Italiani, popolo di ignoranti! Tutti a disquisire intorno alla proposta rilanciata dalla Gelmini, che ricordiamo essere ministra della regia monarchia di Arcore: riprendere la scuola a ottobre così da allungare il tempo per il turismo.

E si levano cori: nonni che ricordano come loro tornassero a scuola sempre il 1 ottobre, mamme che chiosano domandosi dove parcheggeranno i figli, padri che…piangono solitari mourinho e aspettano i mondiali.

Italiani, popolo di ignoranti! Aveste fatto più attenzione alle lezioni di letteratura, ora non sareste a perdere tempo in inutili considerazioni!

Perchè la natura della proposta risiede tutta nella Divina Commedia del padre Dante: «Così s’osserva in me lo contrapasso».

La legge del contrappasso: cari ragazzi, fate pure tanta vacanza oggi. Tanto di ferie, domani, non ne farete più di due settimane.

Sempre che troviate un lavoro, perchè senza non sarete mai in ferie ma disoccupati.

NB: nel concreto, il problema di chi guarderà i bambini a casa, considerato il numero di disoccupati e cassaintegrati, mi pare che sia il meno. Piuttosto vorrei sapere chi riuscirà ad andare in ferie. Ma questo potrebbero spiegarcelo le due esperte: Gelmini & Brambilla, premiata ditta, già fornicatrice della real casa…ops!

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30 per cento

scritto da il 8 gennaio 2010

Da LaStampa.it: «Dal prossimo anno scolastico scatterà il tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi. Lo prevede una nota inviata dal ministero dell’Istruzione a tutte le scuole».

E il motivo? «Stabilire un tetto – ha spiegato Mariastella Gelmini – è un modo utile per favorire l’integrazione, perchè grazie a questo limite si evita la formazione di “classi ghetto?? con soli alunni stranieri».

Ottimo! E per chi non rientra nel 30%? Una cinquantina di anni fa avevano inventato un’alternativa al ghetto: non è che qualcuno ha deciso che si possono riaccendere?!

Paradossi a parte, con quale coraggio il ministro della (d)istruzione sostiene che «I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo»? Al massimo ne accoglie il 30%, preferibilmente belli, puliti, ricchi e intelligenti. Magari intelligenti non è il caso, se no poi da grandi non votano PdL.

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ricomincia la scuola

scritto da il 14 settembre 2009

Oggi non c’è giornale, telegiornale, pseudo-organo-di-informazione che oggi non ci dedichi almeno un terzo del suo spazio: ricomincia la scuola!

E così possiamo sapere che il ministro Gelmini ha una precisa missione: lavorare nei prossimi anni per eliminare i precari.

Io ho pensato: speriamo che per te non ci siano prossimi anni.

Federica ha detto: eliminarli? Che cosa vorrà dire?!

Avrei due domande da fare:

1- chi sono questi precari? Perchè non ci sono solo coloro che prendono le supplenze annuali, ci sono anche tutti quegli insegnanti che di settimana in settimana corrono a coprire supplenze brevi. E ho la sensazione che di loro non si parli.

2- visto che ce ne sono troppi, avete pensato, se non di bloccare, almeno di calmierare il numero di coloro che intraprendono questa strada (verso la rovina)?

Buon anno scolastico…

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Mary Star…chi è che copiava?

scritto da il 1 dicembre 2008

Mary Star (anche detta Maria Stella) Gelmini, ha concesso un’intervista a La Stampa. Ne prendo uno spunto (in grassetto le domande):

Come andava a scuola?
«Andavo bene».

Passava i compiti?
«Qualche volta».

Copiava?
«Ci si dava una mano».

Bene. Adesso guardatevi questo video segnalato da Federico Mello, è l’intervista a una ex-compagna di università della Gelmini:

Mary Star…chi è che passava i compiti? Tu ai compagni? O forse è il contrario?!

Anche perchè sostieni, sempre nell’intervista, che:

Ha votato solo il 10 per cento degli aventi diritto…
«Credo sia un campione rappresentativo».

Senza parole.

pacate osservazioni

scritto da il 3 novembre 2008

L’autore del pezzo, che ho preso dalla Stampa, è una persona che conosce la materia di cui parla. Io mi sono limitato a evidenziare in grassetto le parti che ritenevo più significative. Prendetevi 5 minuti e buona lettura:

«pacate osservazioni
di LUIGI CHATEL

Come noto, si stanno definendo a livello nazionale interventi legislativi e amministrativi che mirano a modificare profondamente gli assetti della scuola italiana.
Parliamo della scuola elementare o primaria.
Importante seguire le notizie sul tema, non limitandosi alle chiacchiere dispersive e superficiali fomentate dai media ma andando alla fonte normativa, normalmente reperibile su Internet.
Invito a non seguire nemmeno le dichiarazioni del Ministro o dei portavoce del Governo in quanto fuorvianti, con documenti chiaramente di parte tese tanto a scoraggiare chi voglia pensare con la propria testa quanto a svilire chi abbia l’ardire di avere dee in disaccordo.
Un aspetto significativo è ad oggi la mancanza di omogeneità della scuola sul territorio nazionale per i tempi ed i modi di attuazione, cosicché ad alcuni insegnanti paiano addirittura offensive alcune dichiarazioni e ad altri sembrino semplici registrazioni dello status quo. Sicuramente è mancato un discorso di valutazione e di qualificazione a livello globale. L’invito a non fare di ogni erba un fascio e a non buttare il bambino assieme all’acqua sporca è tanto opportuno quanto di buon senso.
Da segnalare lo spiacevole clima di delegittimazione in cui avvengono dichiarazioni e controdichiarazioni che non favoriscono il dialogo, anzi.
Non stupisce che poi arrivino intemperanze ed eccessi quanto si demonizza l’altro anziché accogliere il dialogo.
I riferimenti più significativi sono:
il D. L. 137 del 1 settembre 08, che il 29 10 08 è stato convertito in legge;
la l. 133/08, conversione in legge del c. d. Decreto Brunetta di giugno; e in modo particolare il Piano programmatico del ministero per attuare quanto disposto dall’art 64 della stessa l. 133: non si tratta ancora di legge né di decreto legge, ma presto lo diventerà e sarà probabilmente ancora corretto da possibili indirizzi che in questi giorni vengono dati (si pensi ad es alla proposta, accolta, di prevedere le “classi ponte?? in cui inserire gli alunni stranieri).
La proposta Aprea [i tre documenti o loro parti sono in calce al presente]

Do qui di seguito l’elenco di quelli che, dalla lettura dei testi normativi ricordati, appaiono le principali novità che allo stato attuale delle cose riguarderanno le scuole elementari e medie già il prossimo anno. Cerco di rimanere nell’oggettività; invito a mantenere la stessa oggettività riconoscendo ad ogni lettore la piena libertà e responsabilità di toccare ed esprimere le proprie convinzioni e valutazioni.
Nella scuola elementare ci saranno le novità più dirompenti;
fine della pluralità del team docente, con l’avvento del “maestro unico??- si inizierà dalle classi prime – saranno ancora possibili integrazioni di “esperti?? per alcune aree disciplinari (es. educazione motoria, religione, …)
orario didattico settimanale per tutte le classi di 24 ore, con possibilità di opzioni aggiuntive fino a 27 o 30 ore e insegnante prevalente “nei limiti dell’organico a assegnato e con le risorse disponibili presso le scuole??. A quali “risorse?? si fa riferimento non è stato ancora chiarito, così come non è chiarito chi effettuerà queste ore e con quali qualifiche
insegnamento dell’inglese senza ricorrere a specialisti, perché tutti gli insegnanti saranno formati per questo insegnamento tramite 150 ore di corso

In generale, con valenza per tutti gli ordini di scuole, si attuerà
un aumento del rapporto alunni – classe: di 0,20 l’anno 2009-10, di ulteriore 0,20 nei due anni successivi; non è chiaro cosa questo significhi: 0,20 in più del rapporto medio, che ora mi pare sia intorno a 21 – 22, non dovrebbe creare particolari problemi, soprattutto se, come previsto da quanto dirò poco oltre, si prevede scompaiano le classi con pochi alunni; sarebbe preoccupante intendere lo 0,20 come aumento percentuale, che significherebbe 5 alunni in più per classe dal 2009-10 (totale 30) e 6 alunni in più dal 2011-12 (totale 36)!
l’attuazione di “classi ponte?? in cui saranno inseriti i ragazzi di origine straniera al loro arrivo in Italia, per permettere la loro prima alfabetizzazione, e l’impossibilità di inserimenti oltre il 31 dicembre; il rischio è quello della sclerotizzazione; corsi propedeutici o in parallelo alle normali attività già si svolgono.

Si prevede poi la “riorganizzazione della rete scolastica??, che comporta due tipi di interventi:
la chiusura dei plessi con numero di alunni inferiore a 50; (si pensi alle tantissime scuole dell’infanzia, che non raggiungono questi limiti), fatta eccezione per le scuole a qualifica “speciale??
la soppressione della titolarità (Presidenza e Segreteria) per gli istituti che non raggiungono i parametri di legge, con accorpamenti e assorbimenti in altri istituti (norma per altro già prevista dalle leggi regionali in Piemonte)

[L’accorpamento e la scomparsa di istituti è un’operazione che non ha implicazioni immediate e dirette sul servizio scolastico, ma riguarda le sedi dirigenziali e gli uffici di segreteria. Ciò significa che comporta contrazioni di posti del personale ATA e dei dirigenti; sugli organici sia ATA che docenti comporta semplicemente la fusione, e quindi la possibile modifica delle situazioni individuali di graduatoria e di assegnazione alle sedi.
La chiusura dei plessi riguarda invece il vero e proprio servizio scolastico, determinando la scomparsa di scuole da certi territori. A parte le situazioni di montagna, che potrebbero essere stralciate con opportune eccezioni, perderebbero le scuole moltissimi paesi, anche non piccoli; soprattutto bisogna considerare che questi alunni confluiranno in sedi ovviamente più grandi, con probabili difficoltà di contenimento. Pensiamo poi al disagio per i bambini che tornerebbero, come già i nostri nonni e bisnonni, a dover viaggiare per ore al fine di raggiungere la scuola, con conseguente aumento del traffico e delle corse stressogene per gli accompagnatori.]
Un ordine di problema che nasce è senz’altro quello di chi ha usufruito in questi anni della scuola come servizio sociale. Si può dire che non riguarda la scuola ma non che non rientra nei problemi determinati da questo tipo di provvedimento.
Altro ordine di problemi che nasce è quello di tipo forse più professionale ma non meno delicato e non con meno risvolti sull’utenza.
Il conferimento del carattere professionale alle scuole (con tanto di Consiglio di amministrazione) determinerà uno scollamento a livello nazionale senza programmi di insegnamento nazionali, senza criteri nazionali nella scelta dei candidati all’insegnamento e dell’assegnazione dei docenti alle classi. Tralasciando il peso che rischia di avere il mondo economico produttivo nella gestione e negli indirizzi delle scuole, mi sembra del tutto normale che la categoria chieda di vedere tutelati gli aspetti fondamentali poc’anzi citati della propria carriera lavorativa.
Le famiglie dovrebbero avanzare richiesta analoga per quanto riguarda il titolo di studio e la certificazione dei risultati (necessaria una scheda o pagella di modello unico e con voci univoche, programmi di studio minimi garantiti a livello nazionale).
Il Governo parla di incentivi per i bravi insegnanti ma non fissa i parametri che servono a stabilire chi lo sia.
Per intanto arbitrariamente e con scelta monolaterale ne aumenta il monte ore lavorativo settimanale trascurando che è uno degli aspetti fondamentali del contratto.
Volutamente non mi fermo sugli aspetti più di facciata e meno rilevanti del decreto quali grembiuli, voti ed educazione civica. Meno rilevanti perché inconsistenti in quanto a “novità?? o perché già richiesti in modo bipartisan da tempo. Certo sono quelli che colpiscono maggiormente l’immaginario collettivo e sollevano le chiacchiere che non fanno andare al nodo delle questioni.

A regime (quando saranno cioè stati riassorbiti gli esuberi previsti) nasceranno oggettivamente problemi per qualsiasi attività didattica extrascuola (attività sportive, visite, soggiorni, gite, …).
Più difficili saranno gli interventi individualizzati e i recuperi; le attività di laboratorio saranno ancora più mortificate.
Tutte le discipline e gli insegnamenti saranno ridimensionati per problemi di orario.
Tra i rischi la mancanza di tempi adeguati di lavoro e pausa ed il conseguente incremento del disagio che porta poi ad esplosioni di intemperanza a livello comportamentali e di bullismo, con insegnanti che avranno ancora meno tempo per stare con i ragazzi ed occuparsi di loro».

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da Torino: NO Gelmini!

scritto da il 30 ottobre 2008

da www.infoaut.org

Sono con loro: «Hanno sfilato per la città salutati dalle musiche di Verdi e di Rossini, eseguite dall’Orchestra del Teatro Regio. Sono almeno 50 mila, secondo gli organizzatori, gli allievi delle scuole di ogni genere e grado, dalle elementari all’università, che manifestano contro la riforma della scuola. Con loro anche i lavoratori delle aziende in crisi.

testo e foto da www.lastampa.it

Gelmini e Obama

scritto da il 28 ottobre 2008

«Il mio modello? Barack Obama. Parola di Mariastella Gelmini» (www.corriere.it).

«Il vantaggio di Barack Obama su John McCain continua a scendere» (www.ansa.it).

Possibile che quella, ovunque tocchi, faccia danni?!

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Pasquino torinese

scritto da il 27 ottobre 2008

A Roma c’è la statua del Pasquino, sotto la quale venivano lasciate le “pasquinate”: argute espressioni del malcontento popolare.

A Torino si preferiscono i cartelloni pubblicitari, ma i risultati non sono niente male:

Detto a un ministro della Pubblica Istruzione è un poema in tre parole!

NB: grazie a Fede per la foto!

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emergenza scuola

scritto da il 15 ottobre 2008

Riprendo una bella lettera aperta di Lorenza (contaminazioni), ma prima ci aggiungo qualche parola mia: non sono mai stato molto a favore degli scioperi della scuola, in cui, molto spesso, venivano spediti in piazza gli studenti a manifestare per cose che non li toccavano direttamente.

Ma oggi è diverso. Oggi la situazione è grave, tremendamente grave. E prima che ci tolgano anche questo diritto, come sta ventilando un certo Sacconi, bisognerebbe scendere in piazza e scioperare.

Come dice mia mamma, chi protesta per la scuola non ha l’impatto dei camionisti. E difficilmente riuscirà ad ottenere qualcosa, visto anche che sindacati e opposizione non sembrano dare una mano (forse fa comodo anche a loro questa riforma?!).

Dobbiamo aiutare noi. Tutti. Tutti per la scuola. Tutti contro chi vuole distruggerla perchè fa troppo comodo creare una generazione di ignoranti. Tutti perchè senza la scuola non c’è futuro.

Vi lascio con la lettera di Lorenza, un po’ lunga ma vale la pena leggerla:

«Caro Ministro Gelmini,
ieri a San Patrignano la sua espressione era tesa. Una ruga solcava la sua fronte, lo sguardo era serio dietro alle lenti. Si è detta dispiaciuta per le manifestazioni: “Ho visto alcuni insulti – ha commentato – addirittura alcuni episodi di violenza che mi hanno molto rammaricato. Rispetto le opinioni diverse ma credo che oggi il Paese abbia bisogno di uno sforzo comune, di una grande responsabilità per migliorare la scuola”. Io credo al suo rammarico, sono sincera. L’hanno piazzata, Dio solo sa per quali meriti o competenze, a capo di uno dei Ministeri più spinosi, probabilmente senza avvertirla delle difficoltà del compito che l’attendeva. Come molti, presumo che lei avesse le sue ideuzze benpensanti sulla crisi della scuola italiana. Poi è arrivata l’estate, e sono arrivate le sue molte apparizioni televisive sugli argomenti più disparati. Nessuno la incalzava seriamente. Sui giornali si discettava amabilmente di grembiulini e divise. Del resto parlavano in pochi e a voce bassa. Deve aver pensato che la faccenda, tutto sommato, fosse semplice.

Dica la verità. Convinta che la scuola italiana fosse sostanzialmente quella descritta dai video su YouTube e che i docenti fossero una manica di incapaci ormai privi di qualunque forma di dignità, pagliacci in ginocchio davanti al bullismo di ragazzini esagitati, deve aver pensato che rimettere a posto le cose non fosse un compito poi così gravoso. lei ha visto troppa televisione, davvero. Ho avuto la netta impressione che non si attendesse la reazione autunnale. Può essere che non se l’aspettasse nemmeno l’opposizione, peraltro, come sempre tiepida e incerta. Gli organi di informazione, poi, continuano a far finta di niente. Lei ha l’aria di una che cada dalle nuvole. Una che non si aspettava di essere contestata, perché in fondo credeva di essere considerata simpatica, rassicurante e diligente

Vede, MInistro, la sua ingenuità mi sorprende. Chiede collaborazione. Chiede responsabilità. Chiede di non andare a protestare in piazza. Insinua che chi protesta sia a favore della conservazione e di interessi corporativi. Non è così. La verità è che i docenti sono stanchi del gioco al massacro che è stato perpretato alle loro spalle senza mai, sottolineo mai, coinvolgerli davvero nella discussione. Anche in questo caso: quale collaborazione ci può essere se il cosiddetto “decreto Gelmini” viene fatto passare di forza a colpi di fiducia? E’ sicura di aver misurato per intero l’abisso di insoddisfazione, frustrazione, incertezza in cui versa la scuola? Crede davvero che sventolando sulla faccia degli insegnanti l’ipotetica gratificazione di quattro soldi in più se solo si comportano bene, i professori, in particolar modo quelli più preparati e motivati, si lascino menare per il naso? Crede sul serio che il siparietto del 2 ottobre sull’innovazione tecnologica e sulle fantomatiche LIM ci convinca che stiamo andando in direzione di un fulgido destino pedagogico? Crede che non sappiamo in che cosa consista il nostro lavoro, che non conosciamo e non sappiamo interpretare le valutazioni internazionali, che possiamo davvero credere che insegnare in classi di trenta o più alunni significhi innalzare il livello dell’educazione?

Senta, MInistro. Io ho quarantasette anni e insegno da quando ne avevo ventidue. Sono entrata di ruolo quando avevo venticinque anni e per concorso (mi scusi la punzecchiatura: non sono andata a cercarmi la sede più facile per passare l’esame). I miei primi alunni hanno quasi la mia età. Figlia di una maestra elementare, ho respirato aria di scuola da quando sono nata. Durante gli anni, ho sempre studiato, letto, mi sono sforzata di aggiornarmi, per lo più a mie spese. Ma non voglio fare di me stessa un ritratto agiografico: non sono “santa Prof”. Sono una che ha sempre considerato il suo mestiere un privilegio e non per le lunghe vacanze estive o perché si lavora poco: è che insegnare mi piace, mi piace proprio, mi tiene sveglia, è una sfida continua alla mia capacità di cambiare, innovarmi, esplorare insieme ai miei ragazzi strade impensate, le strade della cultura e del pensiero. Di sbagli ne ho fatti tanti, è ovvio, e qualche volta ho saputo riparare, spesso non ne sono stata capace. Lei pensa che la prospettiva di qualche euro in più possa farmi effetto? O possa fare effetto a tutti coloro (e sono tanti) che comunque hanno sempre compiuto il loro dovere nei limiti delle loro attitudini e capacità? O sia capace di trasformare un incompetente fannullone (perché sì, esistono, e chi lo nega?) in un mago della didattica?

Lasci che sia io, MInistro, a darle un consiglio. Studi, si informi, si aggiorni. Lasci perdere i grembiulini e le trasmissioni televisive dove la gratificano con un mazzo di fiori e la canzoncina di Vasco Rossi, com’è successo domenica scorsa. Venga a parlare con gli insegnanti e gli studenti, quelli veri, non quelli addomesticati dal conformismo e dai luoghi comuni.. Affronti la piazza, anche se non le è amica. Ascolti le nostre ragioni. Si svincoli dalla pericolosa tutela di Tremonti e Brunetta. Dimostri la sua buona fede e il suo carattere, se li ha davvero. Accetti il confronto e sia disposta a difendere davvero la scuola nei fatti e non a parole (quelle nobili parole che ha speso nel discorso di inaugurazione dell’anno scolastico).

Perché noi di belle parole non ne possiamo più. E non le faremo sconti».

Bossi VS Gelmini

scritto da il 8 settembre 2008

«Per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro, essere stato insegnante, aver sentito l’odore della polvere» (da laStampa.it).

Possibile che nel governo, l’unico che dica cose sensate sia questo pover’uomo?! Povera Italia e poveri noi!

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