pacate osservazioni

scritto da il 3 novembre 2008

L’autore del pezzo, che ho preso dalla Stampa, è una persona che conosce la materia di cui parla. Io mi sono limitato a evidenziare in grassetto le parti che ritenevo più significative. Prendetevi 5 minuti e buona lettura:

«pacate osservazioni
di LUIGI CHATEL

Come noto, si stanno definendo a livello nazionale interventi legislativi e amministrativi che mirano a modificare profondamente gli assetti della scuola italiana.
Parliamo della scuola elementare o primaria.
Importante seguire le notizie sul tema, non limitandosi alle chiacchiere dispersive e superficiali fomentate dai media ma andando alla fonte normativa, normalmente reperibile su Internet.
Invito a non seguire nemmeno le dichiarazioni del Ministro o dei portavoce del Governo in quanto fuorvianti, con documenti chiaramente di parte tese tanto a scoraggiare chi voglia pensare con la propria testa quanto a svilire chi abbia l’ardire di avere dee in disaccordo.
Un aspetto significativo è ad oggi la mancanza di omogeneità della scuola sul territorio nazionale per i tempi ed i modi di attuazione, cosicché ad alcuni insegnanti paiano addirittura offensive alcune dichiarazioni e ad altri sembrino semplici registrazioni dello status quo. Sicuramente è mancato un discorso di valutazione e di qualificazione a livello globale. L’invito a non fare di ogni erba un fascio e a non buttare il bambino assieme all’acqua sporca è tanto opportuno quanto di buon senso.
Da segnalare lo spiacevole clima di delegittimazione in cui avvengono dichiarazioni e controdichiarazioni che non favoriscono il dialogo, anzi.
Non stupisce che poi arrivino intemperanze ed eccessi quanto si demonizza l’altro anziché accogliere il dialogo.
I riferimenti più significativi sono:
il D. L. 137 del 1 settembre 08, che il 29 10 08 è stato convertito in legge;
la l. 133/08, conversione in legge del c. d. Decreto Brunetta di giugno; e in modo particolare il Piano programmatico del ministero per attuare quanto disposto dall’art 64 della stessa l. 133: non si tratta ancora di legge né di decreto legge, ma presto lo diventerà e sarà probabilmente ancora corretto da possibili indirizzi che in questi giorni vengono dati (si pensi ad es alla proposta, accolta, di prevedere le “classi ponte?? in cui inserire gli alunni stranieri).
La proposta Aprea [i tre documenti o loro parti sono in calce al presente]

Do qui di seguito l’elenco di quelli che, dalla lettura dei testi normativi ricordati, appaiono le principali novità che allo stato attuale delle cose riguarderanno le scuole elementari e medie già il prossimo anno. Cerco di rimanere nell’oggettività; invito a mantenere la stessa oggettività riconoscendo ad ogni lettore la piena libertà e responsabilità di toccare ed esprimere le proprie convinzioni e valutazioni.
Nella scuola elementare ci saranno le novità più dirompenti;
fine della pluralità del team docente, con l’avvento del “maestro unico??- si inizierà dalle classi prime – saranno ancora possibili integrazioni di “esperti?? per alcune aree disciplinari (es. educazione motoria, religione, …)
orario didattico settimanale per tutte le classi di 24 ore, con possibilità di opzioni aggiuntive fino a 27 o 30 ore e insegnante prevalente “nei limiti dell’organico a assegnato e con le risorse disponibili presso le scuole??. A quali “risorse?? si fa riferimento non è stato ancora chiarito, così come non è chiarito chi effettuerà queste ore e con quali qualifiche
insegnamento dell’inglese senza ricorrere a specialisti, perché tutti gli insegnanti saranno formati per questo insegnamento tramite 150 ore di corso

In generale, con valenza per tutti gli ordini di scuole, si attuerà
un aumento del rapporto alunni – classe: di 0,20 l’anno 2009-10, di ulteriore 0,20 nei due anni successivi; non è chiaro cosa questo significhi: 0,20 in più del rapporto medio, che ora mi pare sia intorno a 21 – 22, non dovrebbe creare particolari problemi, soprattutto se, come previsto da quanto dirò poco oltre, si prevede scompaiano le classi con pochi alunni; sarebbe preoccupante intendere lo 0,20 come aumento percentuale, che significherebbe 5 alunni in più per classe dal 2009-10 (totale 30) e 6 alunni in più dal 2011-12 (totale 36)!
l’attuazione di “classi ponte?? in cui saranno inseriti i ragazzi di origine straniera al loro arrivo in Italia, per permettere la loro prima alfabetizzazione, e l’impossibilità di inserimenti oltre il 31 dicembre; il rischio è quello della sclerotizzazione; corsi propedeutici o in parallelo alle normali attività già si svolgono.

Si prevede poi la “riorganizzazione della rete scolastica??, che comporta due tipi di interventi:
la chiusura dei plessi con numero di alunni inferiore a 50; (si pensi alle tantissime scuole dell’infanzia, che non raggiungono questi limiti), fatta eccezione per le scuole a qualifica “speciale??
la soppressione della titolarità (Presidenza e Segreteria) per gli istituti che non raggiungono i parametri di legge, con accorpamenti e assorbimenti in altri istituti (norma per altro già prevista dalle leggi regionali in Piemonte)

[L’accorpamento e la scomparsa di istituti è un’operazione che non ha implicazioni immediate e dirette sul servizio scolastico, ma riguarda le sedi dirigenziali e gli uffici di segreteria. Ciò significa che comporta contrazioni di posti del personale ATA e dei dirigenti; sugli organici sia ATA che docenti comporta semplicemente la fusione, e quindi la possibile modifica delle situazioni individuali di graduatoria e di assegnazione alle sedi.
La chiusura dei plessi riguarda invece il vero e proprio servizio scolastico, determinando la scomparsa di scuole da certi territori. A parte le situazioni di montagna, che potrebbero essere stralciate con opportune eccezioni, perderebbero le scuole moltissimi paesi, anche non piccoli; soprattutto bisogna considerare che questi alunni confluiranno in sedi ovviamente più grandi, con probabili difficoltà di contenimento. Pensiamo poi al disagio per i bambini che tornerebbero, come già i nostri nonni e bisnonni, a dover viaggiare per ore al fine di raggiungere la scuola, con conseguente aumento del traffico e delle corse stressogene per gli accompagnatori.]
Un ordine di problema che nasce è senz’altro quello di chi ha usufruito in questi anni della scuola come servizio sociale. Si può dire che non riguarda la scuola ma non che non rientra nei problemi determinati da questo tipo di provvedimento.
Altro ordine di problemi che nasce è quello di tipo forse più professionale ma non meno delicato e non con meno risvolti sull’utenza.
Il conferimento del carattere professionale alle scuole (con tanto di Consiglio di amministrazione) determinerà uno scollamento a livello nazionale senza programmi di insegnamento nazionali, senza criteri nazionali nella scelta dei candidati all’insegnamento e dell’assegnazione dei docenti alle classi. Tralasciando il peso che rischia di avere il mondo economico produttivo nella gestione e negli indirizzi delle scuole, mi sembra del tutto normale che la categoria chieda di vedere tutelati gli aspetti fondamentali poc’anzi citati della propria carriera lavorativa.
Le famiglie dovrebbero avanzare richiesta analoga per quanto riguarda il titolo di studio e la certificazione dei risultati (necessaria una scheda o pagella di modello unico e con voci univoche, programmi di studio minimi garantiti a livello nazionale).
Il Governo parla di incentivi per i bravi insegnanti ma non fissa i parametri che servono a stabilire chi lo sia.
Per intanto arbitrariamente e con scelta monolaterale ne aumenta il monte ore lavorativo settimanale trascurando che è uno degli aspetti fondamentali del contratto.
Volutamente non mi fermo sugli aspetti più di facciata e meno rilevanti del decreto quali grembiuli, voti ed educazione civica. Meno rilevanti perché inconsistenti in quanto a “novità?? o perché già richiesti in modo bipartisan da tempo. Certo sono quelli che colpiscono maggiormente l’immaginario collettivo e sollevano le chiacchiere che non fanno andare al nodo delle questioni.

A regime (quando saranno cioè stati riassorbiti gli esuberi previsti) nasceranno oggettivamente problemi per qualsiasi attività didattica extrascuola (attività sportive, visite, soggiorni, gite, …).
Più difficili saranno gli interventi individualizzati e i recuperi; le attività di laboratorio saranno ancora più mortificate.
Tutte le discipline e gli insegnamenti saranno ridimensionati per problemi di orario.
Tra i rischi la mancanza di tempi adeguati di lavoro e pausa ed il conseguente incremento del disagio che porta poi ad esplosioni di intemperanza a livello comportamentali e di bullismo, con insegnanti che avranno ancora meno tempo per stare con i ragazzi ed occuparsi di loro».

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politici maratoneti

scritto da il 3 novembre 2008

Sabato sera il Tg2 ha mandato in onda un servizio sulla Maratona di New York (che si sarebbe corsa il giorno dopo). Tra i tanti italiani che vi partecipano, c’è anche una delegazione di parlamentari guidata dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi.

Mi sono chiesto: chi ha pagato la trasferta dei nostri politici?

E ho provato a fare qualche ricerca. Intanto vi lascio guardare il video, ci vediamo “sotto”…

Visto che grinta la De Micheli?! E danno proprio il buon esempio questi nostri politici… Scusate, ho detto che mi sono documentato: sul sito personale del signor Lupi (www.mauriziolupi.it), c’è una rassegna stampa dove si può leggere che:

«CAMERA: LUPI, NASCE CLUB MARATONETI A MONTECITORIO

Roma, 27 ott. (Adnkronos) – Partira’ dopodomani un gruppo di parlamentari, appartenenti sia alla maggioranza sia all’ opposizione, guidati da Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera per partecipare alla maratona piu’ famosa del mondo, che si svolgera’ domenica 2 novembre a New York. Tra questi, Chiara Moroni, Sandro Gozi, Paola De Micheli, Marco Marsilio, Davide Caparini. Per Lupi, si tratta della quarta maratona.

L’iniziativa e’ patrocinata dalla Camera dei deputati ed e’ coinvolto il Comune di Milano con oltre 400 atleti che correranno in favore dell’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo’ e, come spiega Lupi, ‘si propone di unire la passione per la corsa con il sostegno all’importante iniziativa benefica per i bambini cardiopatici’. ‘In concomitanza con la maratona -annuncia il vice presidente della Camera- si costituisce il ‘Montecitorio Marathon Road Runner Club’, al quale hanno aderito oltre 25 deputati legati dalla passione e predisposizione per la corsa’(…)».

A questo punto due domande:

1- mi spiegate in cosa consiste questa “iniziativa benefica”? Capisco se a correre c’è un atleta, un Baldini o un altro campione, che si porta dietro un po’ di sponsor e di denaro. Ma un gruppo di parlamentari, che beneficenza hanno fatto?

2- chi paga questo circolo sportivo Montecitorio? Sarà mica a carico dei contribuenti? Il mondo è in crisi, i posti di lavoro scompaiono da un giorno all’altro (così, commenterà qualcuno, rimane del tempo per correre…), in Italia si sta uccidendo la democrazia e questi vanno a correre a New York?!

A me questo servizio ha rovinato il sabato sera.

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