Giovanni Impastato a Ivrea

scritto da il 24 novembre 2009

Stasera a Ivrea ci sarà Giovanni Impastato, con il co-autore Giovanni Vassia, a parlare del libro scritto su Peppino Impastato, il fratello ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.

«Vassia, “poco incline – come lui stesso afferma – all’agiografia??, raccoglie la testimonianza di Giovanni e ci restituisce quindi un quadro molto più intimo, in cui Peppino Impastato non emerge soltanto come l’eroe che è stato, come colui che denunciava la mafia e i mafiosi e sbatteva sulle facce, nelle case, sulle tavole dei suoi compaesani la loro stessa paura di parlare e ribellarsi, ma viene fuori anche come “elemento di rottura?? nel contesto di una famiglia di chiara estrazione mafiosa verso la quale perfino Giovanni stesso aveva un atteggiamento di tacita sopportazione.
Emblematico in questo senso è uno dei tanti aneddoti inediti che Giovanni tiene a ricordare: ai funerali del padre, Peppino si rifiutò, a differenza del fratello e della madre, di stringere la mano ai parenti collusi con la mafia, attirandosi ulteriori antipatie. Questo ha aperto in Giovanni una ferita che forse potrà rimarginarsi solo informando le persone e raccontando storie come quella di suo fratello e proprio per questo lui e Franco Vassia da settimane girano in tutt’Italia per presentare il libro» (da radio aut).

ABCinema alle 20:30 con la proiezione del film “I cento passi”.

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ancora su Vespa

scritto da il 13 novembre 2009

Io l’ho anticipata, ma anche Luciana se n’è accorta:

«Finalmente una bella notizia. Tra l’altro è un’anticipazione. Un’esclusiva. Bruno Vespa ha scritto un libro. Che gioia. Mi viene da fare i salti mortali, le stirubacule. Compriamolo, vi prego, subito tutti perché se no quello lì ci frolla come la cacciagione. Ci fa due balle come quelle dei tori da corrida. Due melanzane viola da caponata. Compriamolo, vi scongiuro, che se no poi ce lo ritroviamo a far la promozione anche da Tonio Cartonio alla Melevisione. Lo troviamo che ce lo spiega vestito da farfalla al posto del logo Rai o su un documentario del National Geographic che ne parla con un fermento lattico. Appello: Bruno sta sereno. Lo compriamo tutti. Non andare a Uno-mattina, dormi. Quello capace che fa la promozione su autostrade per l’Italia punto it in mezzo alla Milano- Roma sventolando il libro tra i Tir».

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il nuovo libro di…

scritto da il 3 novembre 2009

…Bruno Vespa: sinceramente comincio a prudere ogni volta che lo sento citare. Che tradotto in soldoni: guardando un qualunque tg inizi a grattarti con le anticipazioni e non finisci più! Pure leggendo i vari quotidiani gratuiti ti viene l’orticaria!

Non solo ci tocca subire il berlusconesimo, ma pure il suo più fedele (del Fede) cantore: che pretende di essere esempio di giornalismo.

Indro e Enzo non riposano più in pace.

la fattoria degli animali

scritto da il 2 aprile 2009

Per contrastare la crisi si butta sull’edilizia.

Riscrive di nascosto i fondamenti della costituzione.

Si crea le leggi a suo uso e consumo.

Si circonda di personaggi poco intelligenti, asserviti o violenti.

Ama intrattenersi con giovani un po’ porcelline.

Fa smentire dai portavoce (o direttamente) ciò che ha detto il giorno prima.

E sostiene che tutti l’hanno frainteso.

Addossa la colpa degli insuccessi all’opposizione, anche se solo fantomatica.

Vi viene in mente qualcuno?

Sbagliato! Non è Berlusconi. E’ il maiale Napoleon di Orwell.

Come?

Non vedete la differenza?

Eppure c’è: uno è solo frutto della fantasia di uno scrittore…

Elogio della pirateria

scritto da il 30 marzo 2009

«La classica frase “non regalare un pesce, ma insegna a pescare??, che spesso viene adoperata per aggirare il problema della restituzione e nascondere tutti i pesci, le materie prime, le risorse naturali e le vite umane che abbiamo rubato ai paesi impoveriti, non viene utilizzata mai nella sua variante farmaceutica: “non regalare una pillola, ma insegna a produrla, e non denunciare i poveri che non pagano il pizzo ai detentori dei brevetti??».

Ho quasi finito di leggere “Elogio della Pirateria” di Carlo Gubitosa, da cui ho preso la frase sopra. Leggetelo, leggetelo per capire qualcosa chi sono i pirati dell’era moderna. Nulla a che fare con quelli che ancora compiono azioni nei mari asiatici. Ma contadini che cercano di resistere alle multinazionali, musicisti che cercano di svincolarsi dalle major, persone che ancora vogliono pensare e creare cultura.

Leggetelo e capirete che loro sono il futuro.

E capirete che nessuno di loro domenica scorsa era a Roma, intorno a un cavaliere senza valore e senza onore.

Leggetelo e capirete perchè il futuro è lontano dall’ottica del “produrre-produrre-produrre-solo-produrre” che ci viene proposta come cura alla crisi.

Compratelo, ma se volete potete anche leggerlo gratis e l’autore sarà contento lo stesso.

Schiavi Moderni online

scritto da il 20 agosto 2007

Pur non conoscendolo personalmente, non sono un grande estimatore di Beppe Grillo come persona. Soprattutto i suoi interventi spettacolari sono sempre, per me, semplicemente molto, troppo, tutto fumo e niente arrosto. Un modo per attirarsi simpatie e tanti proventi. Ciò però non mi impedisce di informarmi, spesso concordando, su ciò che pensa e racconta. In questi giorni, purtroppo di agosto quando la gente è poco attenta al contenuto degli avvenimenti più importanti, si è parlato tanto del suo libro che ha ricevuto anche i complimenti del Presidente Napolitano.

Ma oltre a parlare chiaramente di quella piaga che è il precariato, che è già un atto di coraggio, Beppe Grillo permette anche di scaricare in forma assolutamente gratuita il libro. Basta andare alla pagina http://grillorama.beppegrillo.it/schiavimoderni/ e trovate, entrambe ben visibili, la possibilità di acquisto e quella di scaricamento della versione digitale. Grazie signor Grillo, davvero questo è un bel gesto! Io le auguro che la gente, dopo aver letto la versione online acquisti anche quella cartacea, perchè giustamente l’uomo non vive solo di applausi ma anche di pane.

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un ottavo Harry Potter?!

scritto da il 4 agosto 2007

Si sa che per qualunque autore è quasi impossibile far morire i propri personaggi. E un personaggio che non muore deve, giocoforza, continuare a vivere e di conseguenza lo scrittore deve continuare a scrivere.

Se poi il personaggio in questione è un maghetto che ti fa guadagnare tanti soldi, allora la scelta di sopprimerlo diventa ancora più ardua! E infatti la Rowling ha annunciato, come si legge su FantasyMagazine, che “probabilmente” uscirà l’ottavo libro.

Non più un vero e proprio romanzo, ma il progetto si avvicina più a un’enciclopedia, al romanzo sui romanzi, con il quale spiegare ed eventualmente chiudere le storie lasciate in sospeso qua e là.

Non mi unisco ai cori di autentica gioia lanciati da più parti, ma essendo intrinsecamente curioso sarò contento di leggere ciò che uscirà…quando uscirà e se, visto l’esponenziale aumento di pagine dei volumi dal primo all’ultimo, riuscirò ancora a sollevare il volume! Intanto devo ancora aspettare l’uscita in italiano dell’ultimo, perchè quello in inglese mi servirebbe solo come rialzo!

Ma perchè un autore dovrebbe decidere di far morire il proprio personaggio? Perchè se muore prima l’autore, il personaggio, se è di successo come in questo caso, verrebbe subito “adottato”. E forse è meglio mettere la definitiva parola “Fine” prima di assistere a scempi. Ma solo i Grandi, come la Christie con il suo Poirot, sono capaci di atti di così grande coraggio e lucidità mentale. La Rowling no. Per adesso.

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