In questi giorni il tema dell’emergenza spazzatura a Napoli monopolizza l’informazione. O meglio, l’informazione in accordo con la politica ha deciso di monopolizzare la nostra attenzione raccontandoci cosa, secondo loro, succede a Napoli.

Ma le idee migliori non le ho sentite dalla tv, anzi, in tv di idee proprio non se ne sono sentite. Al massimo qualche trito slogan pre-campagna-elettorale, tipo “via questo” e “dentro quello”!

Le idee migliori le ho ricevute via email dalla lista di “Consumo critico” di PeaceLink. Ve ne riporto qualcuno, citando i nomi di chi le ha scritte. E intanto mi chiedo perchè la politica non abbia queste persone…

Scrive Vittorio Marinelli: «(…) Il segno di continuità/discontinuità che tutti ci aspettavamo, nell’emergenza rifiuti campana, che dura da circa 15 anni, un po’ come con il respiratore artificiale, è finalmente arrivato.

E il nome straniero del super commissario, che in quattro mesi dovrebbe far diventare, la situazione napoletana, europea, la dice lunga. Si chiama De Gennaro (…).

Forse invece bene avrebbe fatto il governo, a quanto pare, per nulla ammalato di esterofilia, a nominare Roberto Saviano, come supercommissario straordinario sui commissari straordinari ordinari. L’unico che, in maniera lucida, ha detto quello che tutti sanno. Che, sulla monnezza, ci rubano tutti: politici, tecnici, camorra. Anche il primo gruppo industriale italiano: lo dice Pecoraro Scanio oggi, sempre sul giornale. Mentre la magistratura dorme. O, se non dorme, viene fatta fuori o le vengono fatti fuori i genitori.

Noi, però, che siamo esterofili, avremmo preferito un commissario europeo, per esempio, dalla Germania, dall’Olanda, dall’Austria, dal Giappone, dal Belgio, dalla Svezia, o per finire dalla Danimarca. In cerca d’economia, forse avremmo pure potuto optare per un estone (…), visto che la storia ha reso il paese baltico abbastanza economico e, quindi, un supercommissario straordinario ai commissari straordinari ordinari estone, con 2.000 euro al mese, lo porti a casa.

Paesi esteri citati che si distinguono per la quantità totale di imballaggi di vetro e carta riciclati ogni anno, come ci informa il National Geographic ancora in edicola.

Però noi, che alle lavatrici italiane, abbiamo sempre preferito le tedesche, anche il supercommissario straordinario ai commissari straordinari ordinari, l’avremmo preferito con la solidità teutonica.

Peraltro, nella classifica prima richiamata, la Germania la fa da padrona e, con un premier non di sinistra e non ecologista, come la Merkel, che si avvicina all’essere la leader ecologica ed ecologista indiscussa del mondo occidentale, la cosa è ancora più singolare. Un po’ come per l’ordinarietà nella straordinarietà, peraltro.

(…) Sorge quindi il sospetto, che coloro che si proclamano ecologisti o similari, lo fanno in realtà indifferenti poi alle tematiche sponsorizzate. Scegliendo, in perfetta continuità, uno di loro, che fa il poliziotto, e che da sempre li difende. Contro il popolo, contro l’ambiente, contro gli interessi della collettività».

Secondo Dario Nicodemo: «1. Il problema è culturale e sociale!
2. Il problema è statale, cioè che prende tutta l’Italia e non la sola Campania, le istituzioni locali c’entrano per una parte!
3. Il problema è la radicalizzazione della Camorra
4. Il problema è politico
5. Il problema è nostro e quotidiano.

1. Bisogna insegnare alle persone, a noi!!! perchè quando parliamo di persone crediamo siano sempre altri! Mai siamo noi le persone!! Bisogna consumare di meno! Bisogna far uso il meno possibile di oggetti non riciclabili! (INFORMATEVI cosa è riciclabile! Sapevate che la plastica dei giocattoli, dei piatti e delle posate in plastica non è riclabile??
(…) La raccolta differenziata non è una mera catena di montaggio! è uno stile di vita! Come i nostri nonni che mettevano da parte anche il filo di cotone di 5 cm che sarebbe potuto servire eventualmente!

2. IL problema è statale perchè? Perchè se continuano a mandarci (CAmpania) tramite traffici illegali ( CAmorre) i rifiuti speciali e non dal centro nord italia è normale che si satura tutto! Tutto il nostro territorio è pieno della loro immondizia! Noi siamo la loro discarica!

3. La Camorra va combattuta dalla stato e non dalla polizia locale, invece di mandare l’esercito in Afghanistan o Iraq è bene che mettano a posto prima i problemi qui da noi!
Non sono per la violenza, ma i militari sono un ottimo sostegno logistico per prendere tutti i malviventi!

4. La politica vive con la camorra: (…) alcuni rami della politica nazionale sguazzano con l’aiuto della camorra.
Bassolino ha fatto molte cose e neanche 5 commissari sono riusciti a contrastare la forza della camorra: guardate cosa sta facendo a pianura: quella degli scontri violenti è camorra!

5. IL problema è quotidiano e nostro: ora che finiamo di leggere questa mail non buttiamo la cicca o la carta per terra e non prendiamo la macchina per andare a comprare il pane a 50m da casa!!».

scrive ancora Giuseppe Palermo: «Adesso, dopo anni di boicottaggio consapevole (…) tutti parlano di raccolta differenziata. Molti (…) perché tanto, pensano, è una cosa lunga a farsi e, nell’attesa, zittiti comitati e ambientalisti, si può finalmente dare via libera ai termovalorizzatori, alias inceneritori (il danno e la beffa cioè, della serie: provocate il disastro e sarete premiati). Bisognerebbe far capire a questa gente, e un po’ a tutti quanti, che il riciclo è già un ripiego e una sconfitta, perché i rifiuti bisogna anzi tutto evitare di crearli. Venendo al caso attuale, basterebbe una sola ordinanza del Governo o del Commissario (siamo o no in emergenza?) per vietare dall’indomani sacchetti e bottiglie di plastica, e, se è vero che gli imballaggi costituiscono almeno il 40% dei rifiuti, gli effetti li vedremmo subito. La gente tornerebbe a bere sorella acqua dal rubinetto e chi proprio vuole la minerale lo farebbe restituendo il vuoto al fornitore, come si faceva una volta (qui in Italia, non in Scandinavia). Ma c’è poco da sperare: persino la ridicola tassa di 5 centesimi che la Finanziaria ha introdotto per le bottiglie di plastica è stata causa di attacchi virulenti, del tipo: “Ci tassano anche l’acqua”, mentre il Ciarrapico, chi sa mai perché, s’è buttato a sinistra…(…) Dell’acqua sappiamo già molte cose, del compostaggio domestico forse meno. Il Svizzera il compostaggio da decenni è obbligatorio per chi ha un giardino anche piccolissimo (le leggi, nei dettagli, cambiano a seconda dei cantoni); l’esperienza che ho io è di parecchio tempo fa, e se qualcuno ne sa di più, sarebbe opportuno richiamare queste disposizioni. Nulla in realtà, anche in Italia, vieta ai singoli comuni di riprenderle, senza aspettare il governo (…)».

Commenti disabilitati su le idee migliori non vengono dall’alto

lastampa.it del 9 maggio 2007 «Silvio Berlusconi tonico come non mai (…): “Non esiste il modello Sarkozy, sono io il suo modello. Non a caso dopo aver vinto le elezioni sono stato il primo che ha chiamato”».

repubblica.it dell’8 maggio 2007 «“Sarkozy ha visto Berlusconi come modello. Le sue idee sono le mie??. Il leader di Forza Italia, (…) torna a commentare la vittoria (…) di Nicolas Sarkozy. Spiega che gli è “amico da anni?? e spera “che possa governare al meglio??. “È un moderato, un conservatore, nel senso politico del termine. Questo non significa che non sia un rivoluzionario nel senso di cambiare la vecchia politica??, sottolinea».

Poi ieri, fonte ANSA.it, è successo questo: «PARIGI – E’ durata poco più di due ore la prima conferenza stampa di Nicolas Sarkozy da quando è all’Eliseo (…). Il presidente ha posto il problema della pubblicità nelle reti televisive pubbliche che non devono inseguire le private e che potrebbero trovare fonti di finanziamento attraverso la tassazione della pubblicità aggiuntiva proprio sui canali privati».

E le reazioni sono state immediate…

Povero Silvio, tradito e colpito dal suo delfino! Neanche più in Francia potrà far televisione tranquillo, moderno Giulio Cesare pugnalato dal figlio Bruto!

rifiuti napoletani

scritto da il 8 gennaio 2008

Da ANSA.it: «NAPOLI, 8 GEN – Tre operatori della Rai, di Sky e di Mediacom, sono stati picchiati con calci, pugni e derubati a Pianura nel corso della notte. I giovani che hanno tenuto sotto controllo il territorio dell’intero quartiere per tutta la notte, fronteggiandosi a distanza con le forze dell’ordine, hanno rotto le telecamere, impedendo che si potesse riprendere cio’ che accadeva. Sono state rubate anche le cassette che contenevano le immagini delle tensioni e degli scontri».

Da Corriere.it: «NAPOLI – Ancora scontri, sassaiole, cariche della polizia. La situazione a Pianura precipita dopo una notte d’inferno, con roghi appiccati un po’ ovunque: ha bruciato per tutta la notte la discarica; in fiamme anche due autobus, usati dai manifestanti a mo’ di barricata; un rogo è stato appiccato persino vicino a un distributore, che ha rischiato di saltare in aria».

Direi che qualcosa a Napoli non va… Bravo, mi direte, ti sei svegliato adesso?!

No, non mi sono svegliato adesso. Stavo dalla parte di chi non voleva la riapertura della discarica, perchè capivo la loro preoccupazione che una volta riaperta non venisse più chiusa. Stavo dalla loro parte che per tanti anni, causa gli affari della camorra, hanno dovuto smaltire i rifiuti dell’Italia intera. Stavo dalla loro parte, perchè masse di rifiuti abbandonati nelle vie non devono essere il panorama di Napoli.

Poi senti qualcuno che comincia a dire che la situazione non è uguale in tutta la regione. Qualcuno, tornato dalle vacanze natalizie, non riconosce le immagini della tv.

Poi cominciano a riprendere la gente che, con aria di sfida, lancia sacchetti “misti” nei mucchi in mezzo alle strade. E non potevate aspettare, tenere in casa qualche giorno?

Poi senti raccontare di un numero spropositato di addetti alla raccolta rifiuti che passano le giornate a far niente.

E poi le violenze. Anche contro chi, in questi giorni, li ha portati alla ribalta televisiva.

Allora c’è qualcosa che non va. Cominci a dubitare che la vera emergenza siano le persone che stanno guidando le proteste, magari chi li guida da dietro per ottenere guadagni extra.

Cari napoletani, allontanate chi sta facendo danni. Perchè altrimenti ci viene da pensare che sia solo l’ennesima sceneggiata di chi non ha voglia di impegnarsi.

Poi la soluzione, passata l’emergenza che tanto passerà, si chiama differenziata. Costa sacrificio e impegno civico. Ma è l’unica strada.

Commenti disabilitati su rifiuti napoletani

drastica e coraggiosa

scritto da il 4 gennaio 2008

La notizia è rimbalzata su tutti i tg nazionali: in una importante città del nord Italia (non la più importante, che rimane la Olimpica Augusta Chiampa Taurinorum), la Signora Sindaco che la guida ha introdotto un nuovo dazio.

Per l’ennesima volta viene colpita l’automobile, che già subisce: iva sull’acquisto, assicurazione obbligatoria, bollo annuale (tassa di proprietà), revisione biennale dopo i primi 5 anni, strisce blu, accise varie sui carburanti, ecc…

Ma l’auto è colei che inquina. Bisogna produrle, incentivarne la vendita ma poi tenerle ferme e chiuse. E poi, scusate, ma il nuovo dazio è davvero rivoluzionario: infatti dal 2 gennaio per entrare con la propria auto nel centro della città, che ha l’onore di essere amministrata da Colei che ha rinnovato la scuola e la cultura italiana (eh?!), si dovrà pagare un dazio. Indipendentemente da chi sei e da quale partito hai votato.

La cifra da pagare varierà solamente in base al reddito. Direttamente proporzionale, per una questione di giustizia sociale: più guadagni e più pagherai. Senza esagerare, sia chiaro, perchè guadagnare tanto non dev’essere una colpa ma indicatore di capacità.

Una scelta drastica e coraggiosa, non popolare e antipatica, ma che porterà il centro della meneghina città ad essere un salotto pedonale. Esempio unico in Italia e all’avanguardia in Europa.

Un attimo, scusate… ho trovato un’Ansa che spiega meglio ciò che sta capitando: «MILANO – Piu’ inquini, piu’ paghi. E’ questo il principio di Ecopass, il ticket antismog che da oggi le auto con emissioni piu’ nocive dovranno pagare per entrare nel centro di Milano. (…) A differenza della congestion charge introdotta a Londra nel 2003 e che si applica indistintamente a tutti i veicoli, il pedaggio milanese e’ una pollution charge che tocca soltanto i mezzi piu’ inquinanti con tariffe modulate a seconda della quantita’ di gas tossici prodotta dagli scarichi. Le auto piu’ dannose per l’ambiente (…) dovranno pagare un pedaggio giornaliero dai 2 ai 10 euro. Le auto piu’ moderne (benzina euro 3 e 4 e diesel euro 4 con filtro antiparticolato), quelle ecologiche, i ciclomotori e i motocicli saranno invece esentati.(…)».

Peccato, avevo capito male! Le scelte coraggiose, solo da copiare in questo caso, continuiamo a lasciarle agli altri.

Binetti 2

scritto da il 3 gennaio 2008

Paola Binetti… ma io l’ho già vista? Forse al cinema…

A sinistra la senatrice Binetti Paolo…ops! Paola. A destra Robin Williams travestito da Mrs. Doubtfire.

(foto originali tratte da www.senato.it e nuvein.org)

Binetti 1

scritto da il 3 gennaio 2008

La Lega e’ disposta a rivedere la legge 194 sull’aborto, come proposto dal card. Ruini, ma dopo le elezioni e con un altro governo. (…) La teodem Binetti (Pd) e’ pronta a sostenere la mozione Bondi, ribadendo che sul tema non si puo’ invocare la disciplina di partito (…) (tratto da Ansa.it).

Commuove la dedizione della Binetti all’Italia. In questo momento di benessere, in cui tutti abbiamo un lavoro sicuro, ben retribuito, realizzante. Quando uno vive con queste condizioni di prosperità è giusto che si dedichi a riflessioni su temi delicati e moralmente importanti.

Loro, i lontani e un poco sviluppati pakistani, avevano Benazir Bhutto. Noi, i ricchi e intelligenti italiani, abbiamo la Binetti. Perchè ho la sensazione che siamo noi il paese di serie B?

Ah già! Noi abbiamo anche Berlusconi…

(foto originali tratte da www.senato.it e www.harrywalker.com)

Sandro Pertini, 31 dicembre 1979

scritto da il 1 gennaio 2008

Non sapevo come fare gli auguri di Buon Anno a chi passava di qua. Poi ho letto questo post di Verdespirito e ho pensato che non c’era modo migliore!

Il 31 dicembre 1979, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini rivolgeva questo messaggio di Auguri agli italiani. Io ne riporto qualche pezzo, è un po’ lunghetto ma di un’attualità disarmante. Terrificante pensare che quasi trent’anni sono passati eppure sarebbe ancora oggi valido. Peccato che non ci sia qualcuno in grado di pronunciarlo…

Buon 2008 a tutti!

«Miei cari amici, 

Eccomi qui per la seconda volta a rivolgervi i miei auguri per l’anno che sta per sorgere. Ve li rivolgo senza nessuna formalità, fuori da ogni norma protocollare, il protocollo, lo sanno i miei collaboratori, mi dà sempre fastidio, come fossi seduto alla vostra tavola, alzare con voi il bicchiere, bere alla vostra salute, alla salute del popolo italiano. E anche alla mia salute. 

Il mio pensiero corre in modo particolare in questo momento agli italiani che sono stati costretti a lasciare l’Italia per andare all’estero a trovare lavoro. E’ un’esperienza che io ho conosciuto nella mia lontana giovinezza. Ed io so che questi italiani sentono in questi giorni un desiderio, una nostalgia struggente del loro paese, dei loro parenti e dei loro amici. 

Io vi rivolgo questi auguri con un ánimo preoccupato, ma anche nel mio animo vi sono delle speranze. Sono preoccupato soprattutto per la disoccupazione che vi è nel nostro paese, e per la disoccupazione in modo particolare giovanile. La disoccupazione giovanile è un campo fertile, amici miei, per la droga e per il terrorismo. 

Per la droga. Io lo so perchè ne ho avvicinati di questi giovani, giovani che si sentono, perchè senza lavoro, emarginati, depressi, demoralizzati, mal consigliati. Varcano la soglia dei cosiddetti “paradisi artificiali”, che, poi, invece è un inferno che porta alla rovina. E pensano in questo modo di poter trovare un’evasione, ed invece trovano la loro rovina personale. 

Bene, vedete, io mi rivolgo agli anziani, ai genitori, agli educatori, talvolta basta una parola di comprensione verso questi giovani depressi, basta una conversazione fatta con loro amichevolmente per evitare che essi possano varcare la soglia della droga e, quindì,della perdizione. Sta a voi genitori ed educatori, stare vicino a questi giovani per salvarli dalla loro rovina. 

Ho detto che è anche un terreno fertile per il terrorismo. Risulta da informazioni che molti giovani disoccupati che, pur di guadagnare qualche migliaio di lire,  finiscono per diventare dei cooperatori, dei collaboratori dei terroristi. E quindi anche questa è un’altra strada che per i giovani significa la loro perdizione. 

(…) Ma noi dobbiamo pensare a queste forze dell’ordine (…). Devono essere anche forniti di mezzi moderni, attrezzata meglio, devono essere aumentati gli effettivi, perchè non è più ammissibile che costoro facciano dei servizi defatiganti tali da rendere loro impossibile, poi, di lavorare, di sorvegliare come dovrebbero sorvegliare. 

(…) Ma io mi vado chiedendo, amici miei, come mai proprio in Italia si è scatenato questo terrorismo? Si erano già verificati atti di terrorismo in Francia e in Germania, ma ormai il terrorismo è spento in quelle nazioni. Come mai invece si è scatenato qui in Italia, e continua in Italia? 

Io ho fatto delle mie considerazioni, che possono essere anche infondate, le sottopongo al vostro esame. L’Italia, vedete, è un ponte che unisce l’Europa all’Africa e al Medio Oriente. Quindi un ponte, da un punto di vista strategico, molto importante. Orbene, se per dannata ipotesi i terroristi dovessero destabilizzare il sistema democratico nel nostro paese, sarebbe un grave danno per noi, ma sarebbe un danno anche per tutta l’Europa e per la pace nel mondo. A mio avviso, qui posso anche sbagliarmi, è un’ipotesi mia personale, e ve la offro come tale, la centrale del terrorismo non è in Italia, è all’estero. 

(…) Dietro ogni articolo della carta costituzionale, amici che mi ascoltate, stanno centinaia di giovani morti nella resistenza, quindi la repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. Ma dobbiamo difenderla anche dalla corruzione. La corruzione è una nemica della repubblica. E i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti. E l’esempio, soprattutto, in questo deve darlo la classe dirigente, ed in primo luogo, naturalmente, chi vi parla in questo momento. 

(…) Io credo nella nostra gioventù, a differenza di molti anziani che in questo momento mi ascoltano. La stragrande maggioranza della nostra gioventu’ è politicamente e moralmente sana. Vedete, amici miei, io ho instaurato al quirinale lo stesso metodo che avevo instaurato alla camera dei deputati quando ne ero presidente. Cioè io ricevo qui al quirinale scolaresche; giovani ne ho già ricevuti – in questi mesi e in questi anni che sono qui alla presidenza della repubblica – diciotto mila studenti, di tutte le classi e di tutte le regioni. 

Ebbene da questi giovani io mi sono sempre sentito e mi sento porre delle domande molto serie. Non faccio loro dei discorsi, intreccio con loro una conversazione, un dialogo, come fossimo antichi amici, e ci riesco sempre. Ed allora ecco perchè io mi sono persuaso che la nostra gioventù è molto sana. E’ vero sono giovani, non possono avere la mentalità degli anziani, ed è un errore grave che compiono gli anziani, siano essi genitori o educatori, di voler imporre ai giovani la loro mentalità di anziani. E quindi scavano un solco fra essi e i giovani. Io valico questo solco e vado incontro ai giovani comprendendo la loro mentalità di giovani, che è stata la mia mentalità quando giovane ero come loro.  

E mi avvicino a loro senza alcuna presunzione, senza alcuna arroganza, come fossi un loro amico da tanto tempo. E dico ai giovani questo: giovani, vedete,voi avete le vostre speranze, le vostre visioni, voi avete un animo puro, noi invece abbiamo la nostra esperienza. E dovete credermi, giovani, se io vi dico che questa nostra esperienza è tessuta di molti sacrifici e di molte rinunce. Abbiamo pagato anche per voi giovani, perchè voi foste veramente liberi. 

Bene, io vi dico: camminiamo di conserva, fianco a fianco, camminiamo insieme, voi con le vostre visioni, noi con la nostra esperienza. Cerchiamo di camminare insieme sul sentiero della vita. E finchè, vedete, un alito di vita mi animerà, io sarò al vostro fianco, giovani che mi ascoltate, per aiutarvi a rimuovere dal vostro cammino gli ostacoli che incontrerete, onde voi possiate percorrerlo con passo fermo e sicuro. 

(…) Giovani, se voi volete vivere la vostra vita degnamente, fieramente, nella buona e nella cattiva sorte, fate che la vostra vita sia illuminata dalla luce di una nobile idea. Scegliete voi, liberamente, senza lasciarvi suggestionare da qualcuno. Fate voi la vostra scelta, purchè questo presupponga, però, il principio di libertà, altrimenti dovrete respingerla, per la vostra salvezza. 

Oh, è vero, giovani, le dittature si presentano apparentemente più ordinate, nessun clamore si leva da esse. Ma è l’ordine delle galere e il silenzio dei cimiteri. 

Vedete, giovani, io alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie. Fate quindi la vostra scelta, e sia una scelta
di libertà, giovani che mi ascoltate. 

Ebbene, è con questo animo che io mi rivolgo ai nostri giovani, perchè in loro credo. E se non credessi, oh anziani che mi ascoltate, genitori ed educatori, se io non credessi nella nostra gioventù, dovrei disperare dell’avvenire della patria, perchè non lo rappresentiamo più noi questo avvenire, lo rappresentano i giovani che mi ascoltano. E quindi io penso al loro domani. E vorrei che fosse un domani di tranquillità e di serenità per la nostra gioventù. 

Eppure questo domani, non dobbiamo nasconderlo, è minacciato da pericoli di guerra. Sì, si vanno oggi tessendo trattati, si vanno stabilendo, si dice, degli equilibri fra le due grandi potenze sulle armi, per quanto riguarda le armi nucleari. Ma gli equilibri,  lo sta a dimostrare la storia, non sono mai stati duraturi. Basta un atto di follia di qualcuno, basta un errore di calcolo, che questi equilibri finiscono per crollare. 

Ebbene, se questo avvenisse, come io temo possa avvenire, perchè la pace è molto fragile, e gli ultimi avvenimenti internazionali stanno a provare il fondamento di questa mia affermazione, la pace è molto fragile. E se per dannata ipotesi la guerra dovesse esplodere sarebbe la fine dell’umanità intera, del nostro pianeta.

Se i popoli della terra, coralmente, potessero esprimersi, al di sopra di ogni differenza ideologica, politica, di ogni razza, al di sopra di ogni credo, e di ogni differenza di credo religioso, tutti i popoli della terra si pronuncerebbero per la pace contro la guerra. 

Orbene, chi rappresenta questi popoli, chi detiene nelle loro mani i destini di questi popoli, deve raccogliere questa loro volontà e fare in modo che la pace veramente sia duratura. Si spendono miliardi per costruire ordigni di guerra, che se per dannata ipotesi, ripeto, fossero usati sarebbe la fine dell’umanità intera del nostro pianeta. 

E mentre si spendono miliardi per costruire ordigni di morte,vi sono migliaia e migliaia di creature umane che nel mondo stanno morendo di fame. Nel 1979, amici che mi ascoltate, sono morti nel mondo 18 milioni di bambini per denutrizione. 

Questa strage di innocenti pesa come una severa condanna sulla coscienza degli uomini di stato e, quindi, anche sulla mia coscienza. 

Io ripeto qui quello che vi ho detto l’anno scorso facendovi il mio saluto augurale: si svuotino gli arsenali, si colmino i granai. 

Con questo auspicio io formulo per voi, cari amici, i piu’ fervidi auguri. Non dobbiamo disperare. Vedrete che riusciremo ad uscire da questo tunnel della violenza, della disoccupazione, della recessione economica perchè io credo nel popolo italiano. (…)

Dunque vedete che sono gli stranieri ad apprezzarci. Talvolta noi, ripeto, ci disistimiamo. Io ho quindi ragione di credere nel popolo italiano, un popolo che ha saputo superare situazioni ben più difficili di questa. E saprà superare anche questa situazione. 

Ed allora è al popolo italiano che io mi rivolgo in questo momento. E mi rivolgo esprimendo la mia ammirazione, la mia riconoscenza e l’augurio più fervido. Vedrete che ce la faremo, amici miei, ad uscire da questa situazione. 

Ce la faremo, state certi. 

Buon anno amici miei».