Qualcuno si ricorderà che qualche giorno addietro YouTube, su segnalazione di Telecom Italia Media, aveva oscurato un mio video. Era un servizio del Tg di La7, che avevo caricato per scrivere un post in occasione dell’anniversario del rapimento Moro.

La cosa mi aveva dato alquanto fastidio ma non sapevo come contestare la decisione. Poi ho letto sulla rivista “Internet magazine” il parere di un avvocato esperto in Diritto delle nuove tecnologie riguardo a un caso simile al mio. Secondo l’avvocato la scelta di YouTube non era corretta. Allora ho deciso, riprendendo i temi dell’articolo, di preparare una contro notifica da inoltrare a YouTube.

L’ho scritta e poi sono andato a leggere le istruzioni. E qui mi sono fermato: “Tieni presente che la presentazione di una contro notifica potrebbe comportare l’avvio di un procedimento legale tra te e l’autore del reclamo per determinare la proprietà del materiale”! Già, i toni sono proprio quelli di Big Fratello G!

Ma io non ho assolutamente intenzione di farmi uccidere in un’aula di tribunale da Telecom Italia Media, solo perchè ho pubblicato un video con l’intenzione di fare loro i complimenti!

Però la lettera era ormai pronta e buttare via così il lavoro non mi andava…

Allora ho deciso di contattare direttamente Telecom Italia Media, inoltrando ai signori Annalisa Pozzi e Carlo De Martino (nomi indicati sui contatti) la seguente email:

Spett.le Telecom Italia Media,
in data 18/03/2008 avete richiesto a YouTube di rendere inaccessibile il video “Ricordo del sequestro Moro – Tg La7?? (http://it.youtube.com/watch?v=phR1PIXp-qk) da me messo online qualche giorno prima.
Ritengo però che questo video non abbia leso i Vostri diritti. Ritengo di non aver indotto i telespettatori a non più seguire i telegiornali dell’emittente La7. Dichiaro di non aver coperto o nascosto la fonte dell’informazione.
La procedura, prevista da YouTube in questi casi, prevede l’inoltro da parte mia di una contronotifica che potrebbe portare ad un procedimento legale. Non ho nè i mezzi, nè l’intenzione, né alcun interesse ad arrivare a ciò, ma gentilmente e rifacendomi anche:

  • all’articolo 21 della Costituzione: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»;
  • all’art. 65 paragrafo 2 della Legge del 22 aprile 1941 sul Diritto d’autore, a norma del quale «La riproduzione o comunicazione al pubblico di opere o materiali protetti utilizzati in occasione di avvenimenti di attualità è consentita ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca e nei limiti dello scopo informativo, sempre che si indichi, salvo caso di impossibilità, la fonte, incluso il nome dell’autore, se riportato»;
  • alla Sentenza n° 105 del 15 giugno 1972 della Corte Costituzionale, che ricorda l’esistenza di un «interesse generale, anch’esso indirettamente protetto dall’articolo 21, alla informazione; il quale, in un regime di libera democrazia, implica pluralità di fonti di informazione, libero accesso alle medesime, assenza di ingiustificati ostacoli legali, anche temporanei, alla circolazione delle notizie e delle idee»;

chiedo che il video venga nuovamente reso accessibile.
Mi permetto ancora di aggiungere che ho messo online il servizio del telegiornale come esempio di una buona comunicazione.
In attesa di un Vostro gentile riscontro, porgo cordiali saluti.
Massimo Sozzi

Adesso non mi resta che aspettare e vedere se mi rispondono…

Se volete approfondire: art. 21 della Costituzione, Sentenza n° 105 della Corte Costituzionale, art. 65 della Legge sul Diritto d’Autore (anche qui).

Aggiornamento: dopo neanche 13 minuti, Annalisa Pozzi mi ha risposto scrivendomi che gira la mia email all’ufficio legale. Mi vedo già dietro le sbarre… 😉