristemente, si ripete.

Io concordo con Valentina e mi chiedo: perchè non possiamo scioperare tutti?

emergenza scuola

scritto da il 15 ottobre 2008

Riprendo una bella lettera aperta di Lorenza (contaminazioni), ma prima ci aggiungo qualche parola mia: non sono mai stato molto a favore degli scioperi della scuola, in cui, molto spesso, venivano spediti in piazza gli studenti a manifestare per cose che non li toccavano direttamente.

Ma oggi è diverso. Oggi la situazione è grave, tremendamente grave. E prima che ci tolgano anche questo diritto, come sta ventilando un certo Sacconi, bisognerebbe scendere in piazza e scioperare.

Come dice mia mamma, chi protesta per la scuola non ha l’impatto dei camionisti. E difficilmente riuscirà ad ottenere qualcosa, visto anche che sindacati e opposizione non sembrano dare una mano (forse fa comodo anche a loro questa riforma?!).

Dobbiamo aiutare noi. Tutti. Tutti per la scuola. Tutti contro chi vuole distruggerla perchè fa troppo comodo creare una generazione di ignoranti. Tutti perchè senza la scuola non c’è futuro.

Vi lascio con la lettera di Lorenza, un po’ lunga ma vale la pena leggerla:

«Caro Ministro Gelmini,
ieri a San Patrignano la sua espressione era tesa. Una ruga solcava la sua fronte, lo sguardo era serio dietro alle lenti. Si è detta dispiaciuta per le manifestazioni: “Ho visto alcuni insulti – ha commentato – addirittura alcuni episodi di violenza che mi hanno molto rammaricato. Rispetto le opinioni diverse ma credo che oggi il Paese abbia bisogno di uno sforzo comune, di una grande responsabilità per migliorare la scuola”. Io credo al suo rammarico, sono sincera. L’hanno piazzata, Dio solo sa per quali meriti o competenze, a capo di uno dei Ministeri più spinosi, probabilmente senza avvertirla delle difficoltà del compito che l’attendeva. Come molti, presumo che lei avesse le sue ideuzze benpensanti sulla crisi della scuola italiana. Poi è arrivata l’estate, e sono arrivate le sue molte apparizioni televisive sugli argomenti più disparati. Nessuno la incalzava seriamente. Sui giornali si discettava amabilmente di grembiulini e divise. Del resto parlavano in pochi e a voce bassa. Deve aver pensato che la faccenda, tutto sommato, fosse semplice.

Dica la verità. Convinta che la scuola italiana fosse sostanzialmente quella descritta dai video su YouTube e che i docenti fossero una manica di incapaci ormai privi di qualunque forma di dignità, pagliacci in ginocchio davanti al bullismo di ragazzini esagitati, deve aver pensato che rimettere a posto le cose non fosse un compito poi così gravoso. lei ha visto troppa televisione, davvero. Ho avuto la netta impressione che non si attendesse la reazione autunnale. Può essere che non se l’aspettasse nemmeno l’opposizione, peraltro, come sempre tiepida e incerta. Gli organi di informazione, poi, continuano a far finta di niente. Lei ha l’aria di una che cada dalle nuvole. Una che non si aspettava di essere contestata, perché in fondo credeva di essere considerata simpatica, rassicurante e diligente

Vede, MInistro, la sua ingenuità mi sorprende. Chiede collaborazione. Chiede responsabilità. Chiede di non andare a protestare in piazza. Insinua che chi protesta sia a favore della conservazione e di interessi corporativi. Non è così. La verità è che i docenti sono stanchi del gioco al massacro che è stato perpretato alle loro spalle senza mai, sottolineo mai, coinvolgerli davvero nella discussione. Anche in questo caso: quale collaborazione ci può essere se il cosiddetto “decreto Gelmini” viene fatto passare di forza a colpi di fiducia? E’ sicura di aver misurato per intero l’abisso di insoddisfazione, frustrazione, incertezza in cui versa la scuola? Crede davvero che sventolando sulla faccia degli insegnanti l’ipotetica gratificazione di quattro soldi in più se solo si comportano bene, i professori, in particolar modo quelli più preparati e motivati, si lascino menare per il naso? Crede sul serio che il siparietto del 2 ottobre sull’innovazione tecnologica e sulle fantomatiche LIM ci convinca che stiamo andando in direzione di un fulgido destino pedagogico? Crede che non sappiamo in che cosa consista il nostro lavoro, che non conosciamo e non sappiamo interpretare le valutazioni internazionali, che possiamo davvero credere che insegnare in classi di trenta o più alunni significhi innalzare il livello dell’educazione?

Senta, MInistro. Io ho quarantasette anni e insegno da quando ne avevo ventidue. Sono entrata di ruolo quando avevo venticinque anni e per concorso (mi scusi la punzecchiatura: non sono andata a cercarmi la sede più facile per passare l’esame). I miei primi alunni hanno quasi la mia età. Figlia di una maestra elementare, ho respirato aria di scuola da quando sono nata. Durante gli anni, ho sempre studiato, letto, mi sono sforzata di aggiornarmi, per lo più a mie spese. Ma non voglio fare di me stessa un ritratto agiografico: non sono “santa Prof”. Sono una che ha sempre considerato il suo mestiere un privilegio e non per le lunghe vacanze estive o perché si lavora poco: è che insegnare mi piace, mi piace proprio, mi tiene sveglia, è una sfida continua alla mia capacità di cambiare, innovarmi, esplorare insieme ai miei ragazzi strade impensate, le strade della cultura e del pensiero. Di sbagli ne ho fatti tanti, è ovvio, e qualche volta ho saputo riparare, spesso non ne sono stata capace. Lei pensa che la prospettiva di qualche euro in più possa farmi effetto? O possa fare effetto a tutti coloro (e sono tanti) che comunque hanno sempre compiuto il loro dovere nei limiti delle loro attitudini e capacità? O sia capace di trasformare un incompetente fannullone (perché sì, esistono, e chi lo nega?) in un mago della didattica?

Lasci che sia io, MInistro, a darle un consiglio. Studi, si informi, si aggiorni. Lasci perdere i grembiulini e le trasmissioni televisive dove la gratificano con un mazzo di fiori e la canzoncina di Vasco Rossi, com’è successo domenica scorsa. Venga a parlare con gli insegnanti e gli studenti, quelli veri, non quelli addomesticati dal conformismo e dai luoghi comuni.. Affronti la piazza, anche se non le è amica. Ascolti le nostre ragioni. Si svincoli dalla pericolosa tutela di Tremonti e Brunetta. Dimostri la sua buona fede e il suo carattere, se li ha davvero. Accetti il confronto e sia disposta a difendere davvero la scuola nei fatti e non a parole (quelle nobili parole che ha speso nel discorso di inaugurazione dell’anno scolastico).

Perché noi di belle parole non ne possiamo più. E non le faremo sconti».

Bossi VS Gelmini

scritto da il 8 settembre 2008

«Per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro, essere stato insegnante, aver sentito l’odore della polvere» (da laStampa.it).

Possibile che nel governo, l’unico che dica cose sensate sia questo pover’uomo?! Povera Italia e poveri noi!

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periodo di salvaguardia

scritto da il 11 luglio 2008

Penso che sia necessario approvare al più presto una legge per la salvaguardia della salute pubblica.

Perchè, neanche a metà luglio, entrare al Carrefour e vedere il banchetto dei diari scolastici o aprire la pubblicità della Coop e leggere le offerte “speciale scuola”, è davvero un colpo troppo basso! Anche per chi, come chi scrive, la scuola da diario l’ha finita da un pezzo!!!

Una legge al più presto: “vietato pubblicizzare e vendere materiale scolastico prima del 20 di agosto (o anche 25)”.

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