tre storie da mal di pancia

scritto da massimo.sozzi il 5 marzo 2010

Quando le cose le scrivono bene gli altri, non resta che copiare e attribuire la paternità.

Tre storie è il post che trovate qui sotto, scritto da don Diego. Il mal di pancia è il mio quando ho visto, prima di leggere il post, la storiella dell’imprenditore.

«– Un imprenditore che rischia di perdere tutto quello che ha per permettere al figlioletto di frequentare la figlioletta del dipendente.
- Due amiche e una convince l’altra ad una vita di inferno per riaprire l’asilo dove sono cresciute.
- Un ricercatore affermato all’estero che per nostalgia degli spaghetti torna in Italia per un progetto precario. Dimostrando che solo i cervelli davvero fuggono e non tornano.
Tre storie che vengono sparate in onda negli spazi pubblicitari e che hanno quella nota di poesia e quel tono di speranza di cui forse abbiamo bisogno.
Peccato però che alla fine non appaia il logo di Pubblicità Progresso, che magari le giustificherebbe con tutto quel miele in sovrappiù; ma quello di una banca che ha per motto: “sempre al tuo fianco”.
Con la pistola alla fronte?».

«Fred Buscaglione, popolare cantante di musica leggera è morto stamani a Roma, in un pauroso incidente stradale alle sei e venti, all’incrocio di via Rossini con via Paisiello». Così apriva il giornale radio, la mattina del 3 febbraio 1960 (Barbonaglia et al.).

Ricorrono quest’anno i 50 anni dalla morte di Fred Buscaglione (Torino, 23 novembre 1921 – Roma, 3 febbraio 1960). Sono sue canzoni come: Buonasera (Signorina), Che Bambola!, Che Notte!, Come Pagliaccio, Eri Piccola Così, Guarda Che Luna, Il Dritto Di Chicago, Love In Portofino, Teresa, Non Sparare!, Voglio Scoprir l’America, Whisky Facile e tante altre!

Torino ricorda Fred Buscaglione from Massimo Sozzi on Vimeo.

Una fine precoce e ingiusta per Ferdinando, detto “Fred dal whisky facile”, figlio di un imbianchino di Torino, l’uomo che Giuseppe Marotta aveva definito “fenomeno trionfante del circo della vita”. Nel Roxy Bar di Vasco e in Certe notti di Ligabue c’è qualcosa di lui (Innocenti).

La sua Torino lo ha ricordato con il Festival Sotto il cielo di Fred.

il Generale e gli Abbà

scritto da massimo.sozzi il 4 febbraio 2010

Storico Carnevale di Ivrea: altro video, sulla prima domenica degli Abbà, in cui il Generale si presenta per la prima volta in divisa.

Ivrea: prima domenica degli Abba’ e Generale from Massimo Sozzi on Vimeo.

Storico Carnevale d’Ivrea

scritto da massimo.sozzi il 4 febbraio 2010

In attesa del Carnevale, sbirciamo cosa dicono di noi…

Carnevale d’Ivrea from Massimo Sozzi on Vimeo.

No, Craxi no!!! parte 2

scritto da massimo.sozzi il 15 gennaio 2010

Alla fine la via a Craxi verrà dedicata, magari anche un corso, un giardino, una tangenziale…no, quella sarebbe superflua!

E nessuno si opporrà seriamente. Nessuno. Neanche i “duri & puri” che si svegliano al mattino presto per impedire che vengano intitolate vie ad Almirante. Per Craxi resteranno a dormire tranquilli…

Ma perchè?

Non vi ricordate? Andate a leggere su wikipedia:«Bettino Craxi morì il 19 gennaio del 2000 per un arresto cardiaco. L’allora presidente del Consiglio e leader dei Democratici di Sinistra Massimo D’Alema propose le esequie di Stato».

Mi sembra chiaro: la destra propone e la sinistra non si oppone. Ecco il concetto di democrazia secondo i nostri politici!

Io a questo non ci sto e ripeto: no, Craxi no!!!

Ma torniamo a qualche riga sopra: non vi ricordate di D’Alema? Allora fanno ancora più paura le parole della Moratti: «la storia, come dire, è il fondamento della libertà del popolo; la memoria è un’altra cosa: è un po’ l’anima del popolo. E a volte ci può essere come il rischio che la storia e la memoria non stiano insieme».

La punteggiatura l’ho messa io per facilitare la lettura. L’originale lo trovate nel video che segue. Dopo averlo visto, provate a riflettere: dopo 10 anni è davvero possibile che storia e memoria siano così lontane? O forse si vuole manipolare la storia per cancellarci del tutto la memoria?

No, Craxi no!!!

scritto da massimo.sozzi il 14 gennaio 2010

Intitolargli una via per “superare le divisioni” è la proposta di Letizia Moratti. E per fortuna che non fa più il ministro della pubblica istruzione, altrimenti potremmo trovarci a studiare Caligola come esempio di politica ecologicamente impegnata!

Ma Alessandria riesce a battere Milano! Scrive Gramellini: «Alessandria ha intestato una via a Bettino Craxi, prima città del Nord a rendere omaggio allo statista condannato per tangenti, in anticipo persino sulla sua Milano. Per assicurarsi l’astensione del Pd, la maggioranza di centrodestra ha intitolato strade anche a Nilde Iotti e a Norberto Bobbio. (…) Siamo alla pacificazione nazionale, ottenuta attraverso quei morti che da vivi non poterono o non vollero realizzarla. (…) Chi riesce a far convivere Craxi, la Iotti e Almirante in una stessa delibera potrà ben trovare un accordo su questioni più semplici, come la riforma della magistratura. L’unico rischio è l’inevitabile irrigidimento dei socialisti, appena scopriranno che la via dedicata con un po’ di perfidia al loro Bettino è quella che conduce alla tangenziale».

Ieri poi è arrivato il direttore del Tg1, Minzolini a sparar…ops! dire la sua: «Craxi è stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema che era stato l’ultimo residuo della guerra fredda, una democrazia costosa permise al paese di restare per cinquant’anni nel mondo libero».

Talmente grossa che anche il mio amico Diego si è ribellato: «Vien da pensare, in malafede appunto, che ci sia in corso una grossa operazione di revisionismo adesso che i fatti sono lontani dalla memoria. Che si voglia parlare bene dell’ Ante Silvio per poter parlare meglio, anche e soprattutto, del Silvio attuale. Che si voglia riabilitare il ladro certo, (perché questo Craxi era per la legge italiana, non per gli anti socialisti, ma per la legge italiana) per scudare ancora di più quello presunto».

Alla Moratti voglio solo questo: intitolare la via a Craxi è vero che aiuta a superare le divisioni. Le divisioni, oramai sempre più labili, tra onestà e disonestà. A vantaggio della seconda.

E prima di dimenticarcene, ascoltiamo bene cosa cantava Paolo Rossi:

«A me è capitato, io ho volato una volta, e ho visto Milano dall’alto e volevo descriverla. Ecco: Milano dall’alto è come la cellula del DNA. Fateci caso. Io non ho presente com’è la cellula del DNA, ma la prima cosa che mi ha ricordato è stata questa. Ma c’è qualcosa di più. Prendiamo le circonvallazioni che dall’alto si vedono benissimo: sono a cerchi concentrici, come i cerchi delle Olimpiadi, ma uno dentro l’altro e, fateci caso: le strade principali partono dalla periferia e arrivano al centro tagliando la città come una torta. Come fette di torta. Ecco, questo la dice lunga sul destino che questo luogo ha avuto poi in seguito, ma il problema non è tanto questo, cerchiamo di capire… cerchiamo di capire, questo è abbastanza facile, abbastanza scontato, il problema è un altro. Il problema è che io dall’alto ho notato che c’è un buco nero, da qualche parte al centro, che in qualche modo ha ciucciato delle cose. Io questo buco nero scientificamente l’ho chiamato il Big Black Bigul, il Grande Pirla Nero che, ciucciando, ha portato via migliaia di unità operaie, fabbriche, latterie, oratori, calcio balilla, un casino di roba. I milanesi per resistere a questo ciucciamento del Big Black Bigul si aggrappano ai mestieri più straordinari e assurdi, non sapete… operatore ecoturista vegetariano, animatore macrobiotico steineriano, comico cabarettista, assessore, primo ministro, i mestieri più assurdi, più cretini. Insomma, tutti ciucciati da questo buco nero, ma il problema non è quanti si salvano e quanto o quanti vengono ciucciati, ma, cioé, se… io ho fatto il perito chimico e quindi ho un’educazione un po’ scientifica: se c’è un risucchio, qualcosa parte da un luogo e va in un altro, questo è matematico. E se c’è il ciucciamento, cioé: tira, ma dove va? Cioé, sparisce forse?”
Cochi: “Scusi l’impertinenza, ma dove va a finire tutta questa roba?”
Paolo Rossi: “La mia domanda che mi pongo da scienziato, proprio: il Big Black Bigul… io, insomma, un’idea piccolina ce l’avrei…”

Paolo Rossi: Ad Hammamet»

continuate ascoltandola qui sotto

L’altro Piemonte 2009

scritto da massimo.sozzi il 25 novembre 2009

Dal sito AIS Piemonte: «Assaggi trasversali tra le varie denominazioni hanno confermato ancora una volta la tendenza che vuole una crescita qualitativa che questi vini stanno avendo negli ultimi anni. Abbiamo riscontrato con piacere, ricordando e confrontando le degustazioni delle annate precedenti, una svolta decisa mirata a ottenere prodotti più equilibrati e piacevoli, senza però snaturare le caratteristiche fondamentali dei vini, mantenendo la forte impronta caratteriale e territoriale che li ha sempre contraddistinti».

E qui potete vedere l’intervista a Mauro Carosso, delegato AIS di Torino.

L’altro Piemonte 2009 from Massimo Sozzi on Vimeo.

2° Festival di Antropologia

scritto da massimo.sozzi il 19 novembre 2009

Inizia domani il 2° Festival di Antropologia di Ivrea.

Programma, orari e ulteriori informazioni le trovate sul sito del comune.

2 Festival Antropologia Ivrea from Massimo Sozzi on Vimeo.

Fondazione per lo Storico Carnevale

scritto da massimo.sozzi il 19 novembre 2009

Con quest’anno si cambia: addio al Consorzio per una Fondazione. Speriamo in bene!

Fondazione Storico Carnevale d’Ivrea from Massimo Sozzi on Vimeo.

Salassa e i suoi abitanti

scritto da massimo.sozzi il 19 novembre 2009

A Salassa hanno deciso di appendere ai muri le foto di famiglia. Però non sulla parete del salotto, ma sul muro di cinta!

Salassa (TO) e i suoi abitanti from Massimo Sozzi on Vimeo.

sorelle d’Italia

scritto da massimo.sozzi il 14 ottobre 2009

Calzedonia ha prodotto uno spot utilizzando come musica una versione rivisitata dell’inno d’Italia: «Sorelle d’Italia, l’Italia s’è desta…» si sente cantare in accompagnamento alle immagini.

Le reazioni della politica (di una parte) non si sono fatte aspettare, fra tutte quella di Vaccarezza, presidente della provincia di Savona: «L’inno di Mameli non è uno scherzo. È una cosa seria – dice – sentirlo in un spot per pubblicizzare delle calze da donna è una vergogna». E da altre parti la definisce: «una cosa scandalosa».

Io penso che sia più vergognoso e scandaloso vedere squadre di campioni del mondo incapaci di stare ferme e cantare l’inno.

E’ più vergognoso e scandaloso che siano riusciti ad arrivare a governarci personaggi che l’inno vorrebbero cambiarlo, insieme alla, forse mai raggiunta, unità d’Italia.

E’ più vergognoso e scandaloso che la politica si occupi di pubblicità mentre intere famiglie non riescono ad arrivare a fine mese.

E’ più vergognoso e scandaloso che le istituzioni si interessino alle sorelle d’Italia solo quando fanno le escort.

A me, che sotto sotto sono fascista e nazionalista, lo spot non da fastidio. Spero solo che il futuro sia davvero rosa…

ps: ma chi ha caricato il video, proprio da mediaset doveva prenderlo?!

892424…

scritto da massimo.sozzi il 6 dicembre 2008

Ho lavorato qui!

Grazie a Daniele per la segnalazione!

Master del Nebbiolo 2008

scritto da massimo.sozzi il 2 dicembre 2008

Domenica scorsa, 30 novembre, si è svolto a Villa Sassi (Torino) il 6° Master del Nebbiolo.

La finale ha parlato piemontese, vedendo classificarsi al 1° posto Matteo Barolo da Gravellona Toce, e al 2° e 3° Elsa Guarise e Mario Bevione della delegazione di Torino.

Il Tg3 Regionale ha mandato in onda oggi un servizio:

Mentre sul sito dell’AIS Piemonte trovate una dettagliata descrizione della prova.

Fatta salva l’acuta osservazione di Pasteris: «Forse è vero che stante questo flagrante conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi, che nessuno fra opposizione e governo presenti e passati hanno voluto normare come in tutti i paesi civili, qualsiasi intervento del Governo Berlusconi sul settore in cui opera la sua Mediaset sarà da considerarsi un indebito aiuto al business della sua azienda di famiglia».

Senza mettere in dubbio questo dato di fatto, penso che l’immagine di Veltroni che si scaglia in difesa di Sky (e dei poveri italiani tifosi!) sia una tra le più brutte che l’opposizione abbia offerto in questi mesi.

L’opposizione? Viene proprio da chiedersi quale opposizione, perchè Veltroni non è solo. Guardatevi il video e poi continuate a leggere…

Alla Meloni fa sorridere la posizione di difesa di Sky. Ci credo. A me invece fa incavolare nero!

E mi viene da pensare che forse aveva ragione chi lo chiama Veltrusconi. Con la difesa dei “poveri” tifosi siamo scesi allo stesso livello. Chi ci salverà?

Mary Star…chi è che copiava?

scritto da massimo.sozzi il 1 dicembre 2008

Mary Star (anche detta Maria Stella) Gelmini, ha concesso un’intervista a La Stampa. Ne prendo uno spunto (in grassetto le domande):

Come andava a scuola?
«Andavo bene».

Passava i compiti?
«Qualche volta».

Copiava?
«Ci si dava una mano».

Bene. Adesso guardatevi questo video segnalato da Federico Mello, è l’intervista a una ex-compagna di università della Gelmini:

Mary Star…chi è che passava i compiti? Tu ai compagni? O forse è il contrario?!

Anche perchè sostieni, sempre nell’intervista, che:

Ha votato solo il 10 per cento degli aventi diritto…
«Credo sia un campione rappresentativo».

Senza parole.