Quaresima 2010

scritto da massimo.sozzi il 18 febbraio 2010

(…) C’è bisogno di vita nuova nell’ambito dell’avere, dell’uso dei beni materiali: economia e finanza, mercato e mondo del lavoro. Quasi tre anni di crisi economica, con ricadute sempre più pesanti sulla vita dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani senza un vero lavoro, rendono quanto mai attuale il messaggio del Papa nell’enciclica Caritas in Veritate: il mondo dell’economia ha bisogno di un’etica solida, per non schiacciare l’uomo che è il primo vero capitale da difendere e per non distruggere l’economia stessa.

Fraternità, dono, gratuità devono perciò entrare e trovare posto nel complesso mondo economico(…).

La Vergine dell’Annunciazione e il suo sposo San Giuseppe, le due figure luminose che accompagnano il tempo della Quaresima, intercedano per noi e ci aiutino a fidarci sempre pienamente della Parola del Signore e del suo Amore fedele.

Ivrea, 17 febbraio 2010
Mercoledì delle Ceneri

+Arrigo Miglio
Vescovo

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 4 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 17 febbraio.
L’Ascensione del Signore, il 16 maggio.
La Pentecoste, il 23 maggio.
La prima domenica di Avvento, il 28 novembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.
Amen.

Immacolata dei Miracoli di Ivrea

scritto da massimo.sozzi il 8 dicembre 2009

Siamo a Torino nell’ottobre del 1859.

Il signor Alberto Pizio, rigattiere, aveva comprato, un quadro della Vergine Santissima della Concezione, affidato poi ad una sua conoscente.
Qualche tempo dopo, l’8 dicembre, recatosi a Porta Palazzo, al caffè Messina, egli s’incontrò con tre uomini
che l’attendevano per trattare la vendita di alcuni mobili.
L’affare pareva bene avviato e tutti si recarono a vedere il mobilio.
Il signor Pizio trasse dall’armadio il quadro della Madonna, ma questi signori, gli dissero: «Che vuole ancora
farne di questo?» Gli presero il quadro dalle mani e con una scure diedero un colpo sulla cornice che, nonostante
fosse fortificata da una lastra di ferro, andò a pezzi; dopo un secondo e un terzo colpo, la scure si spezzò in due,
ma l’immagine restò illesa.
Quando la scure si ruppe in due pezzi uno dei tre signori disse: «La Madonna ha fatto il miracolo!», ridendo presero
l’immagine e la gettarono sul fuoco, che poco prima erastato acceso. In un momento il quadro andò in fiamme e si
offrì agli occhi dei presenti un meraviglioso evento!

Il legno e la cornice del quadro ardevano, ma l’immagine della Vergine si faceva sempre più bella, allora Pizio vedendo un simile prodigio prese l’immagine e la posò, con tremore, sopra un tavolino.
Il rigattiere fu pregato di tenere il segreto sull’accaduto …
In quel medesimo giorno i coniugi Pizio, costretti dalla miseria, si erano recati dal Ministro dei Valdesi per iscriversi a quella religione.
Dopo più di un mese, il signor Alberto, rimproverato dalla consorte per non aver accettato i soccorsi dei Valdesi, giustificò il rifiuto, raccontandole il miracolo successo l’8 dicembre.
La moglie chiese di vedere l’immagine ed egli andò subito a prenderla.
Ella volendo essere testimone oculare del fatto prodigioso, mandò il figlio maggiore a comprare 10 centesimi di spirito, lo gettò sopra l’immagine e quindi sopra il fuoco, ma successe il medesimo prodigio dell’8 dicembre 1859.
Da quel momento i coniugi Pizio si convinsero di aver ricevuto un segno dal Cielo e decisero di chiedere consiglio a un sacerdote.

La domenica delle Palme andarono a Moncalieri e al primo sacerdote incontrato, raccontarono in breve il fatto.
Il sacerdote consigliò i due di «specchiarsi» nell’effigie della Vergine Santissima.
Il sacerdote poi suggerì di donare il quadro a qualche persona che potesse pregare per loro.
Il mercoledì santo i coniugi Pizio uscirono di casa tra le 20.00 e le 21.00 e decisero di regalare il quadro alla prima persona religiosa che avrebbero incontrato.
Quando giunsero all’angolo della via Conciatori [oggi Via Lagrange] e Via Borgo Nuovo [oggi Via Mazzini], due monache s’imbatterono nei coniugi e una di esse, Suor Vincenza Poé, urtò inavvertitamente la moglie del Pizio, la quale, da quel colpo provò tanta consolazione e commossa, rivolta al marito disse: «Ecco la religiosa a cui daremo il quadro della Santissima Concezione».

(tratto da www.laiciverniani.net)

Da quel giorno, 5 aprile 1860, il quadro viene conservato dalle Suore Verniane nel Tempio dell’Immacolata a Ivrea. E oggi si festeggia il 150° Anniversario con la partenza di una peregrinatio annuale.

ottobre: mese missionario

scritto da massimo.sozzi il 1 ottobre 2009

Oggi inizia il mese che la Chiesa dedica alle missioni.

E la Chiesa ci invita a ricordare Santa Teresa di Gesù Bambino: che visse i suoi 25 anni tra Alenon e Lisieux. Niente di più lontano dall’idea, quasi esotica, che spesso abbiamo della missione. Mistero che la Chiesa ci invita a meditare.

E, come ha fatto notare don Silvio stasera, non ci sarebbe potuto essere un Vangelo più azzeccato che quello della liturgia di oggi, per iniziare il mese Missionario:

«In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!” (…)”». (Luca 10,2).

Sapienza?

scritto da massimo.sozzi il 11 giugno 2009

Da Wikipedia: nella spiritualità ebraica il sapiente è il saggio che sa comportarsi adeguatamente nelle più diverse occasioni della vita, poiché conosce la Legge e vive conformandosi ad essa.

Aristotele indicava con sapienza ciò che dagli studiosi del suo pensiero è stato in seguito definito come metafisica. La metafisica è quella parte della filosofia che si occupa degli enti secondo una prospettiva che aspira ad essere la più ampia e universale possibile (…).

A Benedetto XVI fu impedito di parlare. Per il dittatore libico hanno impedito ai manifestanti di parlare.

Forse l’università di Roma dovrebbe cambiare nome.

Pasqua: Cristo è risorto!

scritto da massimo.sozzi il 12 aprile 2009

“Il Cristo è risorto: tutto e tutti devono riflettere la luce di lui: l’uomo e la famiglia, le leggi e il costume, e le varie forme di vita comunitaria delle nazioni. Poiché Cristo ha vinto il peccato e la morte, instaurando nuovo ordine nei rapporti dell’uomo con Dio, nulla può ormai esimersi dal suo divino imperio: «come Cristo risuscitò da morte per la gloria del Padre, così noi camminiamo in novità di vita» (Rom. 6, 4.).

Surrexit Christus, alleluia! Il saluto dice radioso programma: non morte, ma vita; non divisioni, ma pace; non egoismi, ma carità; non menzogna, ma verità; non quel che deprime, ma il trionfo della luce, della purezza, del mutuo rispetto. E poiché ciò costituisce la salvezza, il servizio, l’onore del cristiano, questa sia la vostra testimonianza, ora e sempre, diletti figli!”

SOLENNITÀ DI PASQUA 1963
MESSAGGIO URBI ET ORBI
DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII

Buona Pasqua a tutti!

libere e sole

scritto da massimo.sozzi il 2 marzo 2009

Sono tornate in Italia venerdì sera (27 febbraio), finalmente libere dopo 102 giorni di prigionia, le due suore di Cuneo:Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo.

Già nei giorni della prigionia non avevano ricevuto grandi attenzioni. Poi sono state liberate il 19 febbraio ma fino a venerdì nessun aereo le ha riportate a casa. Sarà che il loro ordine “professionale” non ha gli stessi canali di altri ordini, tanto per fare un esempio: quello dei giornalisti?

Comunque, tutto bene quel che finisce bene e venerdì le due suore sono tornate in Italia, sbarcando all’aereoporto di Caselle.

All’arrivo, ad accoglierle, c’erano fiori, cioccolatini, parenti ed amici. Manca qualcuno? Non c’era nessuna autorità.

Nessun sindaco, presidente di provincia, governatore di regione, nessun ministro, segretario, sottosegretario del governo. Nessun Silvio (che ricordiamo beato tra le Simone) nella notte di Caselle. Nessuno.

Qual’è stata la loro colpa?

Non aver detto? Non aver detto grazie ai loro rapitori. Non aver detto grazie al governo. Non aver detto grazie a Frattini.

O aver detto? Aver detto grazie a chi ha pregato per loro. Aver detto che i rapitori le davano da mangiare ma le tenevano prigioniere, rimarcando la superiorità dei valori spirituali rispetto a quelli materiali.

Tra detto e non detto sono riuscite a inimicarsi destra e sinistra, che sono sempre pronte ad impegnarsi e a manifestare ma solo per chi poi li regala un po’ di pubblicità.

Quello che mi chiedo è chissà cosa ha dato più fastidio,  visto che non c’era neanche il loro vescovo?!

NB: per inciso, il vescovo Giuseppe Cavalotto ha celebrato una Messa di ringraziamento con loro alla domenica.

Escono in libreria le memorie di Luigi Bettazzi, per tanti anni il “vescovo rosso” della “città delle rosse torri”.

Un libro da leggere anche solo per il titolo: In dialogo con i lontani. Memorie e riflessioni di un vescovo un po’ laico.

Lo leggerò. Per adesso riprendo alcuni passaggi dell’articolo di Giacomo Galeazzi su LaStampa.it:

Ora che non ha più incarichi in Cei e non presiede più «Pax Christi», l’ottantacinquenne «vescovo laico» racconta ciò che a lungo ha taciuto, come il ruolo nel caso Moro «stoppato» dalla Santa Sede. (…) il ministro vaticano degli Affari generali, il cardinale Giuseppe Caprio, impedì la trattativa. «Mi disse: “Non vede che stiamo andando in braccio al comunismo? Il Papa ha già fatto fin troppo a scrivere alle Brigate Rosse”. Paolo VI, infatti, aveva appena chiesto alle Br la liberazione “senza condizioni”, come gli avevano fatto aggiungere all’ultimo momento. Io replicai: “Ma c’è di mezzo la vita di un uomo”. La risposta mi agghiacciò perché era quella di Caifa in sinedrio nei confronti di Gesù: “Meglio che muoia un uomo solo, piuttosto che tutta la nazione perisca”(…).

Posizioni spesso controcorrente quelle del presule di Ivrea, definito da Karol Wojtyla, «vescovo conosciuto in tutto il mondo». «Riconosco che Dio mi ha dato un’intelligenza un po’ vivace, sollecitata a rivolgersi a sempre nuove conoscenze ed esperienze» ammette Bettazzi. E non risparmia strali alle gerarchie così grate a Mussolini per la Conciliazione da chiudere gli occhi di fronte alle aberrazioni della dittatura, alla Dc, ai teocon e teodem. «Era normale essere fascisti, negli ambienti ecclesiastici si deridevano gli eccessi del regime ma non si dimenticava che i Patti Lateranensi avevano offerto alla Chiesa privilegi e facilitazioni finanziarie», spiega Bettazzi. (…) Bettazzi riconosce che «la Chiesa a lungo ha avversato e scomunicato le democrazie», non così «l’anticristiana appartenenza a mafia, camorra, organizzazioni illegali e criminose». Fino al «controsenso della «scomunica automatica per i massoni», senza che accada lo stesso per «gli affiliati a clan in cui si sopprimono i nemici».

E nel pieno delle querelle bioetiche e della proliferazione di «sigle confessionali» (teocon, teodem, atei devoti), Bettazzi propone la laicità come antidoto all’integralismo religioso. «Nell’Italia di oggi la “questione cattolica”, che si riteneva risolta da un pezzo, riemerge con tutte le sue contraddizioni e ambiguità», osserva e scommette sui «cristiani anonimi». Sono «quelli che definiamo lontani ad essere veramente cristiani anche se rifiutano di dichiararlo» e la Chiesa «dovrebbe conoscere e valorizzare maggiormente i tanti che compiono ogni giorno il proprio dovere nel lavoro, nella vita privata, nella solidarietà». E che, senza proclami o toni da crociata, «sanno che a renderli pienamente umani è qualcosa di più sacro della vita fisica».

Da leggere per sentirsi ancora figli di una Chiesa che sa ancora esserci vicina anche attraverso i suoi “principi”.

Epifania

scritto da massimo.sozzi il 6 gennaio 2009

Epifania è la festa del cuore dilatato.  E’ una gioia pensare oggi che Dio è di tutti. I Magi erano dei pagani, venivano da un Oriente misterioso, patria delle religioni più diverse, culla della vita. Vengono a dire che Dio appartiene a tutta l’umanità e che lo cercano l’intelligenza e il cuore di ogni uomo, la sapienza e la cultura di ogni popolo.

E’ il Dio di chi crede e di chi non ce la fa a credere, dei cristiani e degli islamici, di chi è regolarmente sposato e di chi ha subito la lacerazione dell’amore, di chi è solo e di chi vive insieme ad un amato, di me e di chi non è della mia parte politica.

E’ il Dio di tutti e per tutti fa sorgere una stella, per chiunque lo cerchi con cuore sincero.

I Magi vedono molte cose in quella stella. E’ una stella con molte stelle dentro, un bambino, un re, un Dio: Siamo venuti per adorarlo. Ecco il desiderio di Dio. Dio ha desiderio che noi abbiamo desiderio di lui. Dio non è un dovere, è un desiderio. Per questo i Magi viaggiano per anni, “fissando gli abissi del cielo fino a bruciarsi gli occhi del cuore”.

D. M. Turoldo

Dal messaggio di Sua Santità BENEDETTO XVI per la Celebrazione della GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2009)

1. Anche all’inizio di questo nuovo anno desidero far giungere a tutti il mio augurio di pace ed invitare, con questo mio Messaggio, a riflettere sul tema: Combattere la povertà, costruire la pace. Già il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1993, aveva sottolineato le ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere popolazioni finisce per avere sulla pace. Di fatto, la povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà. «S’afferma… e diventa sempre più grave nel mondo – scriveva Giovanni Paolo II – un’altra seria minaccia per la pace: molte persone, anzi, intere popolazioni vivono oggi in condizioni di estrema povertà. La disparità tra ricchi e poveri s’è fatta più evidente, anche nelle nazioni economicamente più sviluppate. Si tratta di un problema che s’impone alla coscienza dell’umanità, giacché le condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offenderne la nativa dignità e da compromettere, conseguentemente, l’autentico ed armonico progresso della comunità mondiale».

(…)

«Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi », scriveva nel 1891 Leone XIII, aggiungendo: «Quanto alla Chiesa, essa non lascerà mancare mai e in nessun modo l’opera sua». Questa consapevolezza accompagna anche oggi l’azione della Chiesa verso i poveri, nei quali vede Cristo, sentendo risuonare costantemente nel suo cuore il mandato del Principe della pace agli Apostoli: «Vos date illis manducare – date loro voi stessi da mangiare» (Lc 9,13). Fedele a quest’invito del suo Signore, la Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all’intera famiglia umana il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto per cambiare «gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società». Ad ogni discepolo di Cristo, come anche ad ogni persona di buona volontà, rivolgo pertanto all’inizio di un nuovo anno il caldo invito ad allargare il cuore verso le necessità dei poveri e a fare quanto è concretamente possibile per venire in loro soccorso. Resta infatti incontestabilmente vero l’assioma secondo cui «combattere la povertà è costruire la pace».

Dal Vaticano, 8 Dicembre 2008

BENEDICTUS PP. XVI

Oggi vi è nato il Salvatore

scritto da massimo.sozzi il 25 dicembre 2008

Dal vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

(immagine da www.elledici.org)

San Giuseppe da Copertino

scritto da massimo.sozzi il 19 settembre 2008

Ieri la CAI ha ritirato l’offerta per Alitalia. Se davvero si ritira lo scopriremo solo con il tempo.

Intanto Berlusconi, che si è visto ben poco in prima persona, quasi sentisse l’odore della sconfitta, addossa tutte le colpe a Cgil e piloti. E poi dice che c’è un disegno politico dietro il fallimento. E lo dice scandalizzato.

Ma come? Quando è fallita l’intesa con Air France, i motivi erano per caso di natura filosofica?!

In realtà i motivi sono, forse, da cercare in più alte sfere: ieri era la festa di San Giuseppe da Copertino. Santo dei voli!

il papa e il nuovo razzismo

scritto da massimo.sozzi il 21 agosto 2008

Ha gioito in fretta, una parte del mondo cattolico, quando giovedì 14 il Vaticano ha preso le distanze da Famiglia Cristiana che ha bollato il governo di nuovo fascismo (ANSA).

Basta fare un giro dalle parti di www.fattisentire.net (sempre che funzioni!) o leggere interviste come quella qui riportata: http://www.totustuus.net/modules.php?name=News&file=article&sid=2386 .

Peccato che domenica 17, Benedetto XVI (e non la sua sala stampa) ha lanciato un duro monito contro le nuove forme di razzismo. Ma allora, chi esprime davvero le linee della Santa Sede? Mah…

carriere…

scritto da massimo.sozzi il 5 giugno 2008

Ogni tanto leggi delle notizie che ti fanno tornare indietro nel tempo. Come quella riportata dal Bollettino Salesiano: «Il XXVI Capitolo Generale dei salesiani tenutosi a Roma dal 23 febbraio al 12 marzo scorso ha eletto il nuovo consiglio generale che animerà per i prossimi sei anni la congregazione di Don Bosco. (…) dott. Claudio Marangio, economo generale, nuovo eletto (si tratta del primo salesiano laico eletto a questa carica, rompendo una tradizione che persisteva dai tempi di Don Bosco);(…)».

E ti ricordi…

Quando chiedevi perchè nella tua busta paga mancassero circa 1000 euro.

Quando ti veniva risposto che te ne avevano dati 80 in più.

Quando tu facevi presente che i dati che fornivano erano inventati.

Quando non ricevevi più risposte…

Chi non rispondeva più? Il dott. Marangio in persona? No!

Assolutamente no! Che poi, magari, mi becco una denuncia come mi aveva “promesso”, saltando in mezzo al cortile, un suo confratello!

Parlo dell’ufficio di cui lui era responsabile. Magari lui, quando mi rispondevano, non era neanche presente…

Ma si, 1000 euro cosa vuoi che siano? Cosa vuoi…

voglia di guarire?

scritto da massimo.sozzi il 6 maggio 2008

In questi giorni a Cuorgnè, sotto il patrocinio del comune, si sta tenendo «un ciclo di incontri per comprendere i concetti di malattia, cura e guarigione sotto il profilo medico, filosofico e spirituale».

Un tema apparentemente interessante. E interessante l’approccio su più versanti, peccato che tra le discipline coinvolte manchi del tutto la psicologia, materia sicuramente più vicina al malato di altre coinvolte negli incontri.

Vorrei comunque segnalarvi l’incontro di domani, mercoledì 7 maggio. Si parlerà di come combattere la depressione con l’aiuto di fede e natura. Uno dei due relatori è Eligio Caprioglio (sacerdote). Non mi risulta che abbia lavorato nell’ambiente della sanità o che se ne sia occupato in qualche pubblicazione. Ma sicuramente non sarà stato chiamato dagli organizzatori degli incontri solo per amicizia. Forse…

Io non parteciperò per evitare inutili mal di pancia. Ma se qualcuno dei miei lettori ci andrà, provi a chiedere al sacerdote se la fede aiuta anche a guarire da mobbing, bossing, straining e stalking. Le domande saranno pur ammesse? O no?…